Recensione a tiepido di Fate/stay night: Heaven’s Feel – II. lost butterfly

Il 18 e 19 Giugno è andato in onda nelle sale Italiane il secondo film che narrerà le vicende della terza, ed ultima, route della celeberrima visual novel Fate/stay night.

Distribuita come sempre dalla Dynit in collaborazione con la Nexo Digital, Fate/stay night: Heaven’s Feel – II. lost butterfly, è questo il nome della pellicola, ha avuto un successo maggiore rispetto al suo predecessore Heaven’s Feel – I. presage flower, ottenendo pure dei voti molto positivi da parte della critica.
Ci tengo a sottolineare che questa recensione conterrà degli SPOILER, quindi lettore avvisato mezzo salvato!

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Fate/stay night – Trama in pillole

La trama si riallaccia perfettamente al finale del capitolo precedente: vediamo uno Shirou Emiya distrutto dalla perdita di Saber, chiedere consiglio a Rin Tousaka in cerca di un modo per poter continuare a partecipare attivamente alla guerra del Santo Graal, cosa a lui al momento preclusa a causa della mancanza di un Servant, uno dei sette spiriti eroici che dovrebbe combattere al suo fianco e raggiungere il sacro calice.

Un uomo normale come lui, per quanto capace di utilizzare un pizzico di magia, non sarebbe in grado di affrontare uno scontro mortale come la guerra attualmente in atto a Fuyuki. Se ne ha una prova nei minuti successivi, quando cerca di recuperare Sakura Matou dal fratello violento Shinji, ritrovandosi a combattere con Rider. Nonostante la servant non sia al massimo della propria potenza a causa del proprio Master di infimo livello, è in grado di tenere a bada il ragazzo senza problemi. Solo l’intervento della vittima stessa riesce a fermare la servant, facendo però scatenare una serie di colpi di scena che portano la ragazza a perdere il controllo e a ferire se stessa e Shirou.

Veniamo a sapere quindi della vera identità di Sakura, in realtà sorella di Rin e data in adozione ai Matou, famiglia che ha ormai perso quasi tutto il proprio sangue magico, in qualità di erede. Questo porta un cambiamento nel rapporto tra Sakura, Rin e Shirou, che senza più segreti riprendono la loro vita quotidiana.

La Guerra per il Santo Graal però non può essere fermata e Zouken Matou ed il suo servant Assassin, continuano a mietere vittime con la complicità di una figura nera misteriosa (vagamente simile ad una medusa o ad un mocio un po’ troppo sporco) che riesce ad inghiottire gli spiriti eroici diventando sempre più forte.
In un finale che ci lascia con il fiato sospeso, veniamo a scoprire la verità che si cela dietro questa creatura distruttiva in un preludio ad un finale cupo e che non lascia molto spazio ad un possibile lieto fine.

Fate/Stay Night heaven's feel, 18-19 giugno al cinema

Dettagli tecnici

A livello di qualità non ci sono dubbi che il film sia di altissimo livello e che la trasposizione della route Heaven’s Feel sia quella più riuscita tra tutte quelle mai realizzate (Fate/Stay Night dello studio Deen che narra le vicende della prima route e Unlimited Blade Works degli stessi realizzatori del film).

La musica, che striscia sinuosa e malinconica, per poi esplodere con forza struggente, è uno degli ultimi lavori di Yuki Kajiura (che si era già occupata del film precedente e delle serie Fate realizzate dalla Ufotable), compositrice tanto brava quanto famosa nella terra del sol levante. La collaborazione con la cantante Aimer, anche lei una veterana del franchise, riesce a rendere mozzafiato l’atmosfera di un mondo che non sempre è stato in grado di esserne all’altezza.

La grafica è molto ben fatta ed i combattimenti, sebbene siano pochi e tutti concentrati al centro della pellicola, sono realizzati in modo gradevole e non troppo caotico. Le due gravi pecche stilistiche, sono legate ad una certa pigrizia nel riutilizzare lo stesso filtro per realizzare i fiocchi di neve che cadono sulla fredda città di Fuyuki, rendendo stancante la visione dello schermo dopo qualche minuto, ma soprattutto il cambio di stile grafico legato all’introduzione di un CGI parecchio intrusivo e poco curato e la misteriosa scelta del cambio stilistico all’interno delle scene erotiche.

L’Eros e la Ufotable

Che la visual novel di Fate/stay night avesse al suo interno delle componenti pornografiche è largamente risaputo, la trama stessa ci ruota intorno sfruttando il fatto che per recuperare il mana i Servant debbano stare più vicino possibile al proprio Master e che il rapporto sessuale sia il metodo più efficace per ottimizzare questo processo. Tuttavia non ero pronta, e nemmeno gli altri a giudicare dal mormorio che si è alzato in sala, al fatto che in quelle scene la Ufotable abbia deciso di cambiare completamente animazioni.

Le ombre, la regia e persino lo stile di disegno cambiano repentinamente, portando lo spettatore a chiedersi cosa stia succedendo e a cercare di pulire più volte le lenti degli occhiali. Una scelta davvero infelice quanto grave per uno studio d’animazione famoso per la pulizia e la bellezza delle proprie trasposizioni. Non è neanche possibile dare la colpa all’opera originale, in quanto hanno provveduto a modificare le dinamiche in modo da rendere il tutto un po’ più vanilla.

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Pro e contro della Farfalla Perduta

La vicenda si svolge in un modo abbastanza convincente, se non fosse per alcune informazioni inserite all’interno della pellicola totalmente a caso, dando un senso di confusione, o frustrazione, allo spettatore. Spiccano negativamente: “Ehi bambina che ho conosciuto ieri e voleva uccidermi, per caso conosci mio padre che è morto probabilmente prima della tua nascita?” e “Sakura torna a casa con me che sei ferita e piove tantissimo” o ancora “Senpai, lo sai che non sono più vergine?”.

A parte queste ingenuità legate però alla trasposizione dalla visual novel, il film mostra finalmente uno Shirou umano, con il quale si è in grado di simpatizzare. La sua rabbia, la sua paura e confusione sono realistici, diversamente dai capitoli precedenti della saga, riuscendo a rendere un personaggio stereotipato e piatto, adatto quindi ad essere il protagonista di una visual novel eroge, quasi realistico. La sua relazione con Sakura è genuina e ci porta a simpatizzare per loro, amici di vecchia data che scoprono pian piano i propri sentimenti. Il fatto che il ragazzo sia pronto ad abbandonare i propri ideali pur di continuare a stare con la persona che ama è umanamente dolce. Il salto di qualità a livello di scrittura è quindi difficilmente non riscontrabile, anche nell’intreccio della Guerra del Graal che non è più solo una battle royale, ma qualcosa in più. Un picco particolarmente alto nella caratterizzazione dei personaggi è rappresentato dalle scene di Gilgamesh, poche ma ottime, che lo riconfermano come il migliore dell’intera saga di Fate/stay night attraverso le varie route.

Piace meno come è sviluppata la componente morbosamente sessuale, intorno alla quale ruota il personaggio di Sakura. Il concetto dello stupro e della violenza viene trattato come un puro espediente narrativo che fa perdere la sensibilità dovuta all’argomento, ottenendo quindi l’effetto opposto a quello desiderato e trattando un tema delicato come la violenza sessuale senza empatia e reale interesse di denuncia. Esclusivamente di cattivo gusto sono le scene di masturbazione a causa della tremenda eccitazione che le provoca il “male” che ha dentro.

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In conclusione Lost Butterfly è un film godibile; inquietante, cupo e tremendamente imbarazzante in alcuni frangenti, ma che di sicuro merita tutto il successo che ha avuto. Era da parecchio che un finale non riusciva a lasciarmi totalmente senza parole, quindi non resta che aspettare il terzo capitolo, annunciato per la primavera 2020 con il nome di Fate/stay night: Heaven’s Feel III. spring song.

  • Elisa Rapisarda

Elisa Rapisarda

Studentessa di nome ma non di fatto, amante di tutto ciò che mi distragga dallo studio. Sono nell'ambito del volontariato dal 2016. Le mie giornate si dividono tra videogiochi, scrittura e parlare male di tutto ciò che guardo... soprattutto se mi piace.

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