Dall’audio “hot” al revenge porn: il rispetto su internet

È notizia di qualche giorno fa, giovedì per l’esattezza, di un messaggio vocale divenuto virale. Si tratta di un messaggio vocale inviato da una ragazza al suo fidanzato. Fidanzato che ha condiviso il messaggio vocale su Whatsapp con dei suoi amici. E gli amici hanno pensato di condividerlo a loro volta. Chi lo ha ricevuto ha pensato bene di fare altrettanto. E così via, finché l’audio non è divenuto virale su internet. Finché qualcuno non ha scoperto chi fosse la ragazza dell’audio, ne ha svelato nome e cognome, ha generato un passaparola. E la giovane si è cancellata da Facebook e da Instagram.

Magari fosse finita qui, però.

Lo Zoo di 105.

Internet, whatsapp

Condividere e costringere una ragazza a cancellarsi dai social network non è abbastanza. Lo Zoo di 105 ha ben pensato di prendere l’audio ed inserirlo tramite campionamento all’interno delle canzoni mandate in trasmissione. Un programma che ha permesso di amplificare la vicenda a livello nazionale.

La giovane ha accusato l’ex-fidanzato di cyberbullismo

Una seconda nota vocale divenuta di dominio pubblico spiega come la sua vita sia stata segnata ormai da questo audio. Uno scherzo fatto in modo ingenuo dal ragazzo è diventato per lei un incubo.

Eppure, dovremmo chiederci: è veramente solo colpa del ragazzo? Concentrarci su di lui non ci fa perdere il focus su tutti gli altri che hanno a loro volta diffuso, preso in giro, insultato.

Non è il primo caso, ma quando avremo l’ultimo?

Internet, condivisioni

Leggendo la notizia, il collegamento immediato è stato con un altro messaggio vocale che nel 2017 era stato diffuso. Era il messaggio di una donna che sgridava il fidanzato su Whatsapp, diffuso e divenuto motivo di derisione per la donna. In quel caso, l’iter legale è entrato in gioco subito, ma il problema alla base rimane sempre lo stesso.

Quello che riguarda due persone dovrebbe rimanere tale, anche su internet.

Internet condividere su facebook

Il fatto di essere su internet non ci autorizza a diffondere il materiale ricevuto. Sin da piccoli ci viene insegnato che i segreti vanno mantenuti, che non si deve fare agli altri ciò che non vorremmo ricevere. Perché su internet tutto questo si perde?

Perché l’anonimato dà sicurezza, a noi, leoni da tastiera, sempre pronti a sentirci più forti di altri attraverso un modem.

Eppure, dovremmo cercare di ricordare, tutti quanti, che internet è la realtà, non è un mondo a parte.

Dietro lo schermo ci sono persone vere, con sentimenti veri.

Per questo motivo, da dicembre, alcune associazioni (Insieme in Rete, I Sentinelli, Bossy) hanno lanciato una petizione per chiedere alle istituzioni italiane una legge contro il “revenge porn”. E da qui, la proposta di legge, portata avanti anche da Laura Boldrini e da diversi psicologi, è pronta per essere presentata, grazie alle centomila firme ottenute, a Montecitorio.

Giulia Lausi

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, psicologa, perennemente oberata di ansia ed impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura.

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