Anime Estivi 2019 – Fire Force: la squadra dei pompieri esorcisti

Eccoci qui con la prima di quattro recensioni che dedicherò alle nuove serie anime in uscita quest’estate. Sono davvero tantissimi, quindi ho deciso di prendere quelli che mi sembravano i più attesi sul web e ho deciso di guardare il primo episodio e di mettere per iscritto le mie impressioni a caldo.
Ho deciso di iniziare con Fire Force essendo il più facile da reperire sul web e soprattutto gratis. Avevo visto di sfuggita solo qualche immagine che lo definiva “l’anime con i pompieri che usano il fuoco”, quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. Nel caso vi interessi potrete trovare Fire Force completamente gratis sul canale Youtube della Yamato Animation!

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Cenni di trama

Enen no Shouboutai, è questo il nome originale dell’opera, ci immerge fin dai primissimi secondi una Tokyo nell’anno 198 dell’Era del Sole, dove una persona prende misteriosamente a fuoco, diventando un mostro. Vengono quindi chiamati dei pompieri per occuparsi del caso: non sono però dei normali vigili del fuoco, ma degli esorcisti dotati di svariati poteri ed accompagnati da una suora. Il loro compito è donare pace alla povera vittima, esorcizzandola e distruggendo il suo nucleo.

Facciamo così la conoscenza del protagonista e del resto della squadra della quale seguiremo le vicende. Ci viene quindi introdotta una po’ la base su cui si basa la narrazione, ovvero la comparsa improvvisa di questi fenomeni di autocombustione che hanno portato l’essere umano a doversi adattare per dover sopravvivere. Non tutti infatti perdono il controllo e diventano dei mostri, come avviene alla così detta “Prima Generazione”, ma alcuni sono in grado di controllare le fiamme nei modi più disparati costituendo la “Seconda Generazione” e altri ancora di permettere ad una parte del corpo di prendere fuoco, ma senza perdere il controllo. Vengono definiti “Terza Generazione” ed è proprio di questa categoria che il nostro protagonista fa parte.

Shinra Kusakabe, è infatti un ragazzo in grado di sprigionare fuoco dai propri piedi, ottenendo quindi una potenza e velocità fuori dall’ordinario. Il suo sogno è quello di diventare un eroe e risolvere il mistero legato alla morte della madre e del fratello del quale è stato incolpato. Per farlo decide di unirsi all’ottava brigata speciale, composta da persone con i poteri e le personalità più disparate che sin da subito riuscirà ad avere con lui una certa intesa. Riuscirà Shinra nel suo obbiettivo?

Semplice shonen con i pompieri o c’è di più?

Questo primo episodio ci porta a pensare come la trama non sia nulla di particolare: uno shonen nudo e crudo, con tanto di classificazione dei poteri accattivanti e vari. Tuttavia la presenza innovativa dei pompieri e il ritmo di narrazione sapientemente giostrato, riesce a rendere un anime a primo impatto mediocre, un’opera piuttosto accattivante.

Come ogni opera del genere, ovviamente le sue basi si fondano sul valore del lavoro di gruppo e sull’amicizia, oltre che sulla solidarietà nei confronti degli altri. E’ con una tetra rassegnazione che gli abitanti di questo mondo accettano la realtà: quando una persona prende fuoco non c’è più nulla da fare, si può solo sperare di riuscire a salvare la sua anima e di limitare il numero di feriti.

Pare che si punti a fare passare in secondo piano la gravità della situazione, forse per rendere chiaro come gli abitanti di quel mondo si siano dovuti abituare a questi fenomeni per sopravvivere. Non ne è la prova il fatto che alcuni esseri umani siano “mutati” e diventati in grado di controllare il fuoco che avrebbe dovuto ucciderli?

Dai mangiatori di anime agli esorcisti pompieri

Si nota subito la mano esperta del creatore, sia nei disegni che nella scrittura. Si tratta infatti di Atsushi Ōkubo famoso per il suo “Soul Eater”, che richiama nei temi cupi trattati con leggerezza, in modo da non appesantire la visione, il nostro Fire Force.

Un po’ meno accattivante è la storia tragica del protagonista, dove vari indizi portano un osservatore attento ad intuire fin dal primo momento il possibile svolgimento della vicenda che ha condizionato in modo totale la vita di Shinra. Non si capisce bene se si tratti di una ingenuità dell’autore o di una scelta voluta per rendere la propria opera più accessibile al pubblico. Un po’ come la presenza del fan service fuori luogo, che serve per allentare i bollenti spiriti. Letteralmente.

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Nonostante questi possibili difetti sul piano narrativo, l’opera è molto divertente ma soprattutto ottimamente realizzata. Le animazioni, realizzate dallo studio David Production (già famoso per la produzione associata dell’anime “Soul Eater” con lo studio Bones e per aver realizzato gli anime della varie serie de “Le Bizzarre Avventure di Jojo”), sono estremamente aerodinamiche e curate. I colori, soprattutto delle fiamme, sono vividi e contrastano con il clima cupo generale. Le musiche sono realizzate da Kenichiro Suehiro, che in questi ultimi anni ha avuto un boom di popolarità per aver realizzato le colonne sonore per anime come “Re:Zero”, “Goblin Slayer” e “Cells at Works”.

In conclusione, consiglio la visione della prima puntata di “Fire Force”. È un anime capace di intrattenere e che riesce a catapultare facilmente lo spettatore in un modo nel quale i pompieri utilizzano esorcismi, proiettili e fiammate dai piedi per sconfiggere dei mostri di fuoco.

Elisa Rapisarda

Elisa Rapisarda

Studentessa di nome ma non di fatto, amante di tutto ciò che mi distragga dallo studio. Sono nell'ambito del volontariato dal 2016 ed ho un rapporto complicato con le ambulanze che guido. Le mie giornate si dividono tra videogiochi, scrittura creativa e parlare male di tutto ciò che guardo... soprattutto se mi piace.

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