Domino: poca sostanza nel nuovo film di Brian De Palma

La trama di “Domino”

Ci sarebbero tante cose (negative, per lo più) da dire su “Domino”, il nuovo film di Brian De Palma uscito lo scorso 11 luglio. Di sicuro quest’ultimo lavoro non rispecchia assolutamente il cinema di De Palma, da sempre sinonimo di grandi film. Partiamo dalla trama: 

L’ufficiale di polizia danese Christian Toft lascia il suo appartamento, dimenticando di portare con sé la pistola. Prende in prestito quella del suo compagno Lars Hansen, che viene assassinato da Ezra Tarzi, un membro dell’ISIS. Si scopre che un agente della Cia, Joe Martin, ha fatto di Ezra un agente doppiogiochista. Con l’aiuto della poliziotta Alex, che aveva avuto una relazione con Lars per anni, Christian inizia una caccia per vendicare la morte del compagno.

Una produzione difficile

Per capire bene come sia stato possibile che De Palma dirigesse un film così brutto, bisogna fare un salto indietro. 

“Il regista ha ereditato un progetto non suo, per il quale non avrebbe avuto il final cut e avrebbe dovuto accontentarsi di effetti speciali improvvisati. La produzione ha inoltre accorciato di ben sessanta minuti il film, dai quasi 120 preparati dal regista agli 89 della versione finale.” (Mondofox)

A tal proposito, lo stesso De Palma ha poi dichiarato in un’intervista: 

Domino non è un mio progetto, non ho nemmeno scritto la sceneggiatura.(…) Ho avuto molti problemi a finanziare Domino. Non ho mai avuto un’esperienza peggiore sul set di un film. La maggioranza della nostra troupe non è ancora stata pagata dai produttori danesi. Il film è finito e pronto per uscire, ma non ho la minima idea di quale sarà il suo futuro, dal momento che ora come ora è nelle mani dei produttori. Questa è stata la mia prima esperienza in Danimarca, e probabilmente anche l’ultima.

 

Cosa non va

Insomma, il pessimo risultato ottenuto dal film deriva da una difficile situazione di produzione. I problemi sono numerosi, tanti da far sembrare il film una divertente e grottesca parodia del genere poliziesco. 

Seppur con un ottimo cast (Nicolaj Coster Waldau, Carice Van Houten e Guy Pearce) nulla sembra funzionare. 

La sceneggiatura scritta da Petter Skavlan non ha alcuna sostanza e confonde più chiarire. A circa metà del film, la trama appare come un terribile fritto misto tra cia, isis, intrecci internazionali, depistaggi e tradimenti amorosi. Il film è estremamente prevedibile e nel calderone di trame e sottotrame che vengono aperte perde ogni sua identità. Aleggia, dunque, un quesito:  Domino è un film su cosa? Di cosa parla esattamente? Nemmeno il finale ce lo sa dire.

Anche le recitazioni sono sottotono, come se gli stessi attori fossero consapevoli che qualcosa non andava in tutto il processo. Nessuno dei protagonisti sembra convinto di ciò che sta facendo. 

Andiamo a un altro punto: le scene violente. Tutto il film è condensato di scene di violenza o di azione che, a un certo punto, si trasformano in drammi comici e irreali. Sin dall’inizio ognuna di queste situazione appare forzata e poco studiata. Ma è nel finale che il film raggiunge il livello più basso. La scena dell’attentato, che dovrebbe essere l’apoteosi del film, è in realtà una scena brutta, goffa e scialba. Tutto appare troppo forzato. Nemmeno le tecniche di regia usate (montaggio rapido e alternato, uso dei colori, slow motion) riescono a fornire la necessaria tensione. 

Tuttavia, come affermato dallo stesso Brian De Palma, il film è stato decisamente manomesso. Mancano circa trenta minuto del girato; il taglio finale ha portato a un animale invertebrato privo, probabilmente, di una decisiva parte del corpo (dei 120 minuti girati da De Palma, ne restano solo 89).

Sicuramente questi minuti in più non avrebbero reso diverso il risultato complessivo del film, tuttavia avrebbero potuto dare maggiore vigore alla trama. 

 

 

 

Francesco Guerra

Studente, speaker radiofonico, cinefilo, accanito lettore, ex calciatore miseramente ritiratosi dall'attività a soli 17 anni. Insomma, un tipo strano.

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