Auguste Perret. Storia di un innovatore

Ricorre il 65° anniversario della morte di Auguste Perret. Ecco la storia del pioniere del cemento armato e maestro di una delle figure più importanti del Movimento Moderno, Le Corbusier.

L’inizio di un mito

Auguste Perret nacque in Belgio il 12 febbraio del 1874, durante un periodo storico in cui si faceva sempre più forte l’idea di un movimento architettonico che potesse rappresentare al meglio la nuova società industriale.

L’inizio degli studi dell’architetto belga avvenne presso la Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti a Parigi; studi che però decise di interrompere per iniziare la propria carriera nell’impresa edile di famiglia gestita dal padre. Successivamente il percorso professionale di Perret ebbe una vera e propria crescita a partire dal 1905; in questo anno infatti, a seguito della morte del padre, fondò insieme ai fratelli Gustave e Claude una delle agenzie di costruzione più conosciute in Europa.

Calcestruzzo armato e sincerità strutturale

Il successo di Perret si deve all’utilizzo sapiente che egli fece del calcestruzzo armato ed alle innovative costruzioni che egli produsse grazie ad esso. Ma vediamo più attentamente la storia del nuovo materiale ed il perché, grazie a quest’ultimo, Perret divenne uno dei precursori del Movimento Moderno.

L’evoluzione del calcestruzzo

Il calcestruzzo venne utilizzato per la prima volta dagli architetti della prima età cristiana e da quelli romani, i quali lo impiegarono nella realizzazione di fondazioni e costruzioni murarie. Successivamente questo materiale da costruzione cadde in disuso fino al Rinascimento per poi essere riscoperto nel XIX secolo; periodo in cui venne rivalutato per la sua resistenza al fuoco, per l’economicità e per le possibilità compositive che offriva. Fu però solo negli ultimi anni dell’Ottocento che si ebbe, grazie ad Ernest Ransome e François Hennebique, l’invenzione di un’armatura metallica la quale, inserita all’interno del cemento, conferiva alla struttura una notevole resistenza.

Perret e la sincerità strutturale

Il lavoro di Auguste Perret fu decisamente significativo all’inizio del XX secolo. Attraverso le sue opere fu infatti capace di mostrare sia le innovazioni progettuali sia le capacità del nuovo materiale di abbattere i costi delle costruzioni. Fu infatti grazie allo studio dell’utilizzo del calcestruzzo che Perret venne chiaramente considerato precursore del Movimento Moderno . Non a caso nel 1944 dichiarò :

Il mio calcestruzzo è più bello della pietra […] il calcestruzzo è una pietra che nasce e la pietra naturale è una pietra che muore.

Tra le sue prime architetture troviamo il Casinò di Saint Malò (1899) e e gli appartamenti in rue Franklin (1902); solo successivamente ebbe una maturazione professionale con i progetti del Garage al numero 51 di rue de Ponthieu (1905) e del Teatro degli Champs-Elysées (1911). Fu infatti in questi progetti che l’architetto belga decise di lasciare il cemento completamente a vista, rendendo ben visibile la struttura portante.

Così Perret rappresenta al meglio un nuovo pensiero, riguardante la progettazione, che rifiuta l’eccesso; e mentre Adolf Loos condannava gli elementi decorativi affermando che:

L’evoluzione della civiltà è sinonimo dell’eliminazione dell’ornamento

Perret sperimentava parallelamente una nuova sincerità costruttiva. In avanti questa “sincerità” ricoprì un ruolo importante nel panorama culturale del secolo, divenendo motivo di ricerca nei progetti di Le Corbusier e di Mies van der Rohe, il quale fece di less is more il proprio motto.

Perret e l’urbanistica

Infine non bisogna dimenticare anche successo che l’architetto belga ebbe nel campo dell’urbanistica. D’altronde lasciò il proprio contributo nel 1945 grazie alla ricostruzione, nel dopoguerra, della città di Le Havre; che venne dichiarata nel 2005 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

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