Marvel’s Spider-Man: Recensione

 Dopo 4 anni di assenza dalla sua ultima apparizione videoludica, tratta da Amazing Spider-Man 2, e ben 7 dall’ultimo videogioco non associato all’uscita di un film (Spider-Man Edge of Time), il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere torna in versione virtuale a combattere i criminali sull’isola di Manhattan. Sarà riuscito lo sviluppatore Insomniac Games (Spyro, Ratchet & Clank, Resistance) a rendergli giustizia?

Vediamolo insieme!

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In che universo siamo stavolta?

L’impostazione della storia di Peter Parker è quella classica ma Insomniac si prende qualche libertà per dare maggiore spessore ai protagonisti. Sono passati infatti 8 anni dal morso del ragno radioattivo, Peter si è laureato e lavora come assistente (poco retribuito ovviamente) presso la Octavius Industries, dividendosi tra lavoro, vita privata e il volontariato al centro F.E.A.S.T. Qui lavora zia May, che gestisce il centro e che si discosta dall’impostazione fumettistica di “vecchietta cagionevole” per dare spazio ad una donna forte che, nonostante l’età, non si tira indietro dall’aiutare il prossimo. Non da meno è Mary Jane Watson, che passa da modella a giornalista investigativa per il Daily Bugle e che, stanca di essere la donzella in difficoltà, terrà testa al nostro Spider-Man.

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Peter Parker: ricercatore e super eroe

Per molti questa rottura con i canoni classici potrebbe far storcere il naso, ma andrebbe interpretata (e giocata) nel giusto modo: Insomniac ha preso i personaggi con cui la maggior parte degli appassionati è cresciuta, e li ha fatti maturare. May ha reagito alla morte del marito Ben rimboccandosi le maniche e dandosi da fare, facendo suo lo stesso messaggio di Peter (“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, ma lo sapete già, no?) mentre Mary Jane ha ricevuto un notevole rimaneggiamento, in favore di un personaggio più determinato ad essere la compagna dell’eroe piuttosto che la vittima da sottrarre alle grinfie del super cattivo di turno, acquisendo così un tratto più moderno.

Che siate d’accordo o meno con queste rielaborazioni, il tentativo è ben riuscito all’interno del gioco, e crea un substrato narrativo su cui la trama può ancorarsi stabilmente, dando spazio ad una storia piena di pathos come solo il binomio Peter Parker-Uomo Ragno sa fare. Nonostante ciò, la narrazione è inizialmente molto lenta e dovremo arrivare oltre la metà del gioco, dove i tasselli della storia vengono lentamente disposti, prima che gli eventi comincino a farsi realmente interessanti.

Da grandi poteri…

Peter è sia uno scienziato che un inventore provetto e Spider-Man ne trae tutti i benefici. Avremo infatti a disposizione una serie di gadget, utili in combattimento, nelle fasi furtive e per risolvere enigmi basilari che si adatteranno bene alle nostre necessità e stili di gioco. Questi ultimi andranno dall’affrontare i criminali di turno, attaccandoli direttamente dando inizio ad uno scontro, alle azioni furtive, spesso lasciandoci la scelta dell’approccio. I combattimenti potrebbero ricordarvi quelli di un certo pipistrello ma, preso spunto dall’ottima base di Rocksteady (come moltissimi altri titoli negli ultimi anni), il tutto è stato adattato al tessiragnatele, prendendo in considerazione le sue caratteristiche peculiari, che gli permettono di affrontare anche i nemici armati senza dover ricorrere a tattiche furtive. Ne deriva quindi uno stile di gioco molto frenetico, raramente forzato alla furtività, con annessi combattimenti aerei, schivate frequenti (che non ci garantiranno l’immunità da ogni attacco a meno di essere ben direzionate) e ragnatele ovunque. I comandi sono precisi e privi di ritardi, e la priorità viene sempre data alla schivata quando premiamo l’opportuno tasto, dando così un ottimo livello di risposta e controllo del protagonista anche nelle situazioni più concitate.

 

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I gadget verranno migliorati raccogliendo diverse tipologie di gettoni, legati ad attività secondarie che verranno man mano sbloccate con l’avanzare della storia, sommergendo la mappa di occasioni per divagare dalla trama stessa. Oltre alle ragnatele, Spider-Man potrà migliorare se stesso salendo di livello, aumentando così il proprio repertorio di mosse (scegliendo determinate abilità) e le proprie statistiche (vita, danni e velocità di oscillazione), dando un margine di vantaggio al giocatore ma senza influenzare pesantemente il bilanciamento dei combattimenti. Dulcis in fundo, potremo costruire nuovi costumi per l’arrampicamuri usando gli stessi gettoni utilizzati per i gadget, sbloccando nuovi aspetti ma soprattutto nuove abilità speciali. Queste condividono una meccanica di base, ovvero l’attivazione schiacciando entrambi gli analogici e un tempo da aspettare per riutilizzare l’abilità, ma variano molto tra loro. Ispirandosi infatti alle peculiarità di ogni costume di Spider-Man, avremo la possibilità di lanciare ragnatele a 360°, creare copie olografiche, elettrificare i guanti, diventare invisibili, aumentare passivamente il livello di Concentrazione (la barra che ci permette di curarci, aumentare i danni ed effettuare K.O. istantanei) e non solo. Il risultato è una elevata personalizzazione dello stile di gioco, nei limiti del genere, unita inoltre alla possibilità di equipaggiare fino a 3 potenziamenti che saranno invece totalmente passivi. È un peccato però che non venga quasi mai segnalata la provenienza fumettistica dei vari costumi, cosa che avrebbe permesso agli appassionati di avvicinarsi anche alle imprese cartacee, valorizzando così il titolo videoludico come ponte tra i vari adattamenti del ragno.

… derivano grandi responsabilità

Spider-Man fa parte di quel gruppo di eroi definiti “di quartiere”, ovvero quegli eroi che non si occupano di conflitti intergalattici o di invasioni planetarie, ma di tenere le strade sicure dai criminali comuni e non, spesso intimamente legati alla propria città da un forte senso di appartenenza. Questo senso di responsabilità e protezione si riflette sulla struttura e sul tipo di sensazione che lasciano le attività secondarie (in particolare i “Crimini”) in cui incapperemo durante i nostri spostamenti. Da bravi eroi di strada, infatti, tenderemo ad intervenire in ogni scaramuccia per rendere più sicura New York. La città, per quanto sia grande, sarà pienissima di crimini da sventare, trasformando un semplice spostamento in una serie di missioni senza soluzione di continuità. Per quanto il sentimento generale sia positivo e i combattimenti piacevoli, il tutto alla lunga tende, però, ad essere ripetitivo. Gli inseguimenti in auto (una tipologia dell’attività “Crimini”) hanno 2 o 3 sequenze video, che variano solo nell’aspetto visivo ma non nella componente interattiva: si schiva e si preme quadrato per mettere KO uno ad uno gli occupanti del veicolo, fino a svuotarlo e fermarlo premendo rapidamente quadrato. Non brillano per varietà nemmeno altre attività come le basi criminali, che funzionano come arene ad ondate crescenti di difficoltà, ma che si dimostrano comunque divertenti grazie alla formula dei combattimenti, intensa e veloce, ben consolidata negli anni. Impossibile non citare l’immensa quantità di riferimenti all’universo Marvel e che potremo facilmente scoprire grazie agli “Zaini”, collezionabili che citeranno gli eventi passati di Spider-Man (per chi ha letto i fumetti saranno una piacevole sorpresa) e i “Luoghi Simbolo”, strutture da fotografare che andranno dall’ambasciata del Wakanda fino allo studio Nelson & Murdock e alla torre degli Avengers.

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La città è piena di luoghi simbolici che strapperanno più di un sorriso ai fan Marvel

Brillano, infine, per la loro difficoltà le “Sfide”: serie di attività fonte dei relativi gettoni e caratterizzate da una componente arcade. Avremo infatti dei punteggi da battere e, a seconda del traguardo raggiunto, aumenteranno le ricompense in gettoni. Facile più a dirsi che a farsi: per diventare “Spettacolari” saranno necessari molti tentativi, mettendo a dura prova i nostri sensi di ragno. Il bilanciamento della spesa di questi punti è però buono, e non sarà necessario ottenere il massimo risultato in ogni sfida per sbloccare ogni oggetto. D’altra parte, le attività secondarie vengono sbloccate molto lentamente durante la partita, creando una sorta di collo di bottiglia in cui si tende ad accumulare gettoni di un certo tipo e non poterli spendere per il mancato accesso ad altri.

Una città: tanti eroi e tanti nemici

Nel suo “secondo lavoro” di eroe, Peter Parker non è da solo. Se infatti avremo modo di girare liberamente come Spider-Man, durante le missioni principali prenderemo occasionalmente il comando di altri personaggi che aiuteranno il protagonista nelle sue imprese, svolgendo indagini parallele o collaborando direttamente con Spidey. Ciò cambia drasticamente le dinamiche del gioco, che si trasforma improvvisamente in uno stealth, dove dovremo nasconderci dai criminali ed essere visti porterà ad un rapido Game Over. L’alternanza di protagonista è un ottimo escamotage per approfondire i personaggi in questione e cambiare ritmo e azione di gioco. Anche qui avremo infatti una curva di crescita, con piccole abilità che verranno sbloccate ad hoc per una missione o che terremo fino alla fine della narrazione. Non si tratta però di un vero e proprio cambio di genere, ma piuttosto di un modo per diversificare: le fasi furtive sono brevi e lineari, dove dovremo semplicemente spostarci da un punto ad un altro eludendo i nemici, ma offrono l’occasione di guardare le scene da un punto di vista più umano e vulnerabile.

 

“Finite le ragnatele?”

L’azione si alternerà anche tra i due alter-ego, con un Peter Parker chino sul microscopio nel tentativo di creare una nuova tecnologia che possa migliorare il mondo o con uno Spider-Man che dovrà entrare nella rete di sorveglienza Oscorp. Ciò si tradurrà in una serie di rompicapi da risolvere, di difficoltà sempre crescente ma mai frustranti. Per chi non apprezza queste meccaniche, sarà comunque possibile saltare i rompicapi legati al proseguimento della storia. Per quanto riguarda le battaglie contro i boss, queste sono relativamente semplici e caratterizzate da schemi facili da individuare e sfruttare. Nonostante la semplicità, conservano comunque un eccellente effetto scenico e si diversificano una dall’altra in quanto ad ambientazioni e metodi per sconfiggere il super criminale di turno.

Musica, maestro!

Un incredibile e magistrale ruolo è svolto dalla colonna sonora. Con un sound che ricorda molto i film di Sam Raimi, ogni scena è arricchita, grazie alla musica, da un senso di epico eroismo che ci accompagnerà nei momenti più frenetici e in quelli più drammatici. Per citare un esempio: quando ci ritroveremo in cima ad un palazzo e lanceremo la prima ragnatela per spostarci, cominceremo a sentire un coro e la musica inizierà col suo sottofondo. Questa perfetta sincronizzazione tra azioni comuni e colonna sonora contribuisce fin dal primo impatto ad entrare in sintonia con l’atmosfera di Spider-Man, aiutandoci ad indossare i panni del nostro eroe.

Oscillare richiederà una buona dose di allenamento ma non perderà mai il suo magico fascino

PRO  CONTRO

Tante attività secondarie da completare…

… che risultano mal distribuite e ripetitive

Trama intensa e ricca di pathos…

… che impiega molto tempo per ingranare

Oscillare e combattere il crimine per New York non è mai stato così divertente

 

 

 

In breve:

Marvel’s Spider-Man è il perfetto punto d’incontro per un pubblico di grandi e piccoli appassionati dell’Uomo Ragno e riesce nell’impresa di accogliere un bacino di utenti estremamente ampio grazie ad un protagonista adatto a tutte le età. Veloce e divertente, si adatta facilmente sia a chi gioca con spensieratezza sia a chi cerca un titolo su cui passare decine di ore, dando il giusto peso ad una trama che si prende tutto il tempo ma che arriva ad un climax emozionante. I difetti sono per lo più legati alla struttura di gioco dei titoli a mondo aperto e non ne pregiudicano in maniera decisiva l’esperienza. L’esclusiva Sony è destinata a brillare senza dubbio tra i titoli migliori di questa generazione videoludica, regalandoci uno Spider-Man all’altezza di ogni aspettativa.

Voto: 8.8

Marco Stramondo

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