Roma. Punto

Non capita tanto spesso che un film riesca a rimanere nella memoria di chi lo ha guardato. Roma, il nuovo film del regista messicano Alfonso Cuarón, ce l’ha fatta. Avrà sicuramente lasciato delle espressioni, delle sensazioni, dei momenti che senza il bisogno dei flash di un blockbuster rimarranno quieti ma fissi nella memoria.

Statuette d’oro

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Alfonso Cuarón

Roma è un film del 2018 scritto e diretto da Alfonso Cuarón, regista, sceneggiatore, produttore e montatore nato a Città del Messico. Distribuito a partire da fine novembre, Roma è uno dei primi film Netflix ad ottenere questo successo di critica e pubblico. Cuarón non è estraneo a premi e successi, diversi suoi lavori infatti hanno ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui anche l’Oscar alla miglior regia (Gravity, 2014. Cuarón è stato il primo regista messicano ad aggiudicarselo).

Cuarón ha collezionato un successo dopo l’altro come regista, tra i quali possiamo citare Y tu mamá también – Anche tua madre (2001), Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004) ed il già menzionato Gravity (2013). Roma si è già aggiudicato un posto tra questi successi, portando a casa il Leone d’oro al miglior film alla mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e due Golden Globes come miglior regista e miglior film straniero. Si aggiudicherà anche le famose statuette d’oro degli Academy Awards che si svolgeranno a breve? Non resta che aspettare e vedere. 

Cos’è Roma

Se dal titolo si può immaginare che il film parli della nostra bellissima capitale in realtà non è così; la pellicola parla infatti di un quartiere di Città del Messico, Colonia Roma, quartiere residenziale per le classi benestanti sorto agli inizi del XX secolo.  

La trama è semplice: lo spettatore segue le vicende di una famiglia di classe media degli anni 70 attraverso gli occhi di Cleo, che lavora come domestica per la famiglia. Fine della trama. Banale, semplice? Forse. Se inizialmente, infatti, il ritmo sembra scorrere lento e con pochi stimoli (chi scrive questo articolo non ha resistito alla tentazione di fare un giretto ogni tanto sui social network durante la prima parte del film per evitare di annoiarsi) l’atmosfera tutto d’un tratto cambia, la trama si fa più complessa, le vicende della famiglia messicana e della domestica Cleo si intrecciano, tutto si fa interessante, specialmente grazie alla recitazione di Yalitza Aparicio, attrice che interpreta la domestica Cleo. Alla fine Roma è un film che conquista, perchè? Perchè bisogna coglerne l’intenzione più profonda ovvero…

L’intimità dei ricordi di un bambino

L’intenzione di Cuarón è quella di ricreare la sua infanzia. Il film è fondamentalmente un omaggio agli anni di Cuarón bambino in quel quartiere di Città del Messico. È un film intimamente intimo, da alcuni critici visto con un aurea di “realismo magico”. Ma la bellezza di un film risiede nel fatto che ognuno ci possa vedere dentro ciò che vuole. È possibile che alcuni non vedano in Roma niente di particolarmente entusiasmante (in fondo la trama e tutto il resto non è niente di eccezionalmente innovativo). Ma allora dove risiede tutto il successo di Roma? Nei ricordi. 

Pensiamoci: ci è mai capitato di rivivere come in un déjà vu che si fa quasi concreto, attraverso sensazioni ben distinte, periodi della nostra infanzia che mai dimenticheremo? Ci è mai capitato di ricordare con fortissima nostalgia dei luoghi ben distinti, dei volti, dei momenti, degli odori che mai dimenticheremo? Se la risposta è si allora (a prescindere che consideriamo Roma un capolavoro o una perdita di tempo totalmente sopravvalutata) abbiamo capito l’intenzione del film. Roma è la ricerca di un tempo caro.

-Serena Valastro

Serena Valastro

Serena Valastro

Laureata in Lingue straniere, amante di cinema, musica, arte ed informazione. Scrivere è entrare in nuovi mondi, conoscere qualcosa di nuovo, vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per trasmetterle a chi vuole viverle.

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