Pritzker Architecture Prize 2019. Premiato Arata Isozaki

Il Pritzker Prize 2019 è stato assegnato ad Arata Isozaki. L’illustre allievo del maestro Kenzo Tange diviene quindi l’ottavo giapponese a ricevere quest’importante riconoscimento nel mondo dell’Architettura.

La giuria

Per questa edizione del 2019 Arata Isozaki diventa, dopo Balkrishna Doshi, il quarantanovesimo architetto (nonché ottavo giapponese al mondo) a ricevere il Pritzker Prize . La giuria che ha deciso di premiare il Maestro giapponese comprende: Stephen Breyer, André Aranha Corrêa do Lago, Richard Rogers, Sejima Kazuyo, Benedetta Tagliabue, Ratan N. Tata, Wang Shu e Martha Thorne.

Arata Isozaki. Premiata la fusione di “globale” e “locale” in Architettura

La giuria ha riconosciuto al maestro giapponese un approccio d’avanguardia che si adatta, in maniera fluida, ai bisogni ed alle influenze di ciascun ambiente. Ciò che infatti ha contraddistinto il lavoro di Isozaki negli anni sono le soluzioni interculturali e interdisciplinari, le quali riflettono una profonda sensibilità al contesto specifico e ai suoi bisogni.

Il presidente della giuria, Stephen Breyer, ha infatti affermato:

Isozaki è un pioniere nel comprendere che il bisogno di architettura è sia globale che locale

Arata Isozaki. La storia

Isozaki è nato nel 1931 a Ōita, nell’isola di Kyūshū, in Giappone durante un periodo storico che segnò per sempre la sua persona e il suo pensiero sull’Architettura. Nel 1945 un giovane Isozaki dovette infatti assistere alla distruzione portata dalla Guerra Mondiale, in un Paese che viveva il dramma della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki.

Quando ero abbastanza grande per iniziare a capire il mondo, la mia città natale era bruciata. Dall’altra parte della costa, la bomba atomica è stata sganciata su Hiroshima […] ho iniziato a considerare come le persone potessero ricostruire le loro case e città.

L’architetto giapponese si è laureato in Architettura nel 1954 all’università di Tokyo; dopodiché decise di iniziare la propria carriera sotto la guida di Kenzo Tange, al quale venne assegnato il Premio Pritzker nel 1987.

La grande svolta lavorativa la ebbe però solo nel 1963, anno in cui diede vita alla società Arata Isozaki & Associates ; fu l’inizio della sua illustre carriera la quale si concentrò inizialmente a livello locale per poi arrivare, intorno agli anni Ottanta, verso l’Occidente.

Il suo primo incarico oltreoceano è stato il Museum of Contemporary Art di Los Angeles (1981-1986) e fu dopo questo incarico che Isozaki divenne simbolo del dialogo tra Oriente e Occidente, portando il proprio contributo in diversi Paesi, tra i quali risulta esserci anche l’Italia.

E’ infatti nel Bel Paese che Isozaki realizzò il Pala Alpitour di Torino per i Giochi olimpici invernali, la Biblioteca MABIC e la più recente Allianz Tower di Milano.

Ōita Prefectural Library, photo courtesy of Yasuhiro Ishimoto

Il Pritzker Architecture Prize. La storia

Il premio, che viene considerato come un vero e proprio Nobel dell’architettura, viene consegnato annualmente ad un architetto al quale viene riconosciuto di aver lasciato un segno positivo all’umanità grazie al proprio lavoro.

Il premio fu istituito a Chicago nel 1979 da Jay A. Pritzker (1922-1999) con l’aiuto della mogie Cindy.

La vincita consiste in un premio in denaro di 100 mila dollari e in un medaglione in bronzo, sul retro del quale sono incise le parole firmness, commodity e delight; queste richiamano i principi fondamentali dell’architettura secondo lo storico Vitruvio: firmitas, utilitas e venustas.

Fonti: www.pritzkerprize.com

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