Ted Bundy – Fascino criminale

Uscito il 9 maggio al cinema, giorno in cui ricorre il quarantesimo anniversario dall’inizio del processo, Ted Bundy – fascino criminale (trailer) è il nuovo film che parla del più famoso serial killer d’America.

Ted Bundy, fascino criminale
Zac Efron e Lily Collins in una scena del film

Il cast vede nomi importanti al suo interno, Zac Efron nei panni di Ted Bundy, Lily Collins, nei panni di Elizabeth Kendall, la storica fidanzata del serial killer; Kaya Scodelario nel ruolo di Carol-Anne Boone, la donna che rimase accanto a “Bunny” Bundy durante tutto il processo. John Malkovich nei panni del giudice Edward Cowart e Jim Parsons nel ruolo di Larry Simpson, l’avvocato dell’accusa che fece condannare l’uomo.

Ted Bundy, fra storia e mito

Ted Bundy è stato il primo serial killer d’America, autore di almeno 30 omicidi in diversi paesi degli Stati Uniti, in un periodo che va all’incirca dal 1974 al 1978, sebbene potrebbe aver iniziato con le sue stragi anche prima. Dalla sua opera criminale viene coniato il termine assassino seriale ed allontanata, ancora di più, l’idea lombrosiana del delinquente nato e riconoscibile dall’aspetto.

Ted Bundy
Ted Bundy

Ted Bundy è infatti ricordato come un uomo affascinante, tratto che gli ha permesso di attirare le sue vittime, fingendosi in difficoltà o infortunato prima di aggredirle, stuprarle ed ucciderle in luoghi nascosti. Una volta catturato fuggì due volte, la prima durante il suo stesso processo, dal tribunale, la seconda dal soffitto della sua cella in carcere, perdendo più di 30kg per poter passare nel sottotetto.

Ricevette tre condanne a morte e fu giustiziato in Florida sulla sedia elettrica, mentre fuori dalla prigione la folla urlava “Burn, Bundy, Burn” (Brucia, Bundy, Brucia).

Ted Bundy nel film, durante il processo

A causa della crudeltà dei suoi delitti e della sua personalità magnetica, la figura del serial killer è stata, nel corso degli anni, oggetto di riferimenti in canzoni, film e libri.

Fascino criminale

Si tratta di un film ambiguo, che prova a delineare il profilo dei uno dei serial killer più famosi d’America senza mostrarne la crudezza dei suoi crimini ma cercando di mostrare il punto di vista di chi, quell’uomo, lo amava. La storia è infatti tratta dal libro di Elizabeth Kloepfer (nel film Liz Kendall) “The Phantom Prince: my life with Ted Bundy” (Il principe fantasma: la mia vita con Ted Bundy) e ci mostra un puzzle nel quale viene ribadita fermamente e più volte, da Ted stesso, la sua innocenza.

Zac Effron, fascino criminale

Zac Efron, che già aveva dimostrato le sue doti attoriali in The Greatest Showman, continua ad allontanarsi sempre di più dal ragazzo angelico che era in High School Musical, con un’interpretazione (dal punto di vista di un’inesperta) meravigliosa.

Non possiamo, vedendo il suo personaggio, non percepirne l’umanità. Ed è questa umanità che ci spiazza fino alla fine, fino al momento in cui, messo all’angolo, Ted spezza il suo legame con Liz, confessando una delle tante atrocità e liberandola dal senso di colpa per averlo denunciato.

Eppure, come il vero Ted Bundy disse, gli assassini seriali sono ovunque, nascosti. Non sono riconoscibili, non hanno segni distintivi. Possono essere, dice, le persone a noi più care. Ed è questa la realtà che il film ci presenta. Perché l’ambiguità che caratterizza il personaggio di Bundy è l’ambiguità che potrebbe caratterizzare ciascuno di noi. E ci fa sperare, fino alla fine, che sia innocente.

Anche quando abbiamo le prove che non lo è.

Giulia Lausi

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, psicologa, perennemente oberata di ansia ed impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura.

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