Catcalling: perché non è un complimento

Il catcalling è una tipologia di molestia verbale che ogni donna ha provato almeno una volta nella vita. Si tratta, infatti, di quella serie di “complimenti” e apprezzamenti che vengono fatti da sconosciuti per strada. Sono tutti quei commenti che vanno dal “ciao bella”, al fischio di apprezzamento alle volgarità più esplicite che gli sconosciuti si sentono in diritto di rivolgere alle donne.

In alcuni stati – come ad esempio la Francia – il catcalling è diventato un reato a tutti gli effetti.

Perché il catcalling è una molestia e non un complimento?

È molestia tutto ciò che non è spiegabile se non con ci stai provando e hai la sensazione che io sia un bell’oggetto cui puoi fare dei “complimenti”. Questo tipo di molestia è il catcalling.

Perché il focus è chiederci come si sta sentendo l’altra persona: chi riceve catcalling si sente arrabbiata, sporca, inutile, in colpa.

Arrabbiata, perché non puoi reagire, non sai mai chi hai davanti, come potrà reagire se tu dovessi reagire a quella che è una molestia.

Sporca, perché se vieni trattata come un pezzo di carne da guardare, un oggetto sessuale, è così che tendi a sentirti.

Inutile, proprio perché in quell’istante sei un oggetto, al quale si può dire quello che si vuole, sapendo che nella maggior parte dei casi non reagirai.

In colpa, perché inizi a pensare che “se avessi indossato un’altra cosa non sarei in questa situazione” e, così, il senso di colpa è doppio, perché una parte di te pensa di aver sbagliato per aver indossato quel particolare, un’altra parte sbaglia perché sa che non è colpa tua se qualcuno ti molesta verbalmente in strada.

Quando dite qualcosa ad una persona e quella persona si sente così, quello non può essere un complimento.

E non può essere un problema della singola persona

Perché se tutte le ragazze che subiscono catcalling si sentono in questo modo non può essere una percezione personale.

Oltretutto, dobbiamo ricordare che non possiamo essere noi a giudicare come si sentono gli altri. Se io mi sento sporca, nessuno può dirmi che sto esagerando. Così come, al contrario, se io non reagisco in modo negativo al catcalling, nessuno può dirmi che sto sbagliando e che dovrei reagire. A questo proposito, dobbiamo ricordare che ognuno è diverso, ognuno ha una sua sensibilità personale che fa sì che reagiamo ad ogni cosa in modo diverso.

Questo non rende il catcalling meno grave, si tratta comunque di una molestia, ma possiamo provare a capire cosa sia catcalling e cosa complimento.

Quando un complimento è un complimento

In primo luogo, quando una persona è un nostro conoscente, amico o familiare; se un commento viene fatto da una persona conosciuta, abbiamo a nostra disposizione un contesto, una relazione in cui inserire quelle parole. A questo punto possiamo interpretarle a seconda del tipo di relazione e, nel caso in cui ci si senta comunque sporche o molestate, permette di poter reagire e farlo sapere alla persona che abbiamo accanto.

In secondo luogo, facciamo un esempio, molto blando, giusto per dare un contesto: se uno sconosciuto vi urla per strada “bei capelli” la reazione potrebbe essere quella di sentirsi molestate; se lo stesso sconosciuto vi si avvicina e dice “ciao, ho notato il tuo taglio di capelli, volevo solo farti sapere che mi piace molto”, difficilmente ci si sentirà molestate, perché la persona ha contestualizzato la sua frase, ha fatto in modo che si potesse capire che il significato dietro le sue parole va oltre l’apprezzamento. La persona che riceve il complimento può a quel punto decidere come reagire.

“Ciao bellezza” non mi fa girare per strada, non ha un obiettivo alla base dello scambio. Farà solo sì che sia il mio dito medio a darti una risposta per me.

Giulia Lausi

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, psicologa, perennemente oberata di ansia ed impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura.

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