La serie BBC Sherlock: un detective millennial

Nel 2010 i registi Mark Gatiss e Steven Moffat hanno un’idea che avrebbe rivoluzionato il panorama della detective science fiction. C’erano state diverse trasposizioni di quei romanzi, ma nessuno li aveva mai trattati in modo innovativo. Ci aveva provato Guy Ritchie nel 2009, utilizzando un approccio molto più scenico che letterario. La saga in questione è quella di Sherlock Holmes, il famoso detective londinese protagonista di svariati racconti e romanzi scritti da Sir Arthur Conan Doyle, e la serie prodotta ben 9 anni fa è Sherlock, prodotta dalla BBC.

Ma cosa rende lo Sherlock della serie un millennial?

Per rispondere a questa domanda, bisogna analizzare più nel dettaglio i vari episodi. Essendo una serie, i registi avevano a disposizione svariati scritti su cui basarsi. Lo hanno fatto? Più o meno.
Utilizzando uno stile moderno ma quotidiano, con una quasi totalitaria assenza di esplosioni e azione generale (i combattimenti sono pochi ma ben riprodotti), Sherlock riproduce fedelmente uno spaccato della vita vittoriana che Doyle aveva cercato di descrivere, ma in chiave millennial. John Watson, il fedele compagno, non racconta le sue memorie scrivendo un diario – bensì, scrive un blog. Sherlock utilizza lo smartphone e le chat, Google Maps e Yahoo!. Risolvere casi e trascriverli sul blog (di cui esiste una pagina web), è un modo per John di raccontare le sue memorie e far pubblicità all’attività del sociopatico coinquilino.

Il papà di Sherlock Holmes come la recepirebbe?

Se Doyle fosse ancora vivo, approverebbe questo stravolgimento? Probabilmente sì. Ne sarebbe fiero? Domanda a cui, purtroppo, non avremo mai una risposta. Ma, poiché la struttura della storia non viene alterata ma solo trasformata ai fini del racconto, Sherlock Holmes (Benedict Cumberbatch) rispecchia a pieno la definizione di millennial… nonostante la sua età sia ancora un mistero che solo lui può davvero risolvere.

Sherlock Holmes

Ilaria Caiazzo

Studente a tempo pieno, interprete e traduttrice a tempo perso. Scrivo di cinema, serie tv e libri. Ossessionata dal make-up e dai serial killer.

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