UE: Bocciata la manovra del governo italiano

La Commissione europea, come atteso, ha bocciato la manovra economica del governo italiano, raccomandando l’apertura di una procedura di infrazione. Il contenuto della legge di bilancio è stato valutato come un “non rispetto particolarmente grave” delle regole europee. Il Presidente Conte ribatte: “Siamo sempre convinti della nostra manovra e della solidità del nostro impianto economico”.

Procedura di infrazione

La procedura di infrazione per disavanzo eccessivo è un procedimento regolato dall’articolo 126 TUE. La Commissione sorveglia l’evoluzione della situazione di bilancio e dell’entità del debito pubblico negli Stati membri. Se ritiene che possa determinarsi un disavanzo eccessivo‚ trasmette un parere allo Stato interessato e ne informa il Consiglio. Il Consiglio dell’Unione Europea, nel caso in cui lo Stato membro non adotti una manovra adeguata per correggere il disavanzo, può decidere di imporre delle sanzioni. Queste ultime possono tradursi in quattro misure:

-Multa pari allo 0,5% del Pil

-Congelamento dei fondi europei (all’Italia ne spetta una quota di circa 70 miliardi)

-Il blocco dei prestiti da parte della Banca Europei degli investimenti

-La fine dell’acquisto dei titoli di stato da parte della Banca Centrale europea

Manovra italiana

La manovra del governo è stata considerata un notevole passo indietro rispetto alle passate riforme volte a stimolare la crescitaNegli ultimi mesi erano arrivate le diverse critiche degli esponenti delle istituzioni europee. A queste sono seguite delle proposte di modifiche da parte del governo italiano, ritenute, tuttavia, insufficienti. La situazione di scontro è culminata con la bocciatura da parte della Commissione, la quale cita fra le ragioni della decisione “gli ampi divari dell’Italia rispetto al parametro di riduzione del debito”.  La procedura potrebbe culminare con l’imposizione di sanzioni mai applicate nella storia dell’Unione Europea.

Pierre Moscovici, commissario europeo per gli affari economici -Fonte: La Stampa

Il governo, in particolare il Presidente Conte, tenta di stemperare la situazione: “Il debito sotto il faro della Commissione Ue sarebbe il debito del 2017, del precedente governo“. Aggiunge, poi, il Presidente del Consiglio:  “Sabato sera con Juncker confido in un confronto costruttivo, rivedremo le rispettive posizioni e valuteremo come andare avanti“. Intanto lo spread, come sempre negli ultimi mesi, sfora stabilmente quota 300 punti e le possibilità che possa diminuire nel breve periodo rimangono basse. La procedura d’infrazione, infatti, oltre che portare a sanzioni contro l’Italia, potrebbe far aumentare ancora la sfiducia dei mercati verso il nostro Paese.

 

Daniele Stracquadanio

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