Nave da crociera contro battello: incidente a Venezia

Domenica 2 giugno il canale della Giudecca è stato lo scenario di uno scontro tra una nave da crociera MSC e un battello turistico. La MSC “Opera” ha urtato la barca fluviale River Countess ormeggiata a San Basilio. La causa sembrerebbe essere un guasto al motore della grande nave che non è stata fermata neanche dall’intervento dei rimorchiatori. Infatti, il comandante della MSC aveva segnalato un’avaria al motore che era per questo bloccato, ma in spinta, poichè la velocità aumentava. Due rimorchiatori hanno cercato di fermarla, ma un cavo di traino si è rotto per l’impatto con il battello fluviale.

L’impatto della nave

La MSC Opera, 275 metri per 65mila tonnellate di stazza, ha impattato con il River Countess avente a bordo circa 130 turisti. Sono rimaste ferite quattro persone tra i 67 ed i 72 anni sul battello e una sulla nave da crociera. Non sono gravi e alcune turiste sono già uscite dall’ospedale avendo riportato solo traumi ortopedici a causa della fuga. Tutti i testimoni raccontano delle urla di chi scappava e del rumore della sirena della MSC che ha suonato per dieci minuti. Tuttavia, il bacino era pieno di imbarcazioni pronte per lo sposalizio con il mare, una regata tradizionale poi annullata insieme al Corteo della Sensa. La MSC continuava ad accelerare nonostante l’intervento dei rimorchiatori Ivone C ed Angelina C. Alla Marittima vecchia il cavo di traino dell’Angelina è stato tranciato dall’impatto con la plancia del battello turistico fermo al molo, e la nave ha proseguito verso la banchina.

No alle grandi navi

Quanto si è verificato ha riacceso il dibattito sulla presenza delle grandi navi a Venezia. Dibattito in questi giorni molto attuale a causa dall’approvazione dell’Unesco all’ipotesi delle grandi navi a Marghera. Comune e Regioni sono così state agelovate, ma l’autorizzazione è stata contrastata da molte associazioni cittadine che chiedono le navi fuori dalla laguna. Il governo ha promesso che entro la fine di giugno si dovrebbe trovare una soluzione per allontanare le grandi navi dalla Giudecca e San Marco. Infatti, fonti del Mit affermano che il tavolo istituzionale sulle grandi navi a Venezia è da tempo in corso e si spera di trovare la soluzione definitiva migliore entro il mese di giugno. Lo stesso ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha affermato che, dopo tanti anni di inerzia, si è vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna sia il turismo.

Progetti per una grande nave

In realtà, un piano alternativo per far arrivare le navi attraverso la bocca di Malamocco e il canale Vittorio Emanuele è già stato elaborato. Questo progetto vede d’accordo Comune, Regione e compagnie crocieristiche, ma fino ad ora non aveva convinto il ministero dei trasporti alla cui guida c’è proprio Danilo Toninelli. Domenica pomeriggio, il Prefetto Zappalorto ha convocato un Comitato per l’ordine e la sicurezza. Questo ha prospettato l’idea di deviare almeno parzialmente ed in tempi brevi sul canale Vittorio Emanuele III il traffico delle navi da crociera per la stagione in corso nella Laguna di Venezia.

Navi verso Vittorio Emanuele

I lavori di scavo del canale Vittorio Emanuele richiedono, effettivamente, 3-4 anni più il tempo necessario per le valutazioni di impatto ambientale. In più, non si sarebbe evitato il problema perchè navi con quella stazza continuerebbero ad attraccare a Marittima, seppur evitando il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca. Il sindaco Brugnaro insime al Prefetto riaffermano la centralità della Stazione Marittima, prevedendo nel breve e medio periodo l’adeguamento del Canale Vittorio Emanuele. Il progetto Brugnaro ipotizza il passaggio dalla bocca di porto di Malamocco, attraverso Canale dei Petroli e Canale Vittorio Emanuele III fino alla Marittima, o fino a Porto Marghera per le navi più grandi. Tecnici romani e del Provveditorato alle Opere Pubbliche stanno esaminando invece, su indicazione del ministro Danilo Toninelli, tutte le 14 ipotesi del dicastero. In particolare si soffermano su quelle che prevedono gli attracchi a Chioggia, a Malamocco o al Lido. 

Monica Seminara

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