Notre Dame de Paris avvolta dalle fiamme

Nel pomeriggio di lunedì 15 aprile arriva la notizia che sconvolge milioni di persone in tutto il mondo: sta bruciando la cattedrale di Notre Dame de Paris. L’incendio è dilagato a partire dalle impalcature che avvolgono tutta la cattedrale per dei lavori di restauro, in particolare dal tetto. Proprio il punto di origine delle fiamme ha reso così difficile domarle. Il fuoco si è diffuso velocemente a causa delle componenti lignee di Notre Dame, bruciando per circa otto ore prima di poter essere controllato dai pompieri.

Addio alla guglia di Notre Dame

Circa un’ora dopo lo scoppio dell’incendio, è crollata la guglia alta 45 metri all’interno della cattedrale, creando un buco nella volta della navata centrale. Qualche minuto dopo è stata seguita dal tetto, che risulta danneggiato per i due terzi. I quattrocento vigili del fuoco intervenuti non sono riusciti a controllare le fiamme a causa della loro lontananza. Questo ostacolo è stato impossibile da superare per la presenza delle impalcature. Nonostante i numerosi mezzi speciali intervenuti sul luogo, il fuoco si è diffuso sino ad una delle torri, dove è stato spento solamente in tarda sera. Tuttavia, ad incendio domato, entrambe le torri risultano salve così come la struttura della cattedrale.

Pronto intervento

Sul luogo sono accorsi circa quattrocento vigili del fuoco che con pompe ed autogru hanno provato senza tregua a controllare l’incendio. L’intera area è stata evaquata per agevolare le operazioni dei soccorsi. Tuttavia, una folla ha continuato a raccogliersi nelle strade ad osservare inerme e sconvolta la cattedrale in fiamme.

Notre Dame, costruita in stile gotico tra il 1163 ed il 1344, è patrimonio dell’umanità dal 1991. Simbolo dei francesi, ma anche di tutto il mondo europeo, era stata oggetto di una raccolta fondi per quei lavori di restauro iniziati nell’estate 2018 e previsti fino al 2022. A poche ore dall’incendio, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo ha proposto di tenere nella capitale francese una conferenza internazionale dei donatori per la ricostruzione della cattedrale. A questa iniziativa fa seguito l’appello del Medef agli imprenditori affinché si mobilitino per la ricostruzione di Notre Dame.

“Se l’edificio è salvato, la riparazione dei danni richiederà anni, lavori e mezzi considerevoli. Il Medef si appella agli imprenditori affinché si mobilitino per contribuire alla ricostruzione di un gioiello del patrimonio mondiale attraverso la sottoscrizione nazionale lanciata dalla Fondation du Patrimoine”.

Il miliardario francese Francois Pinault, fondatore di Kering gigante del lusso che controlla Gucci e Balenciaga, donerà 100 milioni di euro per la ricostruzione di Notre Dame. Anche il gruppo del lusso Lvmh ha annunciato una donazione di 200 milioni di euro. Inoltre, la regione Ile-de-France sbloccherà 10 milioni di euro di aiuti di emergenza per aiutare l’arcivescovo a realizzare i primi interventi di ricostruzione.

Spente le fiamme di Notre Dame

L’incendio è stato completamente domato soltalto intorno alle 4 del mattino. Non ci sono civili o turisti feriti, ma è in grave condizioni un vigile del fuoco intervenuto per spegnere le fiamme. Oltre alla guglia e al tetto, sono in parte danneggiate anche alcun vetrate-mosaico, mentre è salvo il rosone settentrionale. Intatte sono anche le reliquie e le opere d’arte, quest’ultime messe in salvo dalla cattedrale e momentaneamente trasferite all’Hotel de Ville, prima di essere spostate al Louvre. Nella mattina di martedì 16 aprile è stata convocata una riunione di esperti e architetti per cercare di comprendere se l’edificio resisterà al gravissimo incendio e, quindi, se la struttura rimasta in piedi è in grado di reggere. Infatti, la profondità strutturale del danno resta ancora incerta.

Aperta l’indagine

La procura di Parigi ha aperto un’indagine per distruzione involontaria tramite incendio. Sono stati esclusi il movente criminale, l’atto vandalico o terroristico. Durante la notte di lunedì i magistrati dell’ufficio della procura di Parigi hanno già sentito gli operai che lavoravano all’appalto, i quali però sembrerebbe che fossero già andati via allo scoppio dell’incendio. Ai lavori di ristruttarazione partecipano oltre una decina di aziende. Gli addetti saranno tutti interrogati per cercare di capire se un errore umano possa essere causa della tragedia.

Tutto il mondo solidale alla Francia

Il Site ha riferito i festeggiamenti dei sostenitori dell’Isis che nella notte hanno celebrato il rogo della cattedrale come un colpo al cuore dei crociati. Tuttavia, continuano da tutto il mondo gli attestati di vicinanza e solidarietà. A partire da Sergio Mattarella in un messaggio al presidente francese Emmanuel Macron:

“Seguo con angoscia le notizie dell’incendio che sta devastando in queste ore la cattedrale di Notre Dame, tesoro storico che nei secoli ha custodito un eccezionale patrimonio artistico di immenso significato per la Francia, per l’Europa e per la cultura del mondo”.

Gli fa eco anche Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco, il quale dichiara di seguire da vicino la situazione e di tenersi al fianco della Francia per salvaguardare e riabilitare questo patrimonio inestimabile. L’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama scrive su Twitter:

Notre Dame è uno dei più grandi tesori del mondo, il nostro pensiero va al popolo francese nel momento di dolore. E’ nella nostra natura piangere quando vediamo che la storia va perduta. Ma è anche nella nostra natura ricostruire per il domani, con tutta la forza possibile”.

Il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker ribadisce l’appartenenza di Notre Dame a tutta l’umanità. Il teatro La Fenice di Venezia, completamente distrutto da un incendio nel 1996 e poi ricostruito, twitta:

“Siamo stati assaliti dal fuoco, ma dal fuoco siamo risorti più forti di prima. Siamo al vostro fianco, amici, non temete!”.

Lutto mondiale

Tutto il mondo piange la rovina di Notre Dame. Solidarietà per i francesi arriva anche dalla Santa Sede, da Hillary Clinton, dal segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, dal Presidente della Camera Roberto Fico, dal sindaco di Londra Sadiq Khan, dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Quest’ultimo, in un post su Twitter di lunedì sera suggerisce l’intervento degli aerei anti-incendio, ma gli esperti hanno spiegato l’erroneità di tale proposta. Infatti, la potenza dell’acqua gettata da una simile altezza avrebbe distrutto quanto ancora lasciato intatto dalle fiamme. Adesso, ad incendio domato, non resta che mobilitarsi per riparare i gravi danni riporatati da Notre Dame, mentre il mondo si stringe attorno alla cattedrale come fa il gobbo piangente disegnato dall’artista Cristina Correa Freile diventato virale.

Monica Seminara

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