Sobrietà: perché non è nell’idea del Pride

E perché continuano a chiederlo
Pride month

Una delle richieste che fanno continuamente le persone che “al Pride non credono” è quella di avere una manifestazione che rispecchi una certa sobrietà. Perché il Pride è eccessivo e colorato e, soprattutto, pieno di perizoma, piume, parrucche.

È una delle contestazioni che viene fatta più spesso alle manifestazioni LGBT. Come si può combattere per i diritti civili mezzi nudi e mezzi vestiti? Chi prenderebbe sul serio qualcuno conciato in quel modo?

La sobrietà non è scomoda

Pride - sobrietà

L’idea del Pride è mostrare la festa oltre che la battaglia per i diritti. E tentare di normalizzarlo e renderlo una manifestazione qualsiasi è un piccolo attentato all’anima della celebrazione stessa. Perché il Pride deve essere scomodo, deve esporre la società a ciò che indigna e destabilizza.

Quando l’anno scorso sono andata al mio primo Pride, mi sono sentita fuori luogo, io così normale in mezzo a persone così eccentriche. E l’ho pensato, a volte, che servisse un minimo di sobrietà in più.

Ma la verità è che il Pride, con il suo superamento dei limiti, mette sotto gli occhi di chiunque il fatto che una cosa legale è, di fatto, fuori legge.

Non c’è sobrietà ma nemmeno tutto lo scandalo che si crede

pride month

Il motivo per cui le persone continuano a chiedere sobrietà nei vari Pride, è che al Pride, probabilmente, non ci sono mai stati.

Il Pride dà la possibilità al diverso di unirsi insieme. L’eterosessuale con l’omosessuale, il cisgender con il transgender, le famiglie ed i single. Sono lì, insieme, a ballare e cantare. Il Pride non è una cosa seria, è serio il messaggio che ha alla base ma, più di tutto, vuole essere un esempio di verità. Sono persone lì in mezzo, e quello che viene messo in campo è il modo di vivere di quelle persone. L’inclusività è la parola chiave del Pride. Puoi essere come vuoi, quello che vuoi, sarai accettato.

Sobrietà

E che, con un po’ di attenzione, anche le cose oscene possono essere accettate da chiunque.

Giulia Lausi

Giulia, 25 anni, scout e psicologa iscritta all'Albo A, perennemente oberata di impegni. Gli argomenti di cui scrivo vertono sulla parità di genere e su quanto ognuno di noi può fare per creare cultura. E su quanto possiamo "lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato".

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