Marco Tardelli: alla ricerca dei valori perduti del calcio

Ospite del festival di Geopolitica Mare Liberum, organizzato da EASTWEST e associazione Diplomatici, Marco Tardelli, opinionista sportivo ed ex calciatore di Juventus e Inter, campione del mondo con l’Italia di Bearzot nei mondiali dell’ottantadue (dove segnò il secondo gol degli azzurri in finale), è intervenuto nella giornata di ieri, per parlare dei valori nel calcio moderno e di come quest’ultimo sia profondamente cambiato nel corso degli anni. 

Marco Tardelli, quanto la politica dentro il calcio, da Berlusconi in poi, può aver influito sui valori che il calcio moderno ha ormai perso?

Io non ho mai voluto mettere la politica nel calcio. Credo che i valori siano stati persi, ma non da tutti. Ci sono degli esempi, come quello di Gattuso che ha dato uno schiaffo in faccia a tutti, che ci dimostrano come nel calcio ci sia qualcuno che ha dei valori. Tuttavia il mondo cambia. Adesso gli agenti sono molto influenti, e hanno cambiato il rapporto tra i calciatori e le società.

Anche la Fiorentina sembra stia per passare in mano straniera. Il calcio italiano è sempre meno italiano.

Il calcio italiano, come quello di Spagna, Francia, Germania e Inghilterra, è sempre più globalizzato. Ormai non si può più stare nelle mura.

Eppure queste proprietà straniere sembrano non capire ancora bene le dinamiche che ruotano intorno a un’intera società, e sembrano essere interessate solo all’aspetto economico. Con una dirigenza italiana, che conosce le dinamiche di spogliatoio e il rapporto con i tifosi, un caso come quello di De Rossi si sarebbe potuto evitare?

Sì, non sarebbe accaduto, perché sarebbero stati più attenti. La Roma ha una società assente: il presidente vive in America, il braccio destro a Londra. Le difficoltà sono inevitabili. 

E il modello Juve invece? Può essere di insegnamento per le altre società del nostro calcio? 

La Juve ha sì una dirigenza italiana, ma che comunque fa parte di una proprietà straniera. Però è gestita dalla proprietà, che conosce bene le dinamiche. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. 

Sabato c’è la finale di Champions League: Liverpool o Tottenham? 

(Ci pensa qualche secondo…) Credo Liverpool. 

Francesco Guerra

Studente, speaker radiofonico, cinefilo, accanito lettore, ex calciatore miseramente ritiratosi dall'attività a soli 17 anni. Insomma, un tipo strano.

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