Universitygate: baronaggio e nepotismi nell’Università di Catania

Inchiesta della Digos porta alla luce metodologie sommerse e raccomandazioni all’interno dell’Università di Catania. Il procuratore Zuccaro: «Un sistema squallido. Provo molta tristezza»

 

Università di Catania, cuore dell' Universitygate

Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, falsità ideologica e materiale, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, abuso d’ufficio e truffa aggravata.
Sono tante e pesanti le accuse piombate sulle teste dei ben 62 indagati (44 dei quali solo nell’Università di Catania) in tutta Italia dell’inchiesta ‘Università Bandita’ condotta dalla Digos di Catania che ha portato alla luce un meccanismo criminale e para-mafioso di assegnazione di cattedre, scambio di favori e corruzione.

Al vertice di questa “Cupola” si trova, secondo gli inquirenti, il rettore dell’Università di Catania Francesco Basile il quale avrebbe ereditato dal suo predecessore Giacomo Pignataro l’intero sistema e che ha truccato almeno 27 concorsi per docenti e ricercatori universitari.

Le intercettazioni 

«Non è un’attività illegale, ma insomma…».

Può riassumersi con questa frase, estrapolata da un’intercettazione di Pignataro, la mentalità fatta di frasi dette a metà, di ammiccamenti e pizzini che ha portato all’indagine aperta nel 2016. 
Indagine sicuramente non passata inosservata ad occhi e orecchie dei diretti interessati, dato che poco dopo l’insediamento l’appena eletto Basile chiese all’uscente Giacomo Pignataro se l’ufficio fosse stato bonificato dalle cimici.

Il materiale che emerge dai discorsi tra gli indagati è sinistro e preoccupante e ricorda certi modi di fare, parlare e operare della criminalità organizzata.

«Lui mi aveva detto di stare tranquilli che non l’avrebbe fatto, invece l’ha fatto, il cretino. Vabbè lo distruggeremo, è un uomo finito. Non c’è problema. […]Ci divertiremo. Lei non la consideriamo. Non andrà mai in una Commissione di dottorato né avrà mai un dottorando. Hanno pestato la merda! Ora se la piangono. […] Io ho fatto di tutto per darti la responsabilità dell’orto botanico, per farti avere questo posto di ordinario. Ora tu mi vieni incontro in Commissione».

No, non state leggendo le righe inedite de “Il Padrino” tenute nascoste da Francis Ford Coppola ma la trascrizione di un’intercettazione svolta nei confronti di Carmelo Monaco, direttore del dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali e tra i nomi grossi di questo “Universitygate”.

Gli intoccabili

«Perché poi alla fine qua siamo tutti parenti. Alla fine l’Università nasce su una base cittadina abbastanza ristretta. Una specie di élite culturale della città perché fino ad adesso sono state sempre quelle le famiglie».

Così parlò l’intercettato Basile. E così confermò il segreto di Pulcinella che avvolgeva certi nepotismi e nomine di alcuni docenti spesso assolutamente sprovvisti delle competenze per occupare una cattedra o insegnare.
Le indagini chiariranno metodi sommersi e interni all’Ateneo ma il “sistema squallido” tratteggiato dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro è tutt’altro che incoraggiante.

La decisione a tavolino di molte nomine, con la connivenza di membri esterni, non può far altro che alimentare e confermare quella visione classista che molti hanno nei confronti dell’ambiente universitario.
I cosiddetti “baroni” non sono macchiette o maschere fittizie. Sono esseri in carne ed ossa che manovrano da dietro le quinte e elargiscono favori seguendo meccanismi sommersi e spesso di difficile comprensione.

Paolo Laudani

Alessandro Todero

Classe 1992, nato alle pendici di Mongibello (comunemente conosciuto come Etna) a Catania, in Sicilia. Tra il profumo degli agrumi, e il sapore caratteristico degli arancini, ha intrapreso la via dell’attivismo politico-culturale promuovendone le diverse sfaccettature che si stanziano nel territorio catanese. Maturità artistica e Laurea in Pianificazione e tutela del territorio e del paesaggio, ha la propensione per i temi quali: Architettura, Arte ed Ambiente. Oggi trascorre il proprio tempo tra associazionismo, volontariato e studi di tutela ambientale presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) nel corso di laurea magistrale in Salvaguardia del territorio, dell’ambiente e del paesaggio. Un aggettivo caratterizzante? MULTITASKING!

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