Cosa significa essere bambini in Afghanistan?

Afghanistan: cosa sta succedendo?  Una terra dalla storia millenaria vessata da violenza, fame e morte, una terra che sembra aver dimenticato la pace, una terra dove i bambini hanno perso il lusso di vivere un’infanzia normale che terra è?

La guerra

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Il 2019 sarà il quarantesimo anno di guerra in Afghanistan. Quattro decenni ininterrotti di conflitti, un arco di tempo che per pura fortuna molti di noi non hanno idea di cosa significhino. La storia più recente lega però significativamente la storia di questa terra a quella del nostro occidente; dopo l’attentato terroristico avvenuto l’11 settembre 2001, gli USA occupano l’Afghanistan con l’operazione Enduring Freedom, con l’obiettivo di porre fine al regime talebano attraverso la sconfitta del gruppo terroristico di Al-Quaida (al comando di Osama bin Laden). Tutt’ora, comunque, la presenza NATO continua a farsi sentire, data la continua instabilità generata dai gruppi terroristici interni.

In una terra dalla storia tanto feroce, si può davvero essere bambini?

L’ultima piaga: la siccità

L’Organizzazione delle Nazioni Unite registra che la recente situazione di grave siccità nella regione sta registrando più vittime di quante ne abbia fatte la guerra, dal 2001 ad oggi. Detto chiaramente, l’assenza di acqua potabile uccide quanto una bomba. 2,2 milioni di persone non hanno accesso a questo bene, e la metà di esse sono bambini. L’ONU ha stanziato 34,6 milioni di dollari in soccorso alla popolazione, ma ad oggi la situazione ha toccato livelli allarmanti.

Fame e sete scatenano, come se questo non fosse abbastanza, un’ulteriore fonte di sofferenza per i più piccoli: i matrimoni precoci. I debiti familiari contratti in assenza di beni di prima necessità riducono le possibilità di uscire fuori da questa situazione ad una soltanto, ovvero vendere i più piccoli per ottenerne un minimo guadagno, per ripagare i debiti e provvedere al sostentamento della famiglia.

Alison Parker, Capo della Comunicazione UNICEF Afghanistan fornisce alcuni dati: attualmente circa 6 milioni di persone (bambini per oltre la metà) necessitano assistenza umanitaria; la malnutrizione tra i bambini è tra i livelli più alti al mondo; la pratica dei matrimoni precoci è arrivata al 35%.

Appelli umanitari

Per quanto ancora saremo capaci di coprirci gli occhi? L’UNICEF chiede ancora aiuto, chiede che siano rispettati i principi umanitari, che sia garantita ai bambini la possibilità di accedere a servizi di prima necessità, all’istruzione, ad una vita quanto più vicina al normale.

Spesso i problemi di una terra lontana non toccano chi nella fortunata sicurezza del proprio quotidiano diventa cieco alla violenza che appesta tutta una parte di mondo. Eppure  una situazione oltre il limite esiste già da tempo, e milioni di vite aspettano ancora un aiuto che – forse – arriverà.

-Serena Valastro

Serena Valastro

Serena Valastro

Laureata in Lingue straniere e profondamente innamorata di cinema, musica, arte ed informazione. Scrivere un articolo è per me entrare in mondi in movimento, conoscere qualcosa di nuovo che mi permetta di vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per poi trasmetterle a chi, a sua volta, vuole viverle.

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