Il tifo italiano

In Inghilterra una partita di Championship ( Serie B inglese) è seguita in media da 15-20mila persone, dove i posti sono più ristretti. La Spagna è quel luogo nel quale il calore della gente non manca davvero mai, nonostante l’altissima esigenza dei tifosi soprattutto del Real. Germania, può bastare qualche istantanea del muro giallo del Signal IdunaPark di Dortmund per capire il livello del tifo loro. Italia? Analizziamo i casi Napoli e Juve, ma anche le milanesi e le romane.

Vincere non basta

Partiamo con la situazione creata in area Juve nel post Atletico Madrid. La partita era fondamentale, da vincere per le ambizioni bianconere ma, come visto, in quello stadio niente è andato per il verso giusto. La colpa è ricaduta subito su Allegri, vittima da sempre di azioni poco giustificabili da un non banale numero di tifosi. Allegri che da quel giorno ha visto il livello degli insulti dei propri tifosi salire al massimo da quando siede sulla panchina. Tutto questo ( e dei fattori personali) ha portato il tecnico alla cancellazione di ogni suo canale social. È normale? E’ logico che una parte di tifo organizzato probabilmente sceglierà di saltare Juventus-Atletico per protesta nei confronti della squadra? Evidente che al mondo Juve non basta più vincere il campionato, è lecito aspettarsi di più da tutti Allegri incluso, ma non si tratta un collettivo che ha deluso spesso, stiamo parlando di una società che vince da otto stagioni. Qui parliamo di un allenatore che vince da cinque stagioni il campionato e che per due volte è arrivato in finale di Champions, lì dove l’amatissimo Conte e altri non si sono nemmeno qualificati per gli ottavi. E’ vero, squadra di molto migliorata rispetto al passato, ma grazie a chi? Vincere aiuta da sempre a vincere, Allegri e la gestione Marotta-Agnelli-Nedved- Paratici, da qualche tempo senza Marotta poi, ha sempre portato risultati che a Torino non si potevano nemmeno immaginare dieci anni fa. Tutti dalla stessa parte si sta senza dubbio bene.

Napoli irriconoscibile

Napoli è da sempre una certezza del tifo in Italia: non questa volta. I numeri di questa stagione del San Paolo fanno sorridere perchè troppo negativi. Qui lo scudetto sta diventando un ossessione e la voglia di averlo fa a botte con lo strapotere Juve in questo campionato. Sono tanti 13 punti, ma sono tante le partite da fare ancora. E’ chiaro che il Napoli ha quasi zero chance di rimonta, ma perchè abbandonare così i propri campioni? Napoli col tempo sta diventando una società molto forte, con progetti di prim’ordine e con il miglior tecnico possibile. Brucia molto vedere uno stadio vuoto in partite anche importanti (come quando ci fu la Lazio); perchè? sei esausto dalla Juve che continua a volare via ok, ma perché non andare a vedere la tua squadra? Il Napoli ha avanti una squadra più forte in ogni elemento, ma i partenopei sono una grande squadra, gioca, sa anche divertire e vince spesso, perchè i numeri del Napoli sono comunque quelli di una squadra che in altre stagioni starebbe in pole per il titolo. Napoli ha bisogno della propria città.

San Siro in crescita

La grande crescita dei tifosi delle milanesi presenti al San Siro è tra gli aspetti più belli delle ultime annate. Vuoi per il blasone e ovviamente per l’affetto ma Milan ed in particolare i nerazzurri hanno un livello molto elevato di presenze. Va detto che lo stadio è enorme, è molto bello ed è anche molto fattibile, ma Inter e Milan hanno avuto problemi ben peggiori del Napoli, eppure i tifosi interisti allo stadio erano sempre rimasti al proprio settore. Il sold out di San Siro è diverso da quello di ogni altro stadio in Italia, ed è un caso che se non capita ci si va spesso molto vicino, anche in match meno cercati e attesi.

I problemi delle capitoline

Eccezion fatta per le grandi partite, Lazio e Roma hanno una media bassa, in maggior modo se analizziamo solo la Lazio. Il problema qui è nel legame società-tifo, mai sbocciato nonostante i grandi anni della Lazio di Lotito nelle recenti annate. Troppe partite sono state saltate da molti perchè si è scelto di protestare verso la società per problemi di qualsiasi tipo. Come Torino, fossero tutti da una stessa parte forse sarebbe stato meglio. A Roma invece la media non è certamente alta, ma la curva è straordinaria e non manca davvero mai. I giallorossi hanno avuto molte volte scontri con la società e con i propri calciatori, come il caso di Kolarov, eppure son sempre al loro posto, come dovrebbe essere in ogni angolo di ogni stadio.

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