Non sono un uomo facile: il film Netflix ribalta gli stereotipi

Immaginate di svegliarvi un giorno in un mondo in cui sono gli uomini a fare la ceretta, essere umiliati da molestie, fare la lap dance. Un mondo in cui le donne hanno rapporti sessuali ogni giorno con un uomo diverso e non vengono giudicate per questo, guardano il rugby, indossano tailleur da uomo, fanno pipì in piedi e sono a capo di aziende.

non sono un uomo facile scena cric

Questo è il mondo in cui ci catapulta “Non sono un uomo facile” (Je ne suis pas an homme facile), film Netflix del 2018, diretto da Eléonore Pourriat.

Ecco, il nostro protagonista, un dongiovanni abituato a flirtare con molte donne, in seguito ad un trauma cranico, si ritrova in una realtà in cui tutto questo accade.

Infatti, in questa realtà parallela, gli uomini cercano donne con cui sposarsi, fare figli e sistemarsi, mentre le donne cercano di affermarsi sul lavoro e consolidare le loro posizioni.

non sono un uomo facile scena film

Ed in una serie di classici cliché tipici delle commedie d’amore, viene messo in luce quello che è il femminismo attraverso la sua controparte, il maschilismo nel mondo matriarcale.

Che cosa possono volere, del resto, gli uomini, se non la possibilità di non dipendere economicamente dalle loro compagne?

“Certo, devo ubbidire, stare attento a come parlo, ma tu non hai motivo di cambiare.”

non sono un uomo facile locandina

Questa visione del mondo ci viene sbattuta in faccia senza mezzi termini, in un modo che, forse, potrà sembrare estremizzato. In un modo che, in parte, lo è ma che, se proviamo a mettere pausa ogni tanto – e probabilmente dovremmo farlo più spesso di quanto sia possibile – ci fa fermare a riflettere.

Come già detto, il cliché è dietro l’angolo, rimane comunque una commedia leggera il cui scopo è probabilmente far riflettere ma solo in parte. Infatti, il nostro protagonista perderà la testa per Alexandra, donna in carriera che ha intenzione di scrivere un libro sulla visione maschilista e patriarcale della società che è intrinseca nella cultura del nostro protagonista, a sua insaputa.

“Forse potrebbe esserci una terza via, un mondo in cui uomini e donne si aiutano”

“Non sono un uomo facile” non è sicuramente il film dell’anno appena trascorso, ma è il film che vi consiglierei di vedere, senza troppe pretese, se:

  • siete uomini che sentono che c’è qualcosa da fare per la parità;
  • siete donne che si stanno avvicinando al femminismo;
  • siete donne o uomini che sanno come la pensano e credono sia importante creare cultura.

Perché, forse, l’unico modo che abbiamo per rompere gli stereotipi è provarli sulla nostra pelle.

Giulia Lausi

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, psicologa, perennemente oberata di ansia ed impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura.

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