Decretone: Approvati reddito di cittadinanza e quota 100

Nellla giornatà di giovedì il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che da attuazione alle due riforme più importanti volute dal governo: Reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni. Il vice premier Di Maio esulta: “In poco più di venti muniti abbiamo fondato un nuovo welfare state in Italia“. Salvini lancia una provocazione ai suoi predecessori: “Stanziati soldi veri, dedico questi interventi a Monti e alla Fornero“.

Reddito di cittadinanza

Da marzo sarà possibile fare richiesta telematica per il reddito di cittadinanza, le cui erogazioni inizieranno da fine Aprile. Il sostegno dovrebbe raggiungere quasi 5 milioni di persone, tra cui 1,7 milioni di nuclei familiari, per un totale di 7 miliardi distribuiti nel 2019. Potranno accedere al reddito cittadini italiani o europei ed extracomunitari con permesso di soggiorno in regola che risiedono in Italia da almeno dieci anni.

Per quanto riguarda i requisiti economici, sarà necessario avere un ISEE massimo di 9320 euro e un reddito familiare non superiore a 6000 euro annui, con soglie innalzate in base ai componenti del nucleo familiare. L’importo del beneficio sarà di 500 euro, più 280 se si vive in un immobile preso in locazione o 150 se si sta pagando un mutuo. Per le famiglie l’importo del reddito può aumentare sulla base dei componenti della famiglia. I beneficiari maggiorenni dovranno firmare un patto per il lavoro o per la formazione. L’accordo consiste in un percorso di inserimento lavorativo e inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità, completamento degli studi e reinserimento professionale.

Quota 100

Con la nuova riforma sarà possibile andare in pensione a 62 anni con almeno 38 anni di contributi. “62 anni e 38 anni di versamenti senza penalizzazione ed è solo il punto di partenza, l’obiettivo è quota 41. La Fornero si prepari a piangere ancora” ha annunciato Salvini. Anche se per andare in pensione 5 anni prima si calcola che, al netto dei minori contributi pagati e dei maggiori assegni previdenziali ricevuti, si potrà avere una decurtazione fino al 25% dell’importo attuale. Inoltre fino a 67 anni gli aderenti a quota 100 non potranno percepire reddito se non derivante da lavoro autonomo occasionale entro i 5000 euro annui.

Foto Vincenzo Livieri – LaPresse 27-01-2018- Roma Politica Convegno Difendiamo i nostri figli. Oltre l’inverno demografico. Nella foto Matteo Salvini 27-01-2018- Rome Politics Convention Let’s defend our sons. In the picture Matteo Salvini

La misura entra in vigore dal 1 Aprile 2019 per i lavoratori del settore privato che hanno maturato i requisiti entro il 31 Dicembre 2018, gli altri a partire dalle finestre successive. Per contenere i costi della manovra, i lavoratori pubblici potranno aderire a quota 100 solo dal 1 Luglio 2019.

Le opposizioni

Al fronte dei festeggiamenti delle forze di governo, le opposizioni insorgono contro il cosiddetto “decretone”. “Altro che abolizione della povertà“, dichiara sarcastico Zingaretti, “Il bilancio è che non c’è un’idea che punti alla ripresa, al sostegno alle imprese, alla crescita del lavoro, che invece cala come cala la produzione industriale e come cala il Pil“. “Sono dei provvedimenti fantasma. La povertà, secondo il governo, è già stata abolita da sei mesi. Ma non mi risulta che questo sia l’esito che le persone vedono nelle loro vite”, aggiunge Roberto Speranza.

Daniele Stracquadanio

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