Aggie Lal: una storia di dedizione e successo

Marzo è il mese universalmente dedicato alla donna.

Si passa molto tempo a parlare di come le donne siano da sempre trattate come l’anello debole della società. Di come nonostante decenni di lotte ancora non si riesca a giungere alla parità dei sessi. Si parla di tutte le difficoltà, le differenze e gli ostacoli. Per un giorno tutti quanti si riempiono di propositi paritari, ripetendo parole che ventiquattro ore dopo saranno sfumate come il rosa dell’alba quando si alza il sole. Si parla talmente tanto di insuccessi e diseguaglianze che a volte dimentichiamo che il miglior modo per vincere è dimostrare il proprio valore. Per questo motivo, nel mese in cui cade la festa della donna, ho deciso di raccontarvi la storia di una donna di successo: una donna che senza paura ha inseguito il suo sogno di viaggiare attorno al mondo farne un business. La storia di Aggie Lal.

All’anagrafe è Agnieszka

Nata a Varsavia, in Polonia, all’età di diciannove anni si è trasferita a Sydney. Con lo spirito avventuriero di chi vuole essere padrone del proprio destino, ottenuta la laurea nel 2013 ha prenotato un biglietto di sola andata per Los Angeles, decisa a non fermarsi mai. Ha veleggiato nell’oceano pacifico, vissuto in un villaggio Zulu in Africa e continuato gli studi in Brasile. Ma Aggie dice di non aver ancora smesso di studiare e che forse non smetterà mai. A volte viaggia da sola, altre con le amiche di sempre, altre ancora con amici appena conosciuti. Spesso viaggia con il suo compagno di vita, che condivide con lei la professione di fotografo. 

All’inizio Aggie non aveva un’idea precisa di come realizzare il suo sogno.

Si guadagnava i soldi necessari a viaggiare collaborando all’industria cinematografica, ad Hollywood: spaziando da coordinatrice di produzione ad assistente. Il resto del tempo lo dedicava a spostarsi da un Paese all’altro, senza fermarsi mai. A suo dire, ogni aspetto positivo della sua personalità lo deve ai viaggi. Viaggiare l’ha resa più matura, rilassata, aperta e gentile perché le ha permesso di “sperimentare l’incomunicabile bellezza del nostro unico mondo”.

“Quando ho iniziato mi sono promessa di assaggiare qualunque cosa mi capiti”, dice, “in Sud Africa mi sono trovata a mangiare le larve del Mopane, che sono piuttosto croccanti, mentre in Australia mi hanno offerto le formiche verdi della foresta tropicale, dal sapore aspro”. 

– Aggie Lal
Tra gli oltre cinquanta Paesi che ha visitato, dichiara che il suo preferito è il Messico.

Ma il litorale più bello che ha visto è la spiaggia di sabbia rosa sull’atollo Tikehau, nel Sud Pacifico. La sua idea di giornata ben spesa è quella “iniziata con un’alba infuocata sulle increspature sonnecchianti del mare, conclusa con un tramonto dietro a un orizzonte senza fine, ma passata a creare connessioni profonde con altri esseri umani di qualunque luogo. Aggie è convinta che in ogni angolo del nostro piccolo immenso pianeta ci siano persone con una storia da raccontare, e lei è pronta ad ascoltarne il più possibile. Il suo ultimo viaggio risale proprio ai giorni a cavallo della festa della donna. È andata da sola in Arabia Saudita: le è stato offerto di visitare in anteprima siti naturali e archeologici che saranno aperti al pubblico solo nel 2020.

L’Arabia Saudita è tra i paesi dove i diritti delle donne sono tra i più limitati al mondo.

Dove solo di recente è stato loro permesso di guidare e votare. Dove ad ogni donna, cittadina o turista, è richiesto di indossare un’abaya: il tipico abito che copre tutto tranne il viso. Dove nessuna donna ha il permesso di uscire senza un uomo a lei legato che le controlli. Alle donne in Arabia Saudita non è concesso di prendere nessuna scelta sulla propria vita senza il consenso degli uomini che ne fanno inevitabilmente parte. Non possono viaggiare, sposarsi, divorziare o accettare un lavoro senza il loro permesso. Ma Aggie si è posta un quesito prima di proporlo a tutti i suoi 884mila followers su instagram:

“se vogliamo aiutarle (le donne saudite, nda) a migliorare i propri diritti umani, preferiamo boicottare i viaggi verso l’Arabia Saudita o incoraggiare uomini e donne da tutto il mondo ad andarci per creare connessioni, fare amicizia, imparare a conoscere i loro bisogni per aiutarle a uscire dall’impasse in cui si trova il loro Paese?”

– Aggie Lal
Quando parla del suo successo digitale, Aggie fa un sorriso pensieroso.

“il successo non è una cosa che accade dal giorno alla notte”, dice, “ma non accadrà mai se non ci credete davvero”. Per lei il successo è fatica, determinazione e soprattutto dedizione. Da quando ha intrapreso il suo cammino per ispirare gli altri, non ha saltato un giorno di pubblicazione su instagram. Il che significa “ore di viaggio per arrivare alla destinazione dove scattare almeno venti foto, altrettante ore di editing e poi molto tempo passato a pensare al giusto messaggio da veicolare attraverso la descrizione”. Molti si limitano a mettere qualche hashtag divertente nelle captions dei post; per Aggie quello è il mezzo attraverso il quale far trasparire il suo vero io, la sua filosofia di vita.

“il successo non arriva da ciò che si fa occasionalmente, arriva da ciò che facciamo consistentemente. Ogni volta che sentite di fallire o che per qualcun altro è naturalmente più facile che per voi avere successo in qualcosa, pensate semplicemente a come poter fare meglio. Non esiste un sostituto al duro lavoro: è progredendo e migliorando che potrete raggiungere il vostro obiettivo. Il successo non è il punto d’arrivo, perché non esiste un punto d’arrivo univoco come non esiste la perfezione: il successo è nel viaggio e in come esso fa la differenza, per voi e per chi vi circonda”

– Aggie Lal
L’evoluzione dei suoi feed, dal 2016 ad oggi è impressionante:

Aggie assicura di non aver iniziato sapendo già cosa doveva fare e come doveva farlo, e che tutt’ora non crede di essere arrivata al massimo delle sue capacità. A lei ci sono voluti più di tre anni per raggiungere il successo e la soddisfazione di adesso, e quando riguarda da dove è partita le scappa una risata.

Per Aggie quindi, non c’è pink tax che tenga:

“Non dovete mai farvi dire che il problema del vostro insuccesso è la società che vi schiaccia. O che noi donne siamo necessariamente trattate, anche involontariamente, come inferiori. La forza di emergere è dentro di voi. Il femminismo non è solo combattere per essere considerate pari agli uomini, è dimostrare a noi stesse che non ci interessa come ci considerano gli altri perché qualunque cosa vogliamo la possiamo ottenere da sole. Se volete qualcosa: andate a prendervela. Se avete un sogno, fate di tutto per realizzarlo. Una donna realizzata è più spaventosa di una donna arrabbiata, perché non deve niente a nessuno”

– Aggie Lal
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Greta Martini

Fiorentina con un passato da fanwriter, Greta sogna un giorno di diventare un'insegnante. Tra un libro e l'altro, gira il mondo con una macchina fotografica e la meraviglia negli occhi.

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