Argentina: si affaccia la paura di un nuovo default

L’Argentina come il Venezuela non versa in ottime condizioni. Di certo non detiene un’inflazione record come quest’ultimi. Ad oggi l’Argentina detiene il secondo tasso di inflazione più alto nel mondo pari ad un tasso del 25%. La banca centrale ha dovuto agire in maniera tempestiva per poter stabilizzare una situazione che sarebbe degenerata. Ma nonostante queste manovre la situazione degenera di giorno in giorno.

                       

Il presidente Macri chiede aiuto al FMI

Il presidente Macri nel tentativo di evitare un collasso dell’economia ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale di anticipare la consegna del prestito chiesto a maggio. Il prestito consiste in una somma pari a 50miliardi  di dollari che potrà anche non bastare per risollevare l’economia del paese.

Il prestito accordato con il Fondo monetario, si avvale di promesse di buona gestione dei conti pubblici in cambio del prestito più alto di tutti i tempi. Obiettivo è allontanare lo spettro dell’ennesimo collasso finanziario, fermare l’ascesa del dollaro e rimettere in carreggiata l’economia.L’ultima carta di Macri è un assegno da 57 miliardi di dollari elargiti dal FMI. Ma questa ingente somma non è riuscita a placare i mercati nè a rendere credibili l’operato e le promesse del presidente.

Con questa situazione in rapido deterioramento, Macri è dovuto correre a Washington al cospetto di Christine Lagarde, chiedendo un aumento del prestito fino a 70 miliardi. Ma i trattati non sono andati come sperava.

                                                            

Nel 2015 a causa di uno scivolone del peso inizia la crisi argentina

Dopo aver registrato un primo crollo del peso argentino del 15 per cento, lo scivolone peggiore da quando la valuta ha iniziato ad essere scambiata liberamente, nel 2015, la Banca centrale ha subito alzato i tassi di interesse.Tuttavia si tratta del quarto aumento in 12 mesi, nonostante, il governo si era impegnato ad evitare ulteriori rialzi, per evitare una crescità esponenziale del costo del denaro. Ma questo aumento del 15%, desta inizialmente preoccupazioni nei mercati e negli investitori che vedono nell’Argentina una situazione economica traballante.

Il futuro del paese è oggi in mano a un’amministrazione che deve convincere di avere le capacità e la forza di far rientrare debito e inflazione contemporaneamente.La popolazione non è dello stesso parere e sono scesi più volte in piazza a protestare contro il governo e soprattutto contro l’intervento del FMI. Protestano per aumenti salariali che non tengono il passo con l’inflazione, contro il taglio dei sussidi e altre misure messe in atto da Macri.

Il collasso dell’Argentina sarebbe un disastro per l’intera economia mondiale

Il collasso dell’Argentina sarebbe un disastro per l’America Latina, per gli Stati Uniti e anche per l’Europa. Ed è per questo che Christine Lagarde ha deciso di intervenire a favore del governo Argentino. In Argentina, è chiaro che i tentativi di Macri, di minimizzare i problemi e attribuire tutto alle gestioni precedenti dei Kirchner sono andati a vuoto. L’inflazione alta sempre spacciata come l’effetto di spesa allegra e politiche populiste andrà dal 25 al 45 per cento, prima di tornare a scendere. Per gli argentini ci sarà da stringere ulteriormente la cinghia, perché il FMI esige il deficit pubblico a zero già l’anno prossimo e un avanzo primario nel 2020: tutto in anticipo di un anno rispetto agli accordi precedenti. Il cambio resterà quasi libero.

Macri si troverà ora per tutta la seconda parte del suo mandato tra due fuochi: le proteste popolari per i tagli alla spesa pubblica e la riduzione dei sussidi e le pressioni dei mercati per una manovra di aggiustamento seria, lontana dal gradualismo scelto sin dall’inizio della sua gestione.

Crediti immagine:Perfil,Il Post,Blog di Cultura

Giuseppe Lombardia

Mi chiamo Giuseppe Lombardia, ho 21 anni e studio economia e commercio all’università di Catania. Sono appassionato di politica e storia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *