DEF: Cosa prevede la nuova manovra del governo italiano?

La nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) del 2019 è l’argomento più caldo del dibattito politico degli ultimi giorni. Le maggiori polemiche, in particolare, si sono concentrate sul rapporto deficit/PIL fissato dal governo al 2,4%. La maggioranza reputa necessario un aumento del debito pubblico per rilanciare l’economia. Secondo le opposizioni, invece, “il governo di Salvini e Di Maio si sta prendendo la responsabilità di esporre il nostro Paese a rischi economici e finanziari drammatici“. Intanto lo spread ha sforato diverse volte quota 300 punti.

Cosa è il DEF?

Il DEF fissa ogni anno gli obiettivi di politica economica che un governo vuole perseguire, quali sono le stime di spesa programmate e le riforme economiche che si intendono attuare. Dal 2011, in esecuzione delle direttive europee, il Documento di Economia e Finanza è diviso in tre sezioni:

Programma di stabilità: Indica gli obiettivi programmatici di politica economica e il quadro delle previsioni della finanza per il triennio successivo. Viene sottoposta al giudizio dell’Unione Europea.

Analisi e tendenze della finanza pubblica: La parte in cui sono riportate le analisi e le previsioni per la spesa pubblica.

Programma nazionale delle riforme: Indica le riforme economiche che il governo vuole attuare.

Contenuto della Manovra

La novità più importante (e la più discussa) è l’introduzione del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza nei primi mesi del 2019, con una spesa intorno ai 9 miliardi. 7 miliardi, invece, sono stati stanziati per il superamento della Legge Fornero con l’introduzione della quota 100. Si stimano altri 2 miliardi, poi, per l’avvio della Flat Tax. Infine, 3 miliardi e mezzo vengono divisi fra i centri per l’impiego, i truffati dalle banche e le assunzioni delle forze dell’ordine. Queste misure verranno finanziate con un debito pubblico fissato al 2,4% del PIL (molto più alto rispetto alle richieste europee). La decrescita del debito viene stimata negli anni successivi a 2,1% nel 2020 e  a 1,8% nel 2021.

Il vicepremier Di Maio esulta dal balcone di palazzo Chigi dopo l’approvazione della manovra

Luci e ombre del DEF

Il governo esulta per l’approvazione della manovra, considerata uno strumento necessario per la ripresa economica.  “Stiamo rispettando l’impegno preannunciato – dice il Premier Conteè una manovra seria, responsabile e coraggiosa“. “Con queste riforme – aggiunge il presidente del Consiglio-abbiamo previsto che il tasso di disoccupazione, già sceso sotto il 10%, tenderà ancora a scendere attestandosi attorno all’8% se non al 7%”.

Le opposizioni, invece, insorgono per il contenuto del DEF. “Qui c’è in ballo il futuro del Paese, non solo il consenso dei loro partiti, che, presi unicamente dai loro giochi di potere, rischiano di portarci indietro di anni“, dichiara il deputato dem Fiano. “La notizia della scellerata decisione di Lega -M5S di alzare il rapporto deficit/Pil 2019 al 2,4% sta girando nelle sale dei grandi investitori internazionali e ha già provocato il crollo dell’euro nei confronti del dollaro“. Così,invece, il deputato di Forza Italia Brunetta.

Le perplessità maggiori riguardano le risorse necessarie per rientrare dal deficit. “ll debito pubblico può diventare sostenibile in due soli modi: facendo ripartire l’economia ed eliminando gli sprechi. Per il primo obiettivo servono gli investimenti che in questi anni tutti i Governi hanno abbattuto, per il secondo serve un Governo dalle mani libere”, spiega Di Maio. I dati diffusi dal governo danno il PIL del paese in crescita dell1,5% nel 2019, dell’1,6% nel 2020 e dell’1,4% nel 2021. Previsione, tuttavia, considerata eccessivamente ottimistica da vari osservatori internazionali. Il concetto di “tagliare gli sprechi”, invece, è un’idea fumosa usata spesso in passato dai governi e ha un contenuto del tutto aleatorio. Il rischio è che alla fine queste riforme possano essere finanziate con grossi tagli al welfare.

-Daniele Stracquadanio

 

 

 

 

 

 

 

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