Angelo Maggi è ‘la voce oltre il buio’: come ti divento doppiAttore

Può una voce rievocare, senza aver mai conosciuto il volto da cui proviene, ricordi d’infanzia, emozioni, idee e qualche volta anche ideali?
Sì.

La splendida sensazione che si prova nell’incontrare almeno 10 persone in un corpo (o meglio, in una voce con infinite sfumature), tutte -o quasi- con il comune denominatore di essere state “il proprio idolo”, come direbbe una groupie, o comunque un personaggio che ha lasciato un’impronta cinematografica nella vita di molti.

Ed è il caso di Angelo Maggi, la ‘voce oltre il buio’ di innumerevoli personaggi che hanno conquistato i nostri applausi, le nostre lacrime e la nostra stima: da Robert Downey Jr. a Gary Oldman, da Tom Hanks a Jackie Chan e Bruce Willis. Tutti personaggi in carne ed ossa con voci, accenti, peculiarità diverse che in Maggi trovano un camaleontico punto di contatto.

Per non parlare del Commissario Winchester de I Simpson’, che proprio grazie a lui ha assunto la peculiare cadenza napoletana che lo ha reso famoso in tutto il Paese per almeno 2 generazioni.

La fortuna.

La fortuna di intercettare Angelo Maggi, tra un evento e l’altro, nella ‘sua’ Roma è sicuramente sintomo di una giornata iniziata bene, dopo in realtà aver rischiato di perdere in ordine un aereo, un treno e un tram.

Seduti in macchina in attesa di entrare a Teatro, con il cruscotto disseminato di caramelle per la gola, miele, pastiglie alle erbe come fosse un campo minato, racconta del Teatro Belli –dove si esibirà poche ore dopo per un altro sold out de Il DoppiAttore– con un’aura di rispetto storico che si deve ai luoghi di culto del teatro italiano.

Meno male che ci sono le donne!” sorride, in riferimento alla moglie con cui stanno insieme da 22 anni che lo sostiene assiduamente “Io peraltro sono ipocondriaco e lei, per aiutarmi in queste ultime date [in quella di sabato 16 è andato in scena 2 volte a distanza di poche ore. ndr] mi cura da morire. Dal barattolino di miele alle pastiglie per la gola, con cui un po’ mi salva.

Ok, ma cos’è un doppiatore?

Il doppiatore non è un mestiere a sé, voglio chiarirlo bene. Non esiste il ‘lavoro di doppiatore’.“, semmai è una specializzazione. Un doppiatore arriva al doppiaggio da altri percorsi.

Come esempi cita Giancarlo Magalli e Christian Iansante, che saranno ospiti delle due repliche che avranno luogo da lì a poco al Teatro Belli di Trastevere. “Io ho iniziato come attore e ricordo ancora il mio primo film ‘Sapore di mare’ con Carlo Vanzina. Poi mi sono specializzato, per così dire, e ho iniziato a lavorare come doppiatore.

Lo spettacolo.

Maggi predica bene e razzola… meglio. Da doppiatore ad attore teatrale, ma anche cantante, showman multiforme sul palco del Teatro Belli, intrattiene per 2 ore (ma sembrano 20 minuti, tanto corre fluido lo spettacolo) un pubblico attento che pende dalle sue labbra, stipato a bordo palco tra una performance di doppiaggio ‘live’ e un dialogo con alcuni colleghi sullo schermo: Pino Insegno, Massimo Lopez, Luca Ward e Marina Tagliaferri.

Il Doppiattore (la T in più è cercata e voluta) è l’unico spettacolo che a Roma ha raggiunto le 4 edizioni consecutivamente, registrando ogni anno numeri impressionanti per le singole serate.

Un format che forma, che diverte e che porta il doppiaggio italiano -eccellenza mondiale- alla portata di tutti, facendo comprendere quanto non sia una semplice sovrapposizione di voci ma soprattutto una costante interpretazione di nuovi volti e personaggi.

Il doppiaggio è meraviglioso ma difficile, perché non possiamo limitarci ad essere degli imitatori, sovrapponendo le nostre voci a quelle degli attori che doppiamo. Dobbiamo essere camaleontici nel trasporre le emozioni, le sfumature dei personaggi.

Meglio mamma o papà?

Una domanda un po’ banale, che mi mette in imbarazzo nel momento stesso in cui la pronuncio, ma bisogna farla per dovere di cronaca.

E quindi ‘qual è l’attore al quale sei più affezionato?’. Ma la risposta è sicura, lineare, consolidata negli anni di doppiaggio: “Sicuramente Tom Hanks, che ho avuto anche la possibilità di conoscere a Venezia anni fa. In quell’occasione mi hanno presentato come la sua ‘voce italiana ufficiale’ e dopo aver bevuto un po’, mi son preso di coraggio e gli ho sussurrato “Tom, continua a fare film perché se lavori te, lavoro pur’io!“.

E poi è andata così. Da Castaway a Cloud Atlas, dove Tom Hanks interpreta ben 5 personaggi diversi, ognuno con un accento, una tonalità, un gergo diversissimo, fino a film più recenti, Maggi si è consolidato come voce ufficiale di Hanks con risultati eccellenti che tutti abbiamo amato negli anni.

Tom Hanks e Angelo Maggi a Venezia.

I giovani.

E a chi dice che il doppiaggio è una casta, che non dà opportunità, Maggi risponde in punta di fioretto. O meglio, di microfono. “La novità che quest’anno ho voluto inserire nello spettacolo è un contest per aspiranti doppiatori.

Ho ricevuto oltre 300 richieste di partecipazione da tutt’Italia, che poi abbiamo dovuto scremare fino ad arrivare a 2 semifinalisti per ogni serata che si sono sfidati in un ‘live dubbing’.”

In palio? Due borse di lavoro del valore di 4.000 euro per due giovani doppiatori. “Sto cercando di dare delle opportunità concrete a chi vuole abbracciare questa bellissima professione, rendendomi conto che spesso non è facile ma che lo sforzo paga.” specie in termini di gratitudine, visto come i giovani si approcciano alla sfida lanciata da Maggi.

A riprova che un grande attore (o un grande doppiattore?) si misura anche dalle attenzioni verso le nuove generazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *