Vivienne Westwood: Punk Icon, Actvist. La sua storia al cinema

Westwood: Punk, icona, attivista”  è  l’attesissimo  docufilm sulla vita di Vivienne Westwood, che debutterà al cinema il prossimo 20 febbraio. 

Vivienne Westwood
Vivienne Westwood

«C’è una Vivienne stilista, una Vivienne attivista, e una Vivienne persona. Mi piacciono tutte, ma preferisco la Vivienne persona». Colui che parla è Andreas Kronthaler, una persona molto importante per Vivienne: è il suo amore della vita, che ha sposato nel 1992 e che dal 2016 è anche socio delle sue creazioni. Quello che ha dichiarato Kronthaler è la summa perfetta del documentario, super atteso, dal titolo Westwood: Punk, Icona, Attivista.

Alla direzione del film troviamo la regista inglese Lorna Tucker; il documentario verrà distribuito nelle sale a partire da mercoledì 20 febbraio, in coincidenza della Settimana della Moda. Prodotto e distribuito da Wanted Cinema e Feltrinelli Real Cinema, quello che ci attende è un piccolo, grande, capolavoro: è l’emozionante scalata verso il successo di Vivienne, partita dal nulla ed oggi diventata un pilastro della moda. La Westwood infatti ha lottato sodo per mantenere l’originalità del brand, e adesso le sue collezioni sfilano orgogliosamente accanto a griffe come Gucci, Dior, Fendi ecc. A settantasette anni, Vivienne mostra ancora l’energia di una ventenne.

«Non aveva soldi, non aveva sponsor. Realizzava gli abiti sul tavolo della cucina, di notte. Per anni, agli incontri con i professionisti, loro risero di lei» così si esprime la regista. «Volevo che le persone vedessero con quale determinazione è riuscita a realizzarsi senza un’istruzione universitaria, soltanto con il lavoro duro.»

Si parte dagli esordi negli anni ‘70, fino ad oggi. La Westwood si è sempre contraddistinta per la sua caparbietà, oltre che per la sua inventiva ed eccentricità. Ha fatto dello spirito punk la sua bandiera; quando ha cominciato a muovere i primi passi erano gli anni in cui i Clash e i Sex Pistols diventavano sempre più gli idoli di riferimento del momento.

Loro icone musicali, lei icona dello stile. Vivienne Westwood in quegli anni lavorava in una boutique sexy, nel West End. Ed è proprio qui che comincia a confezionare dei sensuali pantaloni in latex nero, nonché bustini di pelle con cerniere che modellavano i seni in maniera provocante.

L’incontro che dà una svolta alla sua vita è quello con Malcom McLaren, colui che ha praticamente creato il fenomeno dei Sex Pistols. Fu così che moda e musica camminarono a braccetto, sostenendo quel movimento rabbioso e liberatorio che fu il punk. Nel 1972 la primissima collezione di Vivienne fu stimata da Ringo Starr, mentre nel 1974 ne fu lanciata un’altra che fece scandalo, poiché usò la gomma tra i materiali per la confezione dei vestiti e la pornografia per le campagne pubblicitarie.

Ma la Westwood, nonostante il passare degli anni, ha sempre tirato dritto per la sua strada. Ha fatto e continua a fare ironia nel suo lavoro, sapendo miscelare elementi presi a prestito dal Rococò, come dal modernismo.

«Vivienne è sempre pronta a combattere per quello in cui crede e ad andare controcorrente: questo si riflette perfettamente nel suo attivismo e nella sua moda. Lei impiega la stessa passione e determinazione sia quando lavora nel suo showroom fino a tardi, sia quando manifesta a Westmister per la battaglia sul clima. La sua palpabile inclinazione alla ribellione e la sua morale anti-sistema sono alla base di tutte le sue azioni, che diventano immediatamente contagiose» ha affermato la regista Lorna Tucker.
«Durante i tre anni in cui abbiamo girato il film, siamo riusciti a riprendere diversi aspetti della vita di Vivienne» continua la Tucker, che condivide con la Westwood molti aspetti di un passato ribelle.

L’impulso punk che l’ha portata alla ribalta adesso è cambiato, ed è stato canalizzato in altre passioni e credi. Nel film si vede dunque anche l’impegno attivista, inconfondibilmente energico: che sia in missione nel Circolo Polare Artico, o che stia assistendo alle riprese di una campagna di moda ambientalista contro il fracking, poco importa. Quello che va ammirato è il suo sforzo, la sua passione, che ha saputo cambiare in un messaggio positivo di responsabilità nei confronti dell’ambiente.

«Il suo attivismo non sono parole, si traduce in un’azione che mette in discussione la sua stessa azienda che sia per questioni ambientali o perché non le piace la sua collezione» aggiunge la Tucker. Nella pellicola verranno mostrati quindi contenuti d’archivio ed inediti. Vi sono sia le interviste fatte a Vivienne,che i suoi ritratti, realizzati dai racconti di amici, parenti e collaboratori.

Punk is not dead: e Vivienne Westwood è pronta a dimostrarcelo.

Chiara Grasso

Chiara Grasso

Catanese trapiantata a Bologna, sono una specializzanda in letteratura russa e inglese. Amo viaggiare, leggere, scoprire e, naturalmente, scrivere: di cultura, di moda e di tutto ciò che fa tendenza.

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