Perché il M5S è in calo nei sondaggi?

Lo scorso 4 Marzo il M5S è diventato il primo partito in Italia col 32%. Nell’ultimo anno, tuttavia, lo scenario politico è mutato e quella vittoria elettorale sembra già solo un ricordo. Gli ultimi sondaggi, infatti, danno il Movimento in netto calo (21%). Mentre la Lega di Salvini sarebbe ormai virtualmente il primo partito del Paese col 35%, addirittura più del doppio del risultato ottenuto alle politiche (17%). Una domanda, quindi, si afferma sempre di più nel dibattito politico: Perché il M5S sta perdendo così tanti voti?

Divisione dei compiti di governo

Lo scorso Maggio , dopo lunghi mesi di consultazioni, Lega e M5S hanno siglato un’inedita alleanza di governo, con conseguente divisione dei compiti fra le due forze politiche. La formazione del governo è favorevole ai cinquestelle da un punto di vista numerico, rispettando quelli che erano i rapporti di forza tra i due partiti nel Parlamento. Guardando, però, ai ruoli di governo, ci si accorge che il Movimento si è onerato dei ministeri più complessi: Di Maio allo Sviluppo economico e al Lavoro, Toninelli alle Infrastrutture e Trasporti, Bonafede alla Giustizia. Oltre la complessità, ad aver danneggiato il M5S è stata la gestione connessa a questi dicasteri. Si tratta, infatti, di materie che impongono politiche più di lungo termine, per cui gli eventuali effetti positivi delle manovre del governo si vedranno solo fra diversi mesi.

La squadra di ministri del governo Conte -Fonte: Wikipedia

Diversa, invece, è la posizione della Lega. Un ruolo da Ministro dell’interno come quello di Salvini permette di prendere provvedimenti che hanno un efficacia pressoché immediata. Inoltre, consente alla Lega di gestire i temi che attualmente, in Italia come in Europa, fanno più presa nell’elettorato: La sicurezza e la questione migranti .

Coerenza politica

Il M5S si è sempre posto come una forza politica di rottura rispetto alla vecchia classe dirigente. L’atteggiamento duro e puro del Movimento, che ha avuto successo in questi anni di opposizione, al momento contribuisce ad accentuarne le contraddizioni. Ora si è al governo e quindi bisogna scendere a compromessi come tutti gli altri. Il caso dell’autorizzazione a procedere di Salvini è l’ultimo esempio: la necessità dei cinque stelle di mantenere la tenuta del governo, ha portato ad un cambio di posizione rispetto alla storica avversione contro qualsiasi genere di immunità politica.

Leadership

Il confronto fra i due leader Di Maio e Salvini risulta fortemente squilibrato a favore del secondo. Grazie anche ad un grande lavoro della sua macchina comunicativa, Salvini appare come il vero capo politico dell’esecutivo, con Di Maio che si ritrova sempre a rincorrere su ogni dichiarazione del vicepremier leghista. Le difficoltà del leader pentastellato, poi, sono dettate anche dalle divisioni che questa nuova esperienza di governo ha creato nel Movimento. La Lega, invece, rimane un partito molto più stabile, saldamente aggrappato alla figura carismatica del suo segretario.

I due vicepremier Di Maio e Salvini -Fonte: La Repubblica

I risultati delle ultime elezioni regionali in Abruzzo (Lega primo partito al 27%, M5S fermo al 19,60%) possono essere un indizio del trend reale dell’elettorato, anche se si è votato solo a livello territoriale. Un’ulteriore conferma potrà essere data, in chiave nazionale, dalle imminenti elezioni europee.

Daniele Stracquadanio

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