Gigi è tornato

L’ex campione del mondo torna nella squadra più importante della sua carriera.
Contratto di un anno e futuro in dirigenza.

“Certi amori non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano.”
Quante volte abbiamo sentito questa canzone? Quante volte le parole di Antonello Venditti ci hanno ricondotto a varie ed eventuali vicissitudini calcistiche (e non)?
Quante volte nella vita abbiamo deviato dal nostro percorso per poi renderci conto che quello che cercavamo era proprio davanti ai nostri occhi?
Innumerevoli. Innumerevoli come le volte in cui un certo Gianluigi Buffon da Carrara si sarà chiesto se quel messaggio arrivato da Torino dovesse essere ascoltato.

«Gigi, se proprio devi andare al Barça a fare il secondo tanto vale tornare a casa». Doveva apparire grossomodo così il messaggio che Andrea Agnelli ha inviato a Gigi Buffon che dopo neanche un anno dalla sua partenza atterra a Caselle e torna nella squadra che l’ha reso il portiere più forte della storia del calcio.
3 luglio 2001. 4 luglio 2019. Esattamente diciotto anni dopo il primo sbarco all’ombra della Mole, il cerchio si chiude e la nuova vita bianconera di Buffon può ricominciare. 

La domanda che però frulla nella testa di molti tifosi e addetti ai lavori in questi giorni iniziali di calciomercato è la seguente: Buffon sarà un valore aggiunto per la Juventus?

Buffon indosserà la maglia 77, portafortuna durante la sua avventura al Parma
Buffon indosserà la maglia 77, portafortuna durante la sua avventura al Parma

Perché sì 

Buffon è un monumento del calcio e una bandiera della Juventus.
Il suo carisma e la sua leadership sono qualità sempre riconosciutegli e che possono aiutare una squadra a trovare le motivazioni quando la tensione si allenta e i nervi si rilassano. In un’annata di svolta a Torino era importante trovare un caposaldo, una certezza alla quale stringersi e che potesse guidare la strada nei momenti di smarrimento; in tal senso Buffon è sicuramente l’uomo adatto, la figura che può prendere sulle sue spalle larghe le pressioni di una squadra alla quale è chiesto ogni anno di vincere tutto.
Se poi ha accanto un altro emblema della juventinità come Chiellini, sembra chiaro che la solidità dello spogliatoio possa soltanto guadagnarne.

In secondo luogo ci sono i record che, per quanto siano numeri meramente statistici, sono ugualmente affascinanti. 
Giocando otto partite Buffon potrebbe superare il record di partite giocate in Serie A attualmente detenuto da Paolo Maldini, fermo a quota 647.
Se vogliamo entrare nel campo della scaramanzia, invece, Buffon potrebbe diventare il primo giocatore a vincere 10 campionati italiani.


L’obiettivo più ambito è sempre la Champions League e anche qui il record che Buffon potrebbe mettere nel mirino sarebbe quello di giocatore più anziano ad alzare la coppa più prestigiosa del Vecchio Continente. Anche qui il primato è detenuto da Paolo Maldini che nel 2007, a 38 anni, sollevò il trofeo.

Altro elemento importantissimo è l’esperienza che Buffon (ri)mette al servizio della Juventus. Dall’alto della sua carriera ultra ventennale la Juventus potrà godere di un sostituto di lusso a un certo Wojciech Szczęsny.
Tek, così come è stato soprannominato dallo stesso Buffon, avrà le spalle ben guardate e potrà stare tranquillo quando lascerà la porta nei guanti del carrarese.

 

 Wojciech Szczęsny, attuale portiere della Juventus

Wojciech Szczęsny, portiere titolare della Juventus

Perché no

Si scrive esperienza, si legge età
Potrebbe essere questa l’arma a doppio taglio della seconda vita juventina di Buffon. L’ex campione del mondo compirà il prossimo gennaio 42 anni e i riflessi a quest’età potrebbero, giustamente, non essere quelli di un portiere nel pieno possesso del suo fisico e delle sue abilità. Il ruolo dell’estremo difensore è chiave sia che esso giochi dieci minuti in tutta la stagione, sia che venga considerato titolare inamovibile. Starà a Gigi dimostrare per l’ennesima volta che l’età sulla sua carta d’identità è solamente relativa.

Il “no” più grande a questo ritorno è un filo rosso che conduce direttamente a Mattia Perin. 
Con il ritorno di Buffon l’estremo difensore prelevato un anno fa dal Genoa si trova definitivamente tagliato fuori dalle gerarchie ed è chiaramente spinto a cercare un altra sistemazione che al momento sembra essere all’estero, forse in Portogallo.
A parere di chi scrive il più grande errore che Paratici potrebbe commettere adesso sarebbe quello di vendere Perin con una formula secca.
Perdere il controllo di un portiere capace come Mattia sarebbe un grave errore, anche considerando che dopo quest’anno Buffon si ritirerà.
L’opzione più lungimirante sarebbe invece cedere l’ex Genoa con una formula che permetta alla Juve di mantenere una prelazione o comunque un certo controllo sul suo cartellino.


Le leggende non muoiono ma comunque si ritirano.

 

Mattia Perin ai saluti dopo l'arrivo di Buffon
Mattia Perin ai saluti dopo l’arrivo di Buffon

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