TAV: Il governo prende ancora tempo

Dopo un lungo incontro nella notte tra Mercoledì e Giovedì, il Presidente Conte fa sapere che il governo ha bisogno di altro tempo per prendere una decisione sul progetto TAV. La Lega di Salvini rimane favorevole all’opera, mentre il M5S conferma la sua posizione NoTav. L’impasse dura ormai da diversi mesi e un mancato accordo sul tema potrebbe portare ad una crisi di governo.

Il progetto TAV

Il TAV è il Treno ad Alta Velocità che dovrebbe collegare la tratta Torino-Lione. L’opera è ormai da decenni un tema di discussione nel dibattito politico e nel 1996 diventa per la prima volta oggetto di un trattato internazionale tra Francia e Italia. Negli ultimi anni il progetto è stato più volte modificato. L’ultima modifica risale al 2016 (sotto il ministro Graziano Delrio) con una revisione che diminuisce la lunghezza della tratta e abbassa i costi complessivi dell’infrastruttura.

NoTav/SìTav

Sin dai primi anni novanta si è formato nella società civile un movimento di protesta contrario all’Alta Velocità Ferroviaria. Le tesi NoTav si basano innanzitutto su ragioni economiche. La tratta Torino-Lione nel corso degli ultimi decenni ha avuto un crollo nel traffico di merci, per cui i costi dell’opera non sarebbero sostenuti da una reale esigenza di mercato. Si è sollevato, inoltre, un problema ambientale. A causa della rilevata presenza di amianto e uranio nei siti della linea, la costruzione del Tav potrebbe determinare la diffusione di sostanze pericolose nelle aree circostanti.

Manifestazione NoTav -Fonte: Gardapost

Il fronte SìTav, molto cresciuto negli ultimi anni, porta avanti ragioni opposte. L’Alta velocità sarebbe necessaria proprio per favorire lo spostamento del transito merci dai camion alla ferrovia, in maniera tale da avere un sistema più efficiente e ridurre le emissioni di CO2. L’Italia, poi, ha già ricevuto dei finanziamenti per la realizzazione dell’opera, per cui, tra gli obblighi di restituzione e il pagamento delle relative penali, sarebbe più costoso non portare a conclusione il progetto piuttosto che costruire la linea.

Posizioni di governo

Il contratto di governo prevede la completa revisione del progetto. Mancando una posizione chiara sul tema nell’accordo posto alla base dell’alleanza giallo-verde, tocca ora prendere una decisione. La questione, tuttavia, si sta rivelando più complicata del previsto. La Lega non arretra dalla propria posizione: “Nessun ministro della Lega firmerà per bloccare i lavori” dichiara Salvini. “A meno che i “no” diventino troppi, conto di continuare a fare il ministro con questa formazione, coi “no” non si va da nessuna parte” aggiunge poi il leader del Carroccio. La replica di Di Maio non si fa attendere: “Abbiamo solo chiesto la sospensione dei bandi per un’opera vecchia di 20 anni, lo abbiamo chiesto perché previsto dal contratto siglato tra M5S e Lega. E cosa fa Salvini? Oltre a forzare una violazione del contratto minaccia pure di far cadere il governo? Se ne assuma le responsabilità di fronte a milioni di italiani. Io questo lo considero un comportamento irresponsabile“.

I due Vice Premier Di Maio e Salvini -Fonte: La Repubblica

La discussione sembra ormai essersi spostata dal piano pratico a quello ideologico, diventando una sfida per la supremazia all’interno del governo. Il M5S vuole interrompere le concessioni fatte negli ultimi mesi al suo alleato di governo. Salvini, invece, intende tutelare il suo crescente consenso, il quale potrebbe essere danneggiato da un’interruzione dell’opera. Questo tipo di approccio al tema non aiuta a dare una valutazione oggettiva del progetto e si rischia che il dibattito sul Tav oscuri gli altri problemi del Paese.

Daniele Stracquadanio

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