Quando allenare la Nazionale può rovinarti la carriera

Un fenomeno di oggi, che accomuna due Nazionali e due allenatori: Ventura e Lopetegui, ex ct di Italia e Spagna.

La panchina della Nazionale è sempre stata (ed è) il maggior obiettivo personale per un allenatore; ci sono casi però, dove questa scelta appare forzata o magari non si è del tutto pronti, nonostante la grande esperienza.

Capitolo Spagna

Il capitolo spagnolo è molto particolare. Julien Lopetegui è un uomo di federazione, ex allenatore delle giovanili in Nazionale e allenatore del Porto, è chiamato per qualificarsi, quindi per giocare il Mondiale russo. Qualificazioni andate bene, preparazione anche, il gioco non è male e le idee ci sono: la Spagna è tra le grandi favorite a vincere il Mondiale.

Alla vigilia del Mondiale però, ecco irrompere il Real sul tecnico della Nazionale: era bisognoso di un allenatore. Lopetegui, entusiasta, accetta subito senza captare le conseguenze, che lo vedranno subito dopo licenziato per giusta causa, aver accettato il Real Madrid.

Questo è un caso dove l’allenatore c’entra poco, lo sbaglio è tra il Real Madrid e la Federcalcio di Spagna.

Esonerato nel pre di un Mondiale, l’allenatore si fa carico delle sue forze e di quella della sua nuova squadra, il Real Madrid. Real che però ha sempre considerato Lopetegui una terza, quarta scelta, ed infatti il tecnico è stato esonerato qualche mese dopo per scarsi risultati.

Ad oggi il buon Lopetegui si trova in una situazione ambigua, dove l’unica colpa che ha è quella di aver accettato la squadra più ambita al mondo, nell’anno meno indicato però.

Capitolo Italia

La storia di Ventura la sappiamo fin troppo. Giampiero Ventura è un uomo di campo, esperienza da vendere, talento per fiutare i giovani del futuro ed anche bel gioco. Si ricorda Leonardo Bonucci, lanciato da Ventura a Bari, oppure il Torino di Cerci e Immobile, qualificatosi all’Europa League.

Le premesse per la sua Nazionale sono buone, si poteva lavorare bene. I risultati non sono mai mancati, semplicemente non c’erano nei momenti fondamentali, come la partita con la Spagna. Ad un certo punto Ventura perde voce in spogliatoio: non ha più in mano la squadra.

L’apice viene toccato un anno fa a San Siro, Italia eliminata dopo uno 0-0 dalla Svezia, Mondiali visti a casa dopo 59 anni. Del tecnico ex Bari subito dopo stupisce negativamente l’arroganza ed il non volersi dimettere, di fatto sembrava non essere colpevole di uno tra i punti più bassi della storia del nostro calcio, e le colpe ci sono tutte. Ventura ha perso subito il controllo dello spogliatoio e in campo mandava gente inadatta per andare ad ottenere una vittoria, si ricorda il caso Insigne, quasi mai schierato dal Ct.

Già sembrava molto, ma ecco che quel momento va ricordato appena un anno dopo, quando solo qualche giorno fa, da le dimissioni al Chievo Verona, dove era stato assunto per ricercare la miracolosa salvezza. Dimissioni dopo 4 match ed un punto sul campo, certificando che ormai Giampiero Ventura ha minato le sue certezze di calcio, con le dovute giustificazioni in questo caso.

Un uomo della sua esperienza  potrebbe essere chiamato ancora? Forse sì, ma la sicurezza è che in un anno esatto la sua immagine sia molto ridimensionata, c’è chi lo guarda con rancore e indifferenza. Il mister crede in qualcuno che  possa dargli altre occasioni di un certo livello? Dopo Italia e Chievo sembra comunque difficile. Peccato, era uno dei maestri.

-Marco Cavallaro

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