Tesla Model 3, l’auto elettrica che sta cambiando il mondo

Provare in anteprima un’auto di casa Tesla che è stata letteralmente lanciata nello spazio (non lei, ma la ‘cugina’ della stessa casa) è un’esperienza mistica, c’è poco da dire al riguardo.

La storia di Tesla Motors è poco più che decennale: la fondazione risale al 2003 a San Carlos in California, da parte di Elon Musk e J.B. Straubel. Il nome è un chiaro omaggio all’inventore Nikola Tesla; l’obiettivo dichiarato, la creazione di veicoli elettrici ad alte prestazioni per il mercato di massa.

L’azienda è di fatto l’ambiziosa scommessa di un gruppo di giovani (sempre relativamente parlando: anche per loro è arrivato il momento degli “anta”) della Silicon Valley sulla mobilità futura: gli investimenti iniziali arrivano dal cofondatore di PayPal Elon Musk, che diviene presidente di commissione della Tesla, guidando le prime sfide dell’azienda e coinvolgendo partner della VantagePoint Venture.

In seguito si aggiungono ulteriori finanziamenti da parte dei fondatori di Google Sergey Brin e Larry Page, e dall’ex-presidente di eBay Jeff Skoll: il gotha della tecnologia mondiale sembra quindi credere molto in Tesla.

Buona parte del know-how automobilistico iniziale della Tesla era di provenienza Lotus, il cui centro stile ha firmato la Roadster (includendo in essa alcuni componenti della Elise, come il telaio); per i motori elettrici, la Tesla possiede inoltre varie tecnologie brevettate AC Propulsion.

Di questi brevetti ha fatto scalpore il fatto che Musk voglia renderli pubblici per permettere a tutti di lavorarci e ‘cambiare il mondo’.

Salvo Belfiore, BS Lab (foto di Gaetano Leanza)

Noi di MILLENNIALS abbiamo avuto l’occasione di guidare in anteprima la nuova Tesla Model 3, tra le strade trafficate di Catania, durante un evento organizzato ad hoc da Salvo Belfiore all’interno del suo BS LAB.

La nuova 100% elettrica di casa Tesla si presenta bene internamente: 5 posti comodi nonostante l’aspetto ‘sportivo’ che lascia intendere poco spazio interno. Bagagliaio e cofano spaziosi, che fanno apprezzare la mancanza di un motore.

Appena saliti in auto, i piccoli accorgimenti che si notano subito sono tutti collegati al touch-screen di comando. Lo stato della batteria, forse l’elemento più importante in un’elettrica che mira a conquistare il mercato, varia e ci permette di tenere conto della percentuale di carica come dei km ancora a disposizione.

Questi ultimi nello specifico sono calibrati in funzione dello stile di guida, fornendo al guidatore un’esperienza di guida cucita su misura e soprattutto permettendogli di lasciarsi dietro l’ansia da ricarica. Per quello ci pensa lo smartphone.

Touch-screen nella nuova Tesla Model 3
(foto di Gaetano Leanza)

Su strada si comporta bene, sia quando immersa nel traffico che su un rettilineo. Nel traffico permette di seguire la strada quasi solo dallo schermo, grazie ai 12 sensori ed alle 8 telecamere, che forniscono una panoramica precisa ed immediata di quanto sta accadendo.

Con la strada sgombra restituisce non poche soddisfazioni: se si ha il coraggio di spingere sull’acceleratore, ci porta da 0 a 100 in 3 secondi, senza nemmeno accorgersene.

Dal punto di vista della sicurezza è ben attrezzata per evitare incidenti di percorso e, nonostante la guida automatica sia vietate in Europa per motivi di carattere eminentemente legale (!), il potenziale c’è.

Un momento durante la presentazione al BS LAB – Catania
(foto di Gaetano Leanza)

Quello che fa specie, tra le altre cose, è il fatto che Tesla stia spostando gli investimenti dalle ‘canoniche’ concessionarie alle torrette per ricarica ed ai test-drive, quasi come a dire “stiamo scegliendo dove spendere i nostri soldi, non siamo mica come gli altri!“.

Nonostante le quotazioni in borsa degli ultimi 3 mesi siano in netto calo, specie se paragonate al rialzo interessante del trimestre ottobre-dicembre 2018, la Tesla promette bene per il 2019 e per chi fosse interessato ad investirci sopra, questo potrebbe essere un momento propizio.

Nonostante lo scetticismo di stampa e media mainstream sull’argomento ‘elettrico’.

Provarla in una città spesso poco attenta all’innovazione ed alle novità come Catania, la rende peraltro uno spiraglio interessante tramite cui osservare un pezzetto di futuro, nella speranza che si tratti della prima di una lunga serie di innovazioni.

[si ringrazia Salvo Belfiore per l'organizzazione]
[foto di Gaetano Leanza, tutti i diritti sono riservati]

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