Intelligenza artificiale, ha già sconfitto l’uomo?

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Parliamo della rivalità tra intelligenza artificiale e quella umana.

Il 2019 è sicuramente un anno indicativo per la sfida uomo vs macchina.

Lo scontro risulta impari già a partire da diversi anni.

In particolare, da quando i circuiti elettrici della tecnologia digitale hanno iniziato a elaborare quantità di informazioni sempre più grandi.

Davvero può parlarsi di una sfida?

In realtà grossa parte degli studiosi, ma anche delle persone comuni, è convinta che l’intelligenza artificiale (IA) porterà benefici per l’umanità.

Si pensa cioè che le macchine amplieranno le funzioni umane (braccia elettroniche, memoria estensibile, realtà aumentata etc.).

Tutto andrà così bene?

A tracciare i possibili esiti dell’evoluzione dell’IA sull’umanità è il fisico statunitense Max Tegmark nel suo libro “Life 3.0”, tradotto anche in Italia dall’Editore Raffaello Cortina.

Lo scienziato fa notare come la crescita delle tecnologie digitali sia profondamente legata all’idea che gli uomini hanno di “sviluppo”.

In sostanza l’IA segnerà per l’umanità un grosso cambiamento, ma pur sempre un cambiamento guidato dagli uomini.

Sfida o no, i computer cominciano a sconfiggere le persone.

Sembra ormai lontano l’anno 1997, quando Deep Blue della Ibm, sconfisse il campione mondiale di scacchi Garry Kasparov

Più di recente, nel 2016, Alpha Go di Google ha battuto tutti i più grandi campioni del mondo nel gioco da tavola cinese Go.

Go è un gioco strategico, nel quale l’intuizione del giocatore ha un ruolo predominante.

La disfatta definitiva: i videogames.

Il 2019 si è aperto con un’ulteriore sconfitta per l’intelligenza umana 

Sempre Google, attraverso Deep Mind (impresa sull’IA, controllata da Alphabet), ha battuto alcuni giocatori nel videogioco Ruba bandiera in 3D.

Più di recente, un’altra IA sviluppata da Google ha sbaragliato i più forti giocatori nel videogioco strategico Star Craft II.

Incredibile vedere le facce dei partecipanti in carne ed ossa “accettare la sconfitta”

Com’è stato possibile tutto questo?

Max Tegmark riesce a spiegare con parole semplici questa disfatta.

Gli ingeneri infatti sono riusciti a sviluppare una tecnologia chiamata apprendimento di rinforzo.

I computer riescono cioè ad apprendere in maniera continua le migliori mosse in base agli stimoli che ricevono dalle precedenti esperienze.

 

La foto di copertina è volutamente provocatoria.

Come ci insegna il fisico statunitense di fama mondiale

“Quella dei robot umanoidi è una finta preoccupazione.

La vera sfida si gioca sul piano dell’intelligenza”.

Lo scienziato quindi suggerisce di discutere ampiamente di nuova tecnologia.

La discussione dovrà riguardare il piano politico, del diritto e soprattutto etico.

Ciò ci permetterà di arrivare preparati alle sfide che l’intelligenza artificiale ci riserverà in futuro.

 

In copertina immagine tratta dal film “Io Robot”, del 2004.

Salvatore Palumbo

Salvatore Palumbo

Sono Salvatore ho 26 anni e sono un giurista, vivo e lavoro in Sicilia. Sono dottorando di ricerca presso Unipa, dove sto sviluppando un progetto di ricerca su cittadini e pubblica amministrazione. "Il sapere deve essere seminato. Il sapere non deve essere un'elitè" Andrea Cammilleri

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