Venezuela: Il punto della situazione

Lo scorso 31 Gennaio, il Parlamento europeo ha riconosciuto Juan Guaidò come Presidente legittimo del Venezuela. La risoluzione è stata approvata dai deputati europei con 439 sì, 104 no e 88 astensioni. L’autoproclamato Presidente ad interim del Paese riceve, quindi, l’ennesimo sostegno internazionale. Il governo italiano, tuttavia, rimane diviso sul tema e si astiene dal concedere un sostegno esplicito a Guaidò.

Questione venezuelana

Il Venezuela negli ultimi anni ha assistito ad un progressivo peggioramento delle condizioni economiche. Il PIL si è contratto del 30 per cento, mentre l’inflazione sta raggiungendo cifre vicine al milione percentuale. La produzione petrolifera è crollata, riducendo la possibilità di accesso alla valuta estera, necessaria per finanziare le importazioni e le casse pubbliche. La crisi economica ha inciso pesantemente anche sulla possibilità dei cittadini di accedere ai beni di prima necessità, questo ha portato più di un milione di venezuelani a scappare dal paese dal 2015 ad ora.

Lo scorso 23 Gennaio Juan Guaidò, leader dell’opposizione e capo dell’Assemblea Nazionale, si è proclamato Presidente ad interim del Venezuela. L’obiettivo è quello di destituire l’attuale capo di stato Nicolas Maduro, vincitore delle elezioni dello scorso anno. Tornata elettorale contestata su più fronti per presunti brogli che avrebbero portato all’elezione di Maduro. Alla luce di questo, l’autoproclamazione di Guaidò sarebbe legittima in quanto, come previsto dalla Costituzione del Venezuela, nel caso in cui il Capo dello Stato non venga eletto con elezioni democratiche e libere, il Presidente del Congresso assume la presidenza dello Stato e convoca entro 30 giorni nuove elezioni.

A sinista Juan Guaidò, a destra Nicolas Maduro -Fonte:freemalasyatoday.com

Appoggi internazionali

Il Presidente Donald Trump ha dichiarato subito il suo appoggio a Guaidò. In risposta, Maduro ha interrotto i rapporti diplomatici con gli States, dando 72 ore al personale statunitense per lasciare il paese. Anche l’Eurocamera ha dato il suo sostegno formale al nuovo Presidente ad interim. Con una risoluzione (atto non vincolante, ndr) ha invitato, infatti, gli Stati membri a riconoscere Guaidò come Capo di Stato provvisorio fino alle prossime elezioni. Il fronte europeo anti-Maduro è formato principalmente da Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna. Questi quattro Paesi hanno emesso un ultimatum contro il governo venezuelano, in cui si intima di convocare elezioni libere entro 8 giorni.

Riunione del Parlamento europeo -Fonte:Sputniknews.com

Cina, Russia, Turchia e Iran, invece, si sono schierati a fianco di Maduro. Mosca, tramite una nota, fa sapere che condanna “fermamente coloro che spingono la società venezuelana nell’abisso di una sanguinosa guerra civile”.

Posizione italiana

Il governo giallo-verde rimane ancora diviso riguardo quale posizione prendere sulla questione. “Non riconosciamo Guaidò, non vogliamo un’altra Libia“, ha detto il sottosegretario agli Esteri cinquestelle Manlio Di Stefano. Il collega leghista Guglielmo Picchi, invece, dichiara: “La Lega considera la presidenza Maduro terminata“. A Strasburgo, Lega e M5S si sono astenuti, confermando la linea prudente di Roma sul tema Venezuela.

Daniele Stracquadanio

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