Best of Fuorisalone 2019 – Milano Design Week

Aprile per Milano significa soltanto una cosa: Salone del Mobile. E Fuorisalone. Come ogni anno dal 1961, Milano ospita il Salone Internazionale del Mobile, uno degli appuntamenti più importanti per chi lavora nel settore dell’arredamento e affini.

Nato negli anni Sessanta per merito della lungimiranza di alcuni imprenditori italiani, il Salone del Mobile è diventato un evento imperdibile non solo per gli operatori ed esperti in materia, ma anche per chi è appassionato di design, arte, moda, tecnologia, food e automotive.

Questo perché il Salone del Mobile si svolge unitamente ad altri eventi. Tra questi Euroluce negli anni dispari oppure Eurocucina e Salone Internazionale del Bagno negli anni pari. Ma quelli che hanno riscosso più successo, in particolar modo negli ultimi anni, sono la settimana del Design e il Fuorisalone. “Fuori” perché a differenza del vero e proprio Salone del Mobile, il Fuorisalone si svolge all’interno di tutta la metropoli milanese.

La città si colora, accoglie visitatori da ogni parte del mondo e si riempie di installazioni ed eventi in ogni angolo. L’importanza che ha ottenuto il Fuorisalone ha spinto talvolta colossi dell’arredamento ad abbandonare la fiera e invece investire in mostre, showroom, eventi e installazioni in giro per Milano.

Le edizioni del 2019 del Salone e del Fuorisalone si sono svolte dall’8 al 14 aprile e hanno visto la partecipazione di numerosi distretti milanesi.

Alcuni sono storici come Bovisa, Isola Design District, Lambrate Design District, Tortona, Porta Venezia, 5Vie e Brera Design District. Altri si sono affermati proprio quest’anno, come NOLO (NOrth of Loreto), Cascina Cuccagna, il Parenti District Art & Design (promosso dal Teatro Franco Parenti). In queste aree si sono alternati interazioni coinvolgenti, collettive di design, disco-party fino a tarda notte, come quelli de Il Giardino dei Visionari o Le Cannibale, e aperti al pubblico grattacieli, ville e chiostri nascosti (come l’attico di Torre Breda grazie all’evento di Gufram e 1stdibsper).

Fuorisalone

Ma cosa è stato il meglio di questo Fuorisalone 2019?

Sono stati diversi gli eventi e le installazioni di cui si è positivamente parlato e che hanno riempito i feed dei social network. Tra i migliori (e a dir dei più, la più bella) è stata AQUA – Leonardo Da Vinci’s water vision, ideato da Balich Worldwide Shows, leader nell’organizzazione di eventi e intrattenimento dal vivo, in collaborazione con Andrew Quinn, artista di grafica digitale; Territory Studio, agenzia di motion design, effetti ottici ed esperienze digitali; NONE Collective, esperti di set, light & water design; Karmachina, studio di visual design; e infine Maurizio D’Aniello e Chiara Luzzana, sound designer.

AQUA – Leonardo Da Vinci’s water vision

Il progetto, realizzato all’interno della Conca dell’Incoronata, le cui porte lignee sono state costruite da Leonardo da Vinci, ha voluto celebrare il genio di quest’ultimo e al contempo offrire una visione sulla Milano del futuro. I visitatori hanno potuto interagire con l’installazione, giocare con un mix di immagini, suoni e luci stroboscopiche che modificano con un’illusione ottica dei getti d’acqua dal soffitto, rallentandoli fino farli sembrare singole gocce.

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Immancabili le installazioni e le serate con musica all’interno dell’Università Statale.

Nel cortile d’onore troviamo la scritta HELP. Circa due tonnellate di tappi di plastica, creata da Maria Cristina Finucci e One Ocean Foundation, a simboleggiare una ferita della terra che sanguina plastica. Poi MultyPly Milano, grandi cubi in legno sostenibile di Waugh Thistleton Architects, che invita a ripensare il modo di pensare le infrastrutture. “Sleeping Piles” di Estudio Campana, sette torri rivestite d’erba nel Cortile della Farmacia e il tavolo “Parla!” di Marcio Kogan. Infine, Giraffe with Chandelier del designer Marcantonio. Due bianche giraffe, di quattro metri ciascuna, che sorreggono con la loro bocca due lampadari di fibra di vetro in stile classico.

Fuorisalone

Spostandoci in zona Tortona, punto cardine della moda e del design, presso l’Opificio 31 si può ammirare il bellissimo IQOS World Revealed, dell’artista Alex Chinneck e del gruppo Philips Morris. Un palazzo in stile milanese la cui facciata si srotola tramite una zip gigante che lascia intravedere una superficie trasparente illuminata da led colorati. Al civico 37, Superstudio Group, con il suo SUPERDESIGN SHOW, di Gisella Borioli e Giulio Cappellini, si è valso il titolo di una delle mete più visitate della design week. Il merito va allo spettacolo di luci sul futuro della mobilità di Lexus e alla presentazione della TV a scomparsa di LG Electronics.

IQOS World Revealed
Più critiche che apprezzamenti ha invece sollevato la creazione di Gaetano Pesce, Maestà Sofferente.

Situata nel pieno centro di Milano, a piazza Duomo, l’opera si concretizza in un’enorme poltrona color carne, trafitta da 400 di frecce acuminate. Il suo scopo è quello di essere una denuncia contro il femminicidio e la violenza sulle donne. I commenti negativi vertevano sia sull’aspetto esteriore dell’opera, giudicata non “canonicamente bella”, sia sull’aspetto simbolico, in quanto la donna viene rappresentata per l’ennesima volta vittima e non vincente.

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Tra le zone di San Babila e Porta Venezia, al Palazzo Isimbardi, troviamo Conifera dell’architetto Arthur Mamou-Mani perCOS, una installazione composta da strutture geometriche di 700 mattoncini di bio-plastica e legno, stampati in 3D. I materiali dell’opera sono di due colori: quello bianco composto da un miscuglio di aceto, glicerina e mais, mentre quelli scuri di conifera.

A nord di Milano, Austrian Design – Pleasure & Treasure ha riempito la Sala Reale della stazione Centrale di Milano di materiale in poliestere 100% riciclato. Uno spazio che ha dato l’opportunità ai suoi visitatori di tuffarsi in una vera e propria “design-pool” realizzata da designer e artisti austriaci.

Ventura Centrale apre le porte per la prima volta al pubblico caveau abbandonati sotto i binari della stazione. Diciassette installazioni di studi di design di tutto il mondo, di cui ricordiamo Come To Light di Aria Lighting, due grandi cubi sospesi realizzati con led che cambiavano colore, e Tell Me More di Rapt Studio che vuole stimolare il pubblico a uscire dalla propria comfort zone.

Come To Light di Aria Lighting

-Ambra Bambino

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