I dolori del giovane Antonio

La stagione non è ancora iniziata ma il neo allenatore si fa già sentire. Tra acquisti ed esuberi bloccati Antonio Conte sbuffa già.

“Anno nuovo, vita nuova”.
Recita così il vecchio adagio che rivisto in chiave pallonara diventerebbe “anno nuovo, vita nuova, Conte vecchio”. La stagione calcistica non è ancora iniziata ma i pochi movimenti in casa nerazzurra stanno già facendo surriscaldare l’animo del fumantino leccese. 

Le frecciatine non risparmiano nessuno e tra entrate mancate e uscite bloccate Antonio Conte si fa sentire. 
Ma cosa c’è che non va? Cerchiamo di capirne qualcosa in più

 

Antonio Conte non le manda a dire
Antonio Conte non le manda a dire

Attacco spuntato

La preoccupazione principale di Conte è, al momento, la mancanza di attaccanti puri nel roster interista di questo pre-stagione.
L’unico giocatore capace di soddisfare le caratteristiche del bomber è Lautaro Martínez, tra l’altro assente dalla tournée asiatica per recuperare dalle fatiche sudamericane e per sopperire alla mancanza di un attaccante di razza Conte si sta dovendo arrangiare schierando giovani non ancora pronti ad essere gettati nella mischia del campionato o adattando giocatori che prime punte non lo sono mai state.
Il caso topico è quello di Ivan Perišić che dopo una carriera passata da esterno d’attacco è stato forzatamente spostato a 30 anni suonati qualche metro più indietro nel ruolo da esterno nel centrocampo a 5 del nuovo allenatore.
Nuovo allenatore che si è poi lamentato in conferenza stampa dicendo che il croato non è adatto alla nuova posizione inventata estemporaneamente. Per la serie “la scoperta dell’acqua calda”. 

Un grande giocatore è sicuramente quello che si sa riciclare e che all’occorrenza riesce a giocare in più parti del campo ma parlando di Perišić  non possiamo sicuramente metterlo in questa categoria. La discontinuità degli ultimi anni è un campanello d’allarme che Conte non può non aver notato.
Senza scomodare un eroe del Triplete interista basti pensare a un giocatore come Mandžukić che si è saputo reinventare da “anziano” ad un ruolo, quello di ala sinistra, che prima di allora non aveva mai ricoperto. Il gigante croato non è sicuramente il migliore nella sua posizione ma il suo esempio ci è utile a capire che sapersi riadattare è la chiave per la sopravvivenza.
Chiamatelo pure darwinismo contiano.

Il futuro di Ivan Perišić sembra indecifrabile come la scritta sulla sua maglia.
Il futuro di Ivan Perišić sembra indecifrabile come la scritta sulla sua maglia.

Che fine hanno fatto?

Correlata a queste problematiche è la mancanza a preparazione iniziata di  Džeko e Lukaku, attaccanti che sono accostati da settimane ai nerazzurri ma per i quali si stenta a trovare un accordo. 
Le trattative per entrambi i giocatori sono di importanza capitale per l’Inter e servono a costruire una rosa alla quale, anche quest’anno, è richiesta una definitiva prova di maturità.
Chi vende, vedi Man United e Roma, questo lo sa bene e non esita a tirare sul prezzo: gli inglesi chiedono un ottantina di milioni mentre dalla Capitale le richieste per il bosniaco si aggirano sui 20 milioni. Da dove prendere l’ossigeno, e la grana, per finanziare questi due botti?

 Džeko(33) e Lukaku (26) potrebbero rinforzare la rosa di mister Conte
Džeko (33) e Lukaku (26) potrebbero rinforzare la rosa di mister Conte

Gli esuberi

Nainggolan e Icardi. Due nomi, mille problemi. Le due vittime sacrificali sull’altare del mercato sono il belga e l’argentino messi sull’uscio da Marotta e Conte nel modo più esplicito possibile, pur rischiando una svalutazione monstre.
I giocatori sono fuori dalla nuova Inter che sta nascendo, un’ Inter che a detta di Conte non sarà sicuramente pazza. Il modo migliore per fare rinsavire il gruppo è dunque tagliare dall’albero le mele che nell’ultima stagione hanno cominciato a diventare marce; i nomi sono grossi e mettere fuori rosa due elementi così fa capire a chi rimane che di indispensabile non c’è proprio nessuno.

Patti chiari e amicizia lunga, va bene, ma a dare il mal di testa alla dirigenza è il fatto che per i due bad boys non siano state avanzate proposte concrete. Le prospettive che si palesano al passare di ogni ora sono o la loro cessione a prezzi stracciati nell’ultimissima fase di calciomercato o, ancora peggio, la loro permanenza in squadra da separati in casa. 
Per il centrocampista belga la pista (tiepida) è quella cinese, poco considerata al momento dal Ninja per la lontananza dalla moglie in un periodo molto delicato della sua vita.
Per Maurito le voci che si susseguono da ormai settimane lo vogliono un po’ verso la Juventus e un po’ verso il Napoli. Il panettone che mangerà l’argentino sarà preparato da De Laurentiis o sarà marcato Balocco?
Le vie del calciomercato sono infinite.

Addio sogni di gloria. Le strade di Maurito e del Ninja si separeranno
Addio sogni di gloria. Le strade di Maurito e del Ninja si separeranno

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