Abusi: “Mira como nos ponemos”, il “me too” sudamericano


Nella settimana appena conclusasi, in Argentina, ha preso piede il movimento social #MiraComoNosPonemos, definito come una versione sudamericana del “Me too” sulla denuncia delle molestie e degli abusi sessuali nel mondo dello spettacolo.

E, come è stato per il Me too, la prima accusa ha dato origine ad una serie di dichiarazioni di altre vittime.

L’origine del movimento

abusi: mira como nos ponemos

Thelma Fardin, una delle giovani attrici che hanno recitato ne “Il mondo di Patty” ha postato sul suo account Instagram un video in cui denunciava un abuso subito dieci anni fa, quando aveva 16 anni, da un collega, Juan Darthes, di 30 anni più grande di lei, unico adulto fra gli attori che facevano parte del cast durante un tour promozionale.

Il nome del movimento prende origine dalle parole dette nel video dalla giovane attrice. Raccontando l’episodio, infatti, la ragazza cita il collega che le avrebbe detto “Mira como me pones” (“guarda l’effetto che mi fai”) riferendosi alla sua erezione. Alcuni attori (uomini) utilizzano l’hashtag in terza persona #MiraComoSePonen a supporto delle vittime.

La stessa Thelma Fardin, nel suo video, ringrazia le persone che le sono state accanto e chi le ha dato il coraggio di denunciare.

Le sue accuse contro Darthes, infatti, non sono le prime. Calu Rivero, altra attrice della serie, aveva denunciato Darthes per abusi ma non è mai stata ascoltata. E se tutto questo movimento ha avuto origine, è proprio grazie a lei, che ha dato, senza saperlo, il coraggio alla Fardin di denunciare.

Il problema nella risposta di Juan Darthes

La risposta dell’attore è arrivata due giorni dopo. L’uomo ha dichiarato che la vicenda non sarebbe andata come ha dichiarato la giovane attrice, sebbene alcuni punti coincidano, ma, anzi, sarebbe stata lei a tentare di avere un rapporto con lui. Rapporto che lui avrebbe rifiutato. È stata lei, dunque, la colpevole, lei a fargli del male, riprendendo le parole dell’attore.

Eppure, non è una cosa nuova, sentire lo spostamento della colpa sulla vittima che diventerebbe così autore di reato (basti pensare al caso Asia Argento, che ha dichiarato essere stata abusata da Jimmy Bennett).

Il vero problema, però, in questo caso, non riguarda solo questo. Dopo aver saputo delle accuse di abusi sessuali, Darthes ha dichiarato che, se quanto la Fardin afferma verrà provato, si ucciderà.

Non solo, quindi, potrebbe aver abusato della ragazza ma la renderebbe, poi, colpevole di una sua eventuale morte.

Perché credere alla vittima?

Il cast del Mondo di Patty, dalla protagonista Laura Esquivel agli attori minori, ha dato il pieno appoggio alla collega.

Il presidente argentino Mauricio Macri ha rilasciato una dichiarazione sull’episodio:

“Quello che sta succedendo riguarda tutti. Non abbiamo paura della verità. Che venga fuori la verità è sano. È una cosa buona che stiamo parlando dei temi reali, veri. È in corso un cambio di epoca e quello che prima ci sembrava normale ora non lo è più.”

E non solo Darthes è fra gli accusati. In Argentina, il numero di denunce per abusi nel mondo della televisione e dello spettacolo è aumentato notevolmente negli ultimi giorni.

Secondo i dati Istat del 2017, il 92,5% di donne che subiscono abusi non denunciano. Probabilmente si tratta di una mancanza di fiducia nei confronti di quel sistema che dovrebbe proteggerle.

Non è difficile, se ci fermiamo a pensare o a guardare i commenti a qualsiasi articolo di questo genere, immaginare perché.

“Denunciano dopo tanti anni, lo fanno per farsi notare”. “A volte, quando le donne dicono di no in realtà vogliono dire di sì”. “Dovevi aspettartelo”. “Potevi scappare”.

E anche in questo caso, è importante prendere le parti della vittima perché le poche denunce che vengono presentate si rivelano vere nella maggior parte dei casi. È importante creare un fronte comune che permetta alle vittime ancora inascoltate di chiedere giustizia.

Giulia Lausi

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, psicologa, perennemente oberata di ansia ed impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *