Mafie e vittime: Giornata della Memoria e dell’Impegno

Il 21 marzo, in coincidenza con l’inizio della primavera, si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Questa ricorrenza è stata istituita e riconosciuta il 1° marzo 2017 con voto unanime alla Camera dei Deputati.

L’importanza della Memoria

Nel 1996 l’associazione antimafia “Libera” decide di designare il 21 marzo come giornata dedicata al ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’iniziativa è nata per porre fine all’oblio al quale erano condannate quelle vittime di mafia non eccellenti, i cui nomi o le cui vicende non si erano diffuse in maniera dilagante nell’opinione pubblica. Anche a distanta di anni, infatti, tutti conosciamo Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo Alberto dalla Chiesa. Pochi invece ricordano, o sanno dell’esistenza, di moltissime altre vittime. Un esempio sono Alfredo Agosta o Luigi Bodenza. Rispettivamente membro dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Penitenziaria, i loro anniversari di morte, ai più sconosciuti, ricorrono proprio in questa settimana, il 18 ed il 25 di marzo.

La forza silenziosa delle madri

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Ad un anno dalla strage di Capaci, durante una cerimonia di commemorazione, una donna si avvicina al presidente di Libera don Luigi Ciotti. Questa donna era Carmela, la madre di Antonio Mortinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone nel momento dell’attentato. Il suo nome, così come quello degli altri agenti della scorta morti a Capaci, non vennero menzionati durante la commemorazione. Fu questa mancaza a destare la preoccupazione e ad acuire il dolore già atroce di una madre. Eppure, non fu l’unica ad insistere affinchè si ricordassero tutti i caduti per mano mafiosa. A fianco del presidente di Libera nel promuovere un elenco delle vittime innocenti, vi fu Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia, agente di polizia ucciso insieme a Ninnì Cassarà. Da quel momento è cominciata una ricerca in diversi territori per scovare e poter ricordare le tante vittime di mafia finite nel dimenticatoio.

Una città l’anno

La prima Giornata della memoria e dell’impegno viene celebrata a Roma, il 21 marzo 1996. Alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, vengono letti circa trecento nomi di vittime di mafia. Negli anni a seguire vengono scelti diversi paesi o città in tutta Italia come piazze principali di ogni edizione: Reggio Calabria, Corleone (PA), Torre Annunziata (NA), Torino, Milano, Genova, Firenze, Bologna, sono solo alcune. Ogni anno una lista più lunga di vittime, ma anche una partecipazione sempre più vasta.

Passaggio a Nord-Est

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La XXIV edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie è promossa da Libera e Avviso Pubblico. La manifestazione avrà come palco principale Padova. Tuttavia, per la prima volta, saranno tre le regioni in rete: Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. In queste aree la strutturazione locale degli scambi commerciali, culturali e sociali hanno prodotto ricchezza e prosperità, ma anche permesso a mafie e corruzione di dilagare nel territorio. Il nord-est, infatti, da punta dell’iceberg dell’economa del Paese si sta trasformando in un vasto centro di riciclaggio. La criminalità organizzata prospera in queste aree con lo spaccio di droga, con il traffico dei rifiuti e, appunto, con il riciclaggio di denaro sporco. La proliferazione delle mafie è ulteriormente avvalorata dall’incontro tra clan italiani e stranieri nell’imprenditoria locale. Inoltre, diffusi sono anche i rapporti tra gruppi di ‘Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra con la politica, i quali testimoniano la frequente connivenza dell’imprenditorialità in queste tre regioni.

Ogni territorio ha la sua mafia

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Tutta l’area del Triveneto è divenuta terra di riciclaggio e di investimenti di capitali mafiosi . Il Veneto è la regione con il maggior numero di reati accertati. Qui l’offerta illecita di credito e la grande disponibilità di capitali hanno deteminato l’instaurarsi di un sistema collaudato tra cartelli di imprese corruttibili e corrotte e la presenza di organizzazioni criminali delocalizzate. Il Friuli Venezia Giulia vede, invece, presenze ‘ndranghetiste e di imprese conniventi nel settore dell’edilizia, del gioco d’azzardo, dell’abbigliamento e del riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga e armi. Infine, in Trentino Alto Adige  la ‘ndrangheta ha investito nelle cave e nell’economia legale. Essa vanta tra i propri ranghi imprenditori riconosciuti nella regione, talvolta ricoprenti anche incarichi pubblici a livello locale.

Lotta nazionale alle mafie

In questi territori la lotta alle mafie non è stata per molti anni considerata una priorità. Ciò ha determinato la scarsa rilevanza del fenomeno mafioso nell’area del Nord-Est, dove la criminalità organizzata è penetrata attraverso rapporti economici. La scelta di queste regioni come teatro della Giornata della Memoria e dell’Impegno si lega, dunque, alla volontà di porre l’accento sulla giustizia sociale, ambientale ed ecologica. Inoltre, si vuole rivendicare il diritto ad un libero sviluppo. Esso deve garantire lavoro e basarsi sulla difesa dell’ambiente e sulla partecipazione democratica, affrancata dall’assoggetamento e da condizionamenti di stampo mafioso. Pretese, queste ultime, di tutti coloro i quali in queste aree si adoperano per la legalità ed il bene comune.

Memoria, impegno e responsabilità

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Oltre a Padova e nelle aree del Nord Est Italia, sono previste manifestazioni in tutta la penisola e non solo. Ogni regione italiana ha desingato una o più piazze come luoghi di ritrovo per la commemorazione. Anche le principali città europee parteciperanno: Ginevra, Zurigo, Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Copenaghen e tante altre. Al loro fianco pure Zarzis, in Tunisia, Città del Messico e Buenos Aires. Ognuna di queste realtà si fa portavoce dell’importanza della memoria affinchè le morti di tutte le vittime non siano vane. Queste devono, piuttosto, ricordarci il dovere di ognuno di noi, in quanto cittadini, di essere parte attiva nella lotta contro le mafie e l’illegalità.

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