#travelcouples

coppie che girano il mondo per professione

Vi è mai capitato almeno una volta di aprire instagram e perdervi in una miriade di foto di viaggi?

Di fermarvi a pensare che sareste voluti essere nei panni di chi in quel momento stava girando il mondo? Spiagge bianche e lidi nascosti da alte scogliere ricoperte di foresta; giungle di cemento dove svettano immensi grattaceli; campi di lillà sullo sfondo di verdeggianti montagne; alte dune sabbiose da cui spiccano le antiche piramidi. Facendo un semplice “scrolling” di instagram è facile soffermarsi a pensare come sarebbe preparare lo zaino e partire. Una macchina fotografica, una gopro, una cartina del mondo ed è fatta. Sembra incredibile che qualcuno possa davvero vivere così, e soprattutto farne un lavoro.

La realtà del viaggio come stile di vita è qualcosa che ha sempre affascinato ogni generazione.

Prima non esisteva internet come lo viviamo noi e prendere e partire era una vera e propria avventura in stile bohemien: c’era il bulli della Volkswagen e una polaroid per imprimere nella memoria ricordi dal sapore vintage. Oggi, invece, prenotare un biglietto aereo per l’altro capo del mondo è qualcosa di facile come un click. Ma se un viaggio sporadico una volta l’anno è qualcosa che molti di noi fanno, dedicare la propria vita a viaggiare può spaventare i più. È un salto nel buio: significa abbandonare una casa, spesso un lavoro sicuro, la famiglia e gli amici di sempre per imbarcarsi in un’avventura senza certezze. 

Eppure oggi è un fenomeno social in espansione quello delle #travelcouples:

coppie di avventurosi viaggiatori figlie della modernità cosmopolita. Conoscere persone che provengono dall’estremità opposta della Terra oggi non solo è facile attraverso internet, ma anche attraverso il sistema universitario. Con l’erasmus o i viaggi tra amici e colleghi siamo tutti cittadini del mondo, ed è facile imbattersi in una persona speciale. Ma come rimanere insieme se, per esempio, lei viene dalla Germania e lui dall’Australia? Alcuni decidono di trasferirsi dopo lunghi periodi di relazione a distanza, altri invece risolvono buttandosi in un’avventura piena di incognite, dove però amore e voglia di viaggiare si fondono in un unicumdi rara bellezza. 

Molti si domandano di cosa sopravvivanoqueste coppie viaggianti, così come tutti i travel bloggers che tempestano il firmamento digitale dei social network.

A dare una risposta a questo quesito è proprio una #travelcouple prossima alle nozze che ha già visitato più di trenta paesi in due anni. Parlo di Marie Fe, tedesca, e Jake Snow, australiano. Conosciutisi su una spiaggia bianca di un’isola thailandese nel 2016 non si sono mai lasciati da allora, trasformando le loro passioni in un vero e proprio incomegrazie al loro blog e alla loro pagina instagram.

Ciao Marie, ciao Jake! Allora, raccontateci un po’ come vi siete conosciuti.

Jake:la storia di come siamo diventati Mariefeandjakesnow pone le sue radici su una spiaggia in Thailandia nel 2016. Stavamo entrambi viaggiando attraverso l’Asia con degli amici, e non ci saremmo mai conosciuti se una delle amiche di Marie non avesse deciso di fermarsi per un drink. Fu come se io fossi stato lì per aspettarla: eravamo un gruppo di quindici persone, eppure di tutto quello che è successo non ricordo altro che la conversazione che ho avuto con Marie. Siamo stati insieme quattro giorni e poi ci siamo dovuti separare perché io avevo un volo prenotato per la Cambogia e Marie per il Vietnam.
Marie: Mi ero rassegnata al fatto che non ci saremmo più rivisti: non ci eravamo nemmeno scambiati i numeri di telefono! Lui però fece una pazzia. Pagò 210$ un cambogiano che gli promise di fargli avere il visto per il Vietnam, lasciandogli anche il passaporto. Quando ormai aveva perso le speranze lui tornò con visto e passaporto e io me lo ritrovai dietro l’angolo del mio albergo a Ho Chi Minh. Tempo di dividerci poche volte per impacchettare le nostre vite e non ci siamo separati più.

Cosa ha segnato il vostro inizio come #travelbloggers?

Marie: una delle prime cose che abbiamo fatto, concluso il viaggio in Asia, è stato andare in Australia dalla famiglia di Jake. Sapevamo che la cosa più importante che dovevamo fare era risparmiare soldi se volevamo passare la nostra vita viaggiando, eppure appena arrivati siamo stati folgorati dal desiderio di prendere un minivan e affrontare un roadtrip australiano. Io volevo arredarlo come una casa, con tutto il necessario per essere indipendenti, ma i soldi scarseggiavano e non avevamo un progetto vero e proprio…
Jake: …ma io di nascosto ho ricostruito l’interno del minivan e il giorno del suo compleanno ho bendato Marie e l’ho portata nel nostro posto preferito, dove avevo parcheggiato.
Marie: quando mi ha tolto la benda ho visto che aveva sistemato al suo interno un letto con tanti cuscini e tappeti. C’erano anche le lucine ovunque e aveva preparato un picnic. In quel momento mi ha completamente conquistata e abbiamo iniziato a girare video e scattare foto. La voglia di condividere la nostra felicità con il mondo è venuta di conseguenza…

Quando avete capito che quella che era una passione poteva diventare un business?

Marie: Non avevamo mai avuto intenzione di usare instagram come un business all’inizio. A spingerci era sempre stata una genuina voglia di viaggiare e una condivisa passione di creare immagini per i nostri amici e la nostra famiglia. 
Jake: a un certo punto ci siamo resi conto che ciò che facevamo e pubblicavamo ispirava altre persone e sono iniziati ad arrivare valanghe di commenti e messaggi. È stato allora, verso la fine del 2017, che ci siamo concentrati e abbiamo preso la decisione di trasformare ciò che amavamo in qualcosa da cui guadagnare. 
Marie: la decisione l’abbiamo presa solo quando abbiamo iniziato a vedere un vero potenziale, ed è successo quando più o meno alla soglia dei trentamila follower. Abbiamo visto quante persone ispirassimo e abbiamo iniziato a ricevere le prime proposte di collaborazione.

Per raggiungere un tale livello di gradimento avete realizzato una pagina instagram con uno stile estetico originale…

Jake: L’origine del nostro stile di fotografia è piuttosto insidioso. Abbiamo editato le nostre foto insieme fin dall’inizio, ma avevamo gusti completamente opposti in fatto di estetica. A me sono sempre piaciute fotografie dai toni caldi, morbidi e terrestri, mentre a Marie piacciono foto più colorate, luminose e dai contorni più netti.
Marie: All’inizio litigavamo costantemente per questa motivazione, ma alla fine ci siamo messi a tavolino davanti al computer e abbiamo deciso di creare uno stile che piacesse a entrambi. L’unica cosa che ci importava era che tutti i contenuti ci rispecchiassero entrambi il più possibile. Così siamo giunti dopo molto lavoro alla creazione di alcuni predefiniti per Lightroom che ci aiutassero ad editare le foto in un click. 
Jake: Ora questi predefiniti sono in vendita sul nostro sito, e tra pochissimo ne uscirà un nuovo gruppo. Abbiamo deciso di condividerli con il mondo a un prezzo più abbordabile di altri perché crediamo che chiunque abbia il diritto di trasformare le proprie foto…

Quanti paesi avete visitato fino ad oggi?

Jake: all’incirca una trentina. Ultimamente siamo stati in Turchia, dove ho chiesto a Marie di sposarmi, in Egitto, in Giordania e infine in Germania a trovare la sua famiglia. Adesso ci siamo stabilizzati in Malesia, dove abbiamo preso un appartamento da poter considerare casa e dove mettere le radici tra un viaggio e l’altro. 
Marie: per ora abbiamo visitato più Paesi di quanti sono i mesi che abbiamo passato insieme, e questa è un’enorme vittoria per noi. 

Con quali criteri scegliete i luoghi in cui andare? E quale sarà la meta del vostro prossimo viaggio?

Marie: di solito pensiamo ai posti in cui possiamo fare foto. Andiamo sempre in Paesi che abbiano panorami affascinanti: spiagge, scogliere, montagne, deserti…
Jake: …ovviamente andiamo anche in posti dove si possano sperimentare cibi e culture mai viste e provate prima, e dove si possa imparare molto sul mondo e la sua varietà. Amiamo tutto ciò che è nuovo e ci piace andare laddove non siamo ancora mai stati. Non sappiamo ancora quale sarà la prossima meta! 

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Visitare Paesi mai visti prima spesso spaventa molte persone, ma a quanto pare non voi. Come fate?

Marie: Io non avevo mai viaggiato da sola prima di Jake. È stato lui a farmi capire che spesso ci costruiamo muraglie di preconcetti che ci fanno credere che il mondo sia pericoloso. Una delle cose che ho imparato con lui attraverso i viaggi è che le persone sono buone. In tutti i posti in cui siamo stati abbiamo incontrato esseri umani amorevoli, generosi e disponibili. Giornali e televisione cercano di convincerci che il mondo è un luogo spaventoso pieno di cattive persone, ma dalla nostra esperienza possiamo dire che il 99% dell’umanità è buona, a prescindere da dove andiamo.
Jake: Questo ovviamente non significa che non esistano persone cattive. È sempre necessario stare attenti e comportarsi con rispetto nei confronti dei posti in cui si decide di andare.

Cosa pensate che possa stupire maggiormente le persone riguardo la vita una #travelcouple?

Jake: credo che il mito più grande che circonda noi “viaggiatori di professione” sia che il nostro tempo venga impiegato solo tra svaghi, fotografie e instagram. In realtà molto spesso ci siamo svegliati all’alba per scattare fotografie che poi hanno richiesto ore di editing. Altrettanto tempo lo passiamo a scrivere contenuti che possano ispirare le persone, imparando nuovi trucchi e studiando, scrivendo articoli, rispondendo ai messaggi di chi ci segue…
Marie: ogni singolo post, articolo, o storia che pubblichiamo è fatta con tutta la nostra naturalezza e ci rispecchia a pieno, ma questo non significa che non ci sia uno studio e soprattutto tanto lavoro dietro. Nei passati sedici mesi siamo stati quasi dodici ore al giorno sul computer per poter essere operativi nel miglior modo possibile. Questo senza mai smettere di viaggiare.

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C’è un messaggio che vorreste dare alle altre persone per incoraggiarle a prendere coraggio e partire?

Marie e Jake: certamente! A noi piace ripetere che “viaggiare è l’unica cosa che ti rende più ricco”. Nonostante sia di fatto una vita dispendiosa, noi siamo convinti che il livello di benessere, il bagaglio di conoscenze e di esperienze, ma soprattutto il circolo di persone che entrano nella vita di un viaggiatore rendano profondamente più ricchi. Più ricchi di felicità, libertà e soprattutto soddisfazione. Per cui se ci state pensando o ci avete mai pensato, preparatevi un piano e partite. Non ve ne pentirete mai.

Greta Martini

Fiorentina con un passato da fanwriter, Greta sogna un giorno di diventare un'insegnante. Tra un libro e l'altro, gira il mondo con una macchina fotografica e la meraviglia negli occhi.

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