MET Gala 2019, Camp: il gusto dell’estremo

Come ogni anno, lo scorso lunedì 6 maggio si è svolto il tradizionale MET Gala a New York. Parola d’ordine: Camp. Esagerazione sì ma sempre con stile.
camp

Camp: Notes on Fashion è stato il tema scelto per il prestigioso Met Gala 2019. Le celebrities hanno invaso il Metropolitan Museum of Art con colori, sperimentazioni e magie, creando dei veri e propri spettacoli sul sontuoso red carpet. Il Costume Institute Benefit targato 2019 si è lasciato influenzare da un saggio di Susan Sontag datato 1964, dal titolo Note on “Camp” .

La Sontag descrive l’essenza della corrente culturale fin dalle prime righe del suo saggio: «Il Camp è una visione del mondo in termini di stile, ma con un particolare tipo di stile […]. È l’amore per l’esagerato, lo stravagante, per le cose-che-non-sono. […] È un solvente della moralità. Neutralizza l’indignazione morale, sponsorizza la giocosità.»

Nella definizione fornita da Merriam-Webster si legge anche che il Camp è «qualcosa di così oltraggiosamente artificiale, influenzato, inappropriato o scaduto da essere considerato divertente; uno stile o una modalità di espressione, personale o creativa, che è assurdamente esagerata e spesso fonde elementi di elevata e popolare cultura ». Insomma, è un modo di vivere la vita basandosi su tutto ciò che è considerato kitsch, ma anche sull‘opulenza, sull’esagerazione e sul superamento dei limiti imposti dalla società.

L’essenza Camp affonda le sue radici già a partire dal 17esimo secolo, quando in Francia la letteratura les précieux avanza, mentre in Germania si afferma l’arte del rococò. Il naturale collegamento con l’estrema cultura queer degli anni ’60 del ‘900 vien da sé. Non bisogna dimenticare le influenze della cultura dandy di Oscar Wilde: vivere la vita come fosse un’opera d’arte, vi dice niente?

Il Camp infine ha dei tratti distintivi politici. Rigetta tutto ciò che rientra nei canoni stabiliti dalla società, evidenziando le anormalità e le bruttezze. Capovolge gli stereotipi e tutto ciò che viene considerato altro. Inneggiando alla teatralità, combatte il gusto comune.

Le star invitate al prestigioso evento non si sono certo fatte mancare la possibilità di stupire, quanto più possibile. Gli ambasciatori della mostra sono stati già un ottimo biglietto da visita: Serena Williams, Harry Styles, Alessandro Michele ( direttore creativo Gucci) e infine Lady GaGa. Quest’ultima è stata la vera regina del trasformismo, nonché la protagonista indiscussa, con ben quattro cambi d’abito. Una vera performance, che ha strizzato l’occhio agli anni ’80, con i suoi colori fluo e stravaganti.

Ciò che ha sicuramente colpito di più è stata l’ispirazione fluid-gender accolta da alcune celebrità maschili. Ezra Miller per esempio, ha lasciato tutti a bocca aperta con i suoi due look. Si è presentato agli occhi dei fotografi inizialmente con una cappa interamente coperta da perline e una maschera; poi, via la cappa, via la maschera ed ecco il secondo outift: un completo dandy, gessato, ma reso femminile da una parrucca e un trucco straordinario e ipnotico. Harry Styles invece ha stupito per la sua eleganza, fatta solo da seducente pizzo.

Ma ci sono stati anche altri look degni di nota

Darren Criss per esempio: il suo trucco e l’outfit hanno avuto chiare ispirazioni da Cirque du Soleil; o Michael Urie, deliziosamente maschile e femminile insieme, con un equilibrio sul tacco convincente. Keiynan Lonsdale, con un abito a sirena interamente coperto da farfalle; oppure ancora Hamish Bowles, che ha centrato in pieno il gusto Camp, presentandosi completamente ricoperto da piume colorate. Non è mancato Jared Leto a fare scalpore, con la sua riproduzione di testa mozzata (chiaramente, Gucci docet). E non è mancata nemmeno Katy Perry, che ha scelto Moschino come stilista: è stata un candelabro prima, un hamburger dopo.

Presente all’evento anche Versace, sia Donatella che i suoi abiti. Quest’ultimi sono stati preferiti da J.lo e dalle Kardashian, fatta eccezione per Kim, che ha deciso di mettere in evidenza il suo punto vita con un abito latex di Mugler. Zendaya invece si è trasformata in una Cerentola 2.0., con tanto di Fata “Padrina”. Infine, Cardi B, probabilmente memore dell’esagerato vestito di Rihanna del Met Gala 2015, rincara la dose con un voluminosissimo abito bordeaux. Nella gallery seguiranno tutti i look visti in questa stravagante edizione 2019.


Chiara Grasso

Catanese trapiantata a Bologna, sono una specializzanda in letteratura russa e inglese. Amo viaggiare, leggere, scoprire e, naturalmente, scrivere: di cultura, di moda e di tutto ciò che fa tendenza.

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