Sbagliare non ci rende brutte persone

Trovo necessario, dopo qualche articolo, scrivere qualcosa riguardo la possibilità di sbagliare che abbiamo, soprattutto quando si tratta di creare cultura.

È un discorso un po’ complicato, forse, perché cresciamo consapevoli che sbagliare è umano ma come si fa a capire, quando si parla di parità di genere, che stiamo sbagliando?

Io so di sbagliare, quando si tratta di femminismo.

E lo so perché, purtroppo, non sono ancora così esperta, così informata come vorrei. Ma aver utilizzato frasi sessiste in passato non mi impedisce di poter far notare a chi è con me che quello che sta dicendo è sessista.

Se nasciamo in una società che è patriarcale, che ci insegna che la donna cucina e pulisce casa, che l’uomo che ha tanti rapporti sessuali è un grande e che una donna che fa altrettanto è una poco di buono… come possiamo non sbagliare?

Come possiamo non dire alla nostra compagna, dopo una giornata stancante, “che c’è per cena?” anche se lei è tornata a casa insieme a noi, dopo aver lavorato come noi, se ci insegnano che le donne stanno in cucina? (Anche se poi gli chef stellati sono per la maggior parte uomini, dove sarà il problema?)

So di sbagliare ma non per questo ho intenzione di auto-flagellarmi.

Una volta aperti gli occhi, una volta capito dove la società manda messaggi sessisti, inizieremo a stare attenti a quanto diciamo. Ogni tanto capiterà di sbagliare, ovviamente. Ma quando capirete che non fare la femminuccia è una frase sessista e smetterete di dirlo (insieme a tante altre frasi come sei nervosa, hai il ciclo?) scatterà un’altra cosa. Inizierete a dire alle persone intorno a voi di non farlo.

E a quel punto le reazioni saranno diverse. Qualcuno capirà che sì, avete ragione. Qualcun altro vi dirà che siete sempre pesanti. Altri ancora vi chiederanno se dovete sempre fare i femministi.

Non sono perfetta, nessuno di noi lo è, ma saperlo e saper riconoscere i propri errori è il primo passo per porre attenzione. Quindi sì, a mio avviso, sbagliare va bene, se ci aiuta a migliorare.

Aver presenti i nostri errori ci permette di crescere, di poterci confrontare con noi stessi. Perché spesso siamo noi i nostri peggiori giudici ed è così che possiamo migliorare.

Sbagliare deve essere il trampolino per il miglioramento.

Sapere che sbagliare è umano non deve, quindi, essere una scusa per perdonare tutti i nostri errori ma, piuttosto, essere il nostro punto di riferimento per poter crescere.

Se, invece, i nostri errori sono qualcosa che capita, qualcosa sul quale non riflettiamo, allora sarà anche inutile averli commessi.

Sbagliare non definisce chi siamo, ma conta. Conta perché ci permette di renderci conto dell’errore. Conta perché fa sì che ci venga voglia di non farlo più.

E per citare un bellissimo (a mio avviso) articolo di Lorenzo Gasparrini:

La prima volta che sei stato o stata sessista non conta; conta l’ultima, e che sia sempre più lontana.

Giulia Lausi

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, psicologa, perennemente oberata di ansia ed impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *