Game of Thrones – recap 8×05 “The Bells”

Siamo quasi arrivati alla fine di un viaggio durato dieci anni. Il penultimo episodio di Game of Thrones andato in onda domenica notte ha scatenato – nel bene e nel male – un acceso dibattito tra i fan più accaniti. Ripercorriamo insieme la quinta puntata dell’ottava stagione, “The Bells”.

Il Signore dei sussurri

Durante la scorsa puntata Varys, il Ragno tessitore, ci aveva lasciati con un dilemma: a cosa essere leali? Il personaggio di Varys nel corso di queste ultime puntate di Game of Thrones ha sollevato una questione cruciale non soltanto per lo svolgimento della trama della serie televisiva; scatena infatti una riflessione ben più profonda, ci fa riflettere sull’enorme potere nelle mani dei singoli: fino a che punto sostenere un sovrano, una causa, un’idea che potrebbe chiaramente portare alla rovina? Ci mette davanti ad un bivio: lealtà a tutti i costi o coraggio di opporsi?

Ed in questa puntata Varys sceglie la seconda strada. Il suo ultimo sussurro si trasforma in un grido a tutti i sette regni. Il ragno diffonde la verità al prezzo della sua stessa vita, agendo per un bene superiore lascia a chi continuerà a vivere dopo di lui la facoltà di poter capire cosa è giusto per il reame e scegliere da che parte stare. 

“Non vuoi risvegliare il drago, vero?”

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Sin dalle prime stagioni di Game of Thrones una cosa abbiamo imparato: “ogni volta che nasce un Targaryen, gli dei lanciano una moneta”. E la moneta di Daenerys Targaryen – una volta distruttrice di catene – è caduta dalla parte sbagliata. In questa puntata ha raccolto l’eredità del padre, trasformandosi a tutti gli effetti in una “regina folle”. Un altro tema che si allontana dalle pagine dei libri e dal piccolo schermo emerge adesso con il personaggio di Daenerys, trasformandosi in tema universale su cui ancora oggi riflettere: come nasce un tiranno? 

In Game of Thrones abbiamo inoltre imparato che in ognuno risiedono luci ed ombre, abbiamo visto che nessun personaggio sta sempre dalla parte del bene o del male, e quindi un personaggio come Daenerys, da eroina venuta a salvare il mondo, ha svelato il volto nascosto, un volto accecato dal potere. Tutti adesso si chiedono quali saranno le sorti di Daenerys Targaryen: se arriverà a pentirsi della distruzione da lei stessa causata lasciando il trono al legittimo erede o morirà per mano dello stesso Jon Snow lo scopriremo tra una settimana.

Le campane

Tutto quello che segue nella puntata diventa caos puro: non appena Daenerys sommerge i cancelli di Approdo del re con un “mare” di fuoco, Tyrion aspetta di sentire il suono delle campane di resa di Approdo del re, sperando così che la vita di migliaia di cittadini innocenti venga risparmiata. E finalmente, terrorizzata dalle fiamme del drago e della regina folle, la città fa suonare le campane.

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Questo suono sembra però tagliare l’ultimo filo che legava Daenerys alla realtà: la città si è arresa, ma in un ultimo sguardo folle la regina brucia tutto. Vendetta, rabbia e solitudine portano la distruttrice di catene ad essere parte di quella ruota che aveva sempre promesso di distruggere.

Capitoli chiusi

Nelle ultime scene della puntata assistiamo alla resa dei conti tra i fratelli Clegane, il Mastino e la Montagna, che chiudono le loro storie tra le fiamme della città. Ma l’ultimo addio – uno dei più attesi di tutta la serie – lo diamo a Jaimie, che come da lui desiderato muore tra le braccia della donna che ama, e a Cersei che, una volta visti gli orrori provocati dalla violenza e resasi – forse – conto della mostruosità del male lascia definitivamente il gioco del trono.

Profezie

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Ricordate la 2×10 e la visione di Daenerys nella casa degli eterni? Siete ancora convinti che quella che cadeva nella sala del trono distrutta fosse neve e non cenere?

Gli effetti della guerra

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Per chiudere le riflessioni su questa puntata – che ha avuto aspetti negativi, deludendo per molti versi le aspettative dei fan, e aspetti positivi lasciandone soddisfatti altri – è necessario soffermarsi su questa immagine in particolare. Questa bambina terrorizzata nell’assistere alla distruzione e alla strage di migliaia di innocenti manda un messaggio chiaro, invita lo spettatore a calarsi nel presente: ecco gli effetti della guerra, ecco chi ne paga davvero le conseguenze. E pensando alla situazione in cui oggi si trovano migliaia e migliaia di esseri umani, un po’ di amarezza rimane: magari fosse tutta finzione.

-Serena Valastro

Serena Valastro

Laureata in Lingue e culture Europee, amante di cinema, musica, arte ed informazione. Scrivere è entrare in nuovi spazi, conoscere qualcosa di nuovo, vivere situazioni e sensazioni sempre diverse per trasmetterle a chi vuole viverle.

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