Evian x Chiara Ferragni: Lusso, valore, insulto?

Chiara Ferragni, nota imprenditrice digitale di straordinario successo, è finita nel vortice di infinite polemiche riguardanti la sua ultima collaborazione: Evian by Chiara Ferragni, collaborazione limited edition tra il brand francese di acqua di lusso e l’influencer. 

Acqua di lusso

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Scoppia il caso mediatico non appena sui social circola una foto della bottiglia di acqua Evian personalizzata con il logo di Chiara Ferragni. A destare scalpore è soprattutto il cartellino del prezzo: 8 euro. I social, come spesso succede in questi casi, sono insorti con celerità e – talvolta – estrema cattiveria. Eppure, la campagna di Limited edition lanciata dal marchio Evian non è affatto iniziata con la Ferragni, ci sono state infatti altre collaborazioni precedenti, come quella con Paul Smith o Jean Paul Gaultier, vendute allo stesso prezzo della sopra citata “acqua della discordia”, se non di più. Perchè dunque la polemica si solleva soltanto adesso?

Giusto o sbagliato?

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Migliaia e migliaia di utenti digitali hanno scatenato sui social network la loro indignazione: come è possibile dare un prezzo tanto elevato ad un bene di prima necessità come l’acqua? Riusciamo ad accettare il fatto che, mentre ci sono intere popolazioni a soffrire la mancanza d’acqua, i mercati del mondo “civilizzato” guadagnino cifre esorbitanti senza tener conto di tutto il resto? Ovviamente porsi tali interrogativi è più che naturale, un certo grado di indignazione (forse voluto, per fini pubblicitari?) è lecito. C’è però chi risponde a queste polemiche chiedendosi come mai legioni di utenti esprimano il proprio dissenso di fronte ad una bottiglia d’acqua digitando parole d’odio dall’ultimo smartphone di 1000 euro.

A cosa dare valore?

Diciamocelo chiaramente: le “acque di lusso” sono sempre esistite ed esisteranno ancora, poco importano le polemiche. Dove sta allora il problema? Il caso mediatico da poco sollevatosi mette in luce problematiche ben più ampie di questa. I due schieramenti – da una parte i pro-Ferragni, quelli del “perchè indignarsi per una bottiglia d’acqua quando dovremmo indignarci per tantissimo altro?” e dall’altra quelli che rifiutano indignati il concetto di “acqua di lusso” – hanno, volenti o nolenti, generato domande di gran lunga più complesse: a cosa diamo valore oggi? Per cosa sono disposto a spendere il mio denaro? Comprare una bottiglia d’acqua da 8 euro è per me semplice sfoggio del lusso o schiaffo alla povertà?

– Serena Valastro

Serena Valastro

Serena Valastro

Laureata in Lingue straniere e profondamente innamorata di cinema, musica, arte ed informazione. Scrivere un articolo è per me entrare in mondi in movimento, conoscere qualcosa di nuovo che mi permetta di vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per poi trasmetterle a chi, a sua volta, vuole viverle.

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