Rappresentazioni: grasso vs magro – il movimento body-positive

La scorsa settimana abbiamo parlato di fatshaming, iniziando così ad affrontare il tema della body positivity. Il secondo aspetto di cui andremo a scoprire qualcosa di più riguarda le rappresentazioni che il mondo intorno a noi ci fornisce riguardo le persone eccessivamente grasse o eccessivamente magre.

Come le ragazze di belledifaccia ripetono spesso, la rappresentazione che c’è nel mondo multimediale delle fisicità all’estremo non è quasi mai positiva. Parliamo, in questi casi di fatrepresentation (rappresentazioni delle persone grasse) e thinrepresentation (rappresentazioni delle persone magre).

(Troppo) Grasso e (troppo) magro non sono (solo) brutti, sono anche cattivi.

rappresentazioni: magro è cattivo
rappresentazioni: grasso e pazzo

Basta pensare a diversi esempi che spaziano in diversi campi. Quanti personaggi cattivi della Walt Disney sono caratteri con un fisico che nessun altro avrebbe?

Le principesse, anche se magre, hanno sempre un aspetto florido, guance piene, occhi vivaci. Crudelia De Mon è spigolosa e pallida. La Regina di Cuori è grassa e goffa.

Cerchiamo, nelle rappresentazioni che ci vengono in mente, del genere di film o animazione che più ci piace, un cattivo che non abbia anche un fisico sproporzionato rispetto alle “misure corporee standard”. Anche in Avengers Infinity War ed End Game, ad esempio, possiamo notarlo: oltre a Thanos che, in quanto Titano, ci aspettiamo avere delle caratteristiche fisiche diverse, il potente stregone Fauce d’Ebano è, ancora, eccessivamente magro. Così come Lord Voldemort e, al contrario, Codaliscia, basso e grassottello.

rappresentazioni: grasso e ingenuo

Le rappresentazioni fisiche vengono sfruttate per suscitare emozioni diverse.

In UP, Russel è un bambino grassottello ed ingenuo, Tristezza in Inside-Out è insicura e lagnosa, Spugna in Peter Pan è servile. Il fisico, portato ai suoi estremi in ogni senso, viene utilizzato per le spalle dei personaggi principali, mai protagonisti. Associando, ancora una volta, il canone di fisico standard e perfetto ad un qualcosa che merita di essere rappresentato.

Ingrassare e dimagrire per essere belli

Il primo esempio che si può portare è la serie tv “Insatiable”: Patty che da ragazza obesa si ritrova ad essere magra – ma non troppo – e con la paura di tornare brutta e grassa (anche se, come possiamo leggere qui, ci ricordiamo che non serve essere magri, se sei brutta dentro).

Eppure, qualcosa sta cambiando, lentamente. In “Come ti divento bella” Renée crede di essere diventata improvvisamente magra, inizia ad essere più sicura di sé, più bella, fino ad accorgersi che la bellezza viene da noi: se noi ci vediamo belli, anche gli altri lo faranno.

Ma, ancora, la protagonista si mostra insoddisfatta del suo corpo.

Ultimo esempio di questa lunghissima carrellata è un film Netflix arrivato in Italia i primi di maggio: Dumplin’ (tradotto con “Voglio una vita a forma di me”, piuttosto che “gnocco, raviolo, gommone” che magari non avrebbero attirato ma avrebbero dato chiaramente l’idea della forma fisica della protagonista). Will è una ragazza che inizia a partecipare ai concorsi di bellezza nonostante il suo fisico, che in nessun momento del film si dimostra insoddisfatta del suo corpo al punto di voler dimagrire ma, anzi, porta avanti la sua vita con un sorriso.

Magari qualcosa cambierà ancora nelle rappresentazioni dei corpi nel mondo del cinema? Non possiamo saperlo, ma lo speriamo.

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, scout e psicologa iscritta all'Albo A, perennemente oberata di impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura. E su quanto possiamo "lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato".

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