Fatshaming: il movimento body-positive

Con il termine fatshaming si intende l’atto di prendersi gioco di qualcuno per il suo essere sovrappeso oppure lo sfruttare l’eccessivo peso per affermare che una persona è pigra, non ha voglia di cambiare e migliorarsi.

Giugno è alle porte e qualcuno potrà già aver notato come stiano aumentando i post sulla prova costume. Da una parte troviamo una serie di immagini, prodotti, esercizi utili per perdere peso in tempo; dall’altra, invece, una serie di immagini, frasi, articoli, che cercano di motivare le persone a ricordare che per avere un “corpo da spiaggia” basta avere un corpo.

Per questo motivo, nelle prossime settimane, proveremo ad affrontare alcuni punti cardine della body positivity, iniziando, appunto dal fatshaming.

fatshaming bikini
Esempio di messaggio che fa leva sul fatshaming.

Fatshaming è sentirsi in colpa per il proprio corpo.

Si parla spesso di come le fonti mediatiche ci bombardino di modelli irraggiungibili eppure non possiamo fare nulla per evitare di tentare di raggiungerli. Il chilo di troppo da eliminare, anche se siamo normopeso, la smagliatura e la cellulite, l’allenamento eccessivo (che diventa “vigoressia”) … tutto per quella forma fisica irraggiungibile.

Le persone che vivono il fatshaming sulla loro pelle affrontano situazioni di sofferenza con esiti simili a quelli del bullismo.

Dalle persone comuni ai vip, tutti vengono presi di mira

fatshaming e salute

Secondo quanto riportato da ANSA il mese scorso, il fatshaming sembra essere in aumento, soprattutto attraverso il web. E come accade nei casi in cui sono i vip a subire delle aggressioni, fisiche o verbali, le denunce creano un effetto domino (come fu per il movimento me too riguardo le molestie sessuali). Adele, Tyra Banks, Jennifer Lawrence, Demi Lovato, … sono solamente alcuni degli esempi di donne che hanno subito, in modi diversi, fatshaming nel corso della loro carriera. E che hanno reagito in modo diverso.

Il movimento della body positivity

contro il fatshaming

Questo è solo uno degli aspetti del movimento body-positive che sta prendendo piede – in modo abbastanza controverso – negli ultimi anni.

Nelle prossime settimane proveremo a scoprirne altri e conoscere alcuni volti del movimento della “fat acceptance” (accettazione del grasso), per arrivare preparati alla “prova costume”: felici indipendentemente dall’aspetto.

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, scout e psicologa iscritta all'Albo A, perennemente oberata di impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura. E su quanto possiamo "lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *