Cosa sta alla base della razza ariana?

Conosciamo bene la portata delle ideologie razziali e delle catastrofiche conseguenze che si sono susseguite, di cui ancora oggi avvertiamo gli strascichi. Pochi però sono a conoscenza dell’origine che sta alla base del razzismo e dell’idealizzazione della tanto esaltata razza ariana.

Eh sì, perché a tutto c’è una spiegazione.

Gli indoeuropei e la ricerca dell’Urheimat

Pare che tutto ebbe inizio durante la faticosa ricerca di una popolazione perduta: gli indoeuropei. Allora linguisti, archeologi e storici si interrogavano su di un’ipotetica origine comune (badate bene, non di una razza) delle varie lingue parlate nell’odierna Europa e di una cultura proto-europea. Dunque erano sulle tracce di una civiltà comune primitiva e vissuta millenni fa in una zona poco identificata, denominata Urheimat.

Le teorie

A causa delle somiglianze linguistiche riscontrate, ciò che si ricercava era una popolazione che abbia vissuto in un contesto settentrionale e che si fosse dedicata alla pastorizia. Furono tante e variegate le teorie che si svilupparono in tal proposito.

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Le prime identificavano quella mitica culla
fertile in oriente, all’incirca presso l’Indostan e la lingua capostipite nel sanscrito. Successivamente si cambiò di prospettiva, complici assunti di partenza totalmente errati. Del resto, ognuno non può fare a meno che tirare acqua al proprio mulino. Dunque gli studiosi iniziarono a pensare che l’origine della civiltà si trovasse prima in area baltiche, successivamente nella regione che abbraccia il nord della Germania e il sud della regione scandinava.

In un qualche modo si convinsero che in quelle zone si fosse sviluppata una civiltà sedentaria, contadina e autonoma e che la popolazione che la componeva dovesse possedere caratteri recessivi: occhi azzurri e capelli biondi. Questi, senza ombra di dubbio, erano coloro che potevamo chiamare padri.

L'”insediamento ancestrale” dei Germani

Fu così che Gustav Kossina, filologo e archeologo tedesco, chiamò quella porzione di terra da cui nacque tutto il popolo europeo. La sua tesi ebbe parecchio successo e contribuì a influenzare le tendenze nazionalistiche serpeggianti in territorio tedesco. Ma soprattutto contribuì a stimolare l’immaginario collettivo verso la creazione di un mito inesistente ma pericolosissimo: l’esistenza di una razza superiore, la razza ariana.

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Non più “Ex oriente lux”

La luce non veniva più dall’Oriente ma sorprendentemente dall’Occidente. Ora finalmente il popolo germanico, ritenuto ingiustamente “barbaro” agli occhi dei civilissimi antichi romani, poteva affermare il proprio prestigio e ineguagliabile primato. Era la Germania la culla della civiltà.

Chiaramente non c’era niente di più falso, eppure l’ipotesi solleticava irresistibilmente il nazionalismo tedesco. Pertanto fu brodo di coltura per l’ideologia razzista del nazismo e portò alle terribili conseguenze che fanno da sfondo alla nostra storia più recente.

Federica Ottaviano

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