Non dimentichiamoci di Silvia!

Sono passati più di 4 mesi dal rapimento di Silvia Romano. Non si hanno più sue notizie da novembre e il continuo trascorrere delle informazioni sembra farci dimenticare che lei non è ancora tornata.

La storia

Il 2018 era agli sgoccioli quando, nelle case degli italiani, entrò la storia di Silvia Romano. Quella ragazza milanese, che nelle foto sembra non voler smettere di sorridere, era stata da poco rapita da ignoti malviventi mentre si trovava in Africa come volontaria. Perché a differenza di altri occidentali, che considerano il continente nero come terra di conquista e sfruttamento, quella giovane donna è andata lì per aiutare gli altri, gli ultimi, a casa loro.

Il caso

Il caso di Silvia inizia nei primi mesi di novembre quando la giovane arriva in Kenya attraverso la onlus “Africa Milele”, che organizza nel continente progetti a favore dei minori. Qui ha il compito di sostenere la struttura di Chakama, una scuola con annesso dormitorio attiva per sostenere i bambini del luogo fornendo loro istruzione ed un luogo accogliente (specialmente per coloro che sono rimasti orfani).

Un’attività ben accetta dalla popolazione locale, che attira anche sgradite attenzioni. Nei giorni precedenti il rapimento, alcuni testimoni affermano di aver visto un uomo osservare i movimenti della giovane. Un pedinamento che sfocia nel sequestro quando, alle 20 locali del 20 novembre, un commando armato fa irruzione nella camera della cooperante. Nonostante il tentativo di aiuto di un amico, i rapitori riescono a caricare la ragazza su una moto, per poi dileguarsi.

SR
Fonte: ANSA

L’oscurità

Da quel momento della ragazza non si hanno più notizie. La polizia locale, in un primo momento, esclude la pista terroristica decuplicando il tutto come un “rapimento lampo” da parte di criminali locali attirati dalla possibilità di ottenere un veloce riscatto. Eppure i rapitori non si fanno avanti, nessuna richiesta, nessun’informazione sulla salute della giovane. Coadiuvati da una squadra di Carabinieri del ROS, giunti sul posto per unirsi alle indagini, gli inquirenti kenioti rastrellano il villaggio, sequestrano tutti gli effetti personali di Silvia, e iniziano ad arrestare alcuni sospetti. Sono sicuri che la giovane sia ancora viva e nascosta in Kenya, ma la cattiva reputazione di cui godono le forze dell’ordine tra i locali ostacola ogni tentativo di collaborazione con la popolazione del posto. Passano i giorni, che diventano rapidamente mesi, e sul caso rimangono solo grossi interrogativi: chi sono i rapitori? cosa vogliono? Ma soprattutto, dov’è Silvia?

L’inondazione di notizie

Il XIX secolo passerà alla storia, probabilmente, come il “secolo delle news”. Siamo letteralmente sommersi di notizie, fatti, eventi e spesso ci dimentichiamo di ciò che accade solo un momento prima. Non ha fatto eccezione la vicenda della giovane Romano che è letteralmente sparita dai palinsesti televisivi, dai radar dei giornalisti, magari venendo sostituita da qual cosa di frivolo ma, certamente, più accattivamene per un’opinione pubblica sempre più pigra ed abituata ad avere tutto e subito, incapace di affezionarsi ad una storia, senza che gliela si ricordi per più volte al giorno.
I genitori di Silvia però, non possono dimenticare. Vivono ogni giorno con l’angoscia di non sapere dov’è la loro figlia. Non sono i soli a ricordare quella che è un’urgenza: c’è ancora un’italiana in mano a dei rapitori all’estero di cui non si hanno notizie. C’è ancora una parte, per quanto piccola, del futuro di questo Paese impossibilitata a ritornare in patria.
Molti, compresa questa redazione, insieme alla famiglia non dimenticano e non lo faranno fin quando non si saprà cos’è successo a Silvia Romano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *