Il nuoto sincronizzato: tra tecnica e poesia

Agli inizi del XX secolo nasce una disciplina definita balletto acquatico. Ancora molto lontano dallo sport che oggi conosciamo, dovrà attraversare diverse battaglie prima di entrare a tutti gli effetti nel programma olimpico. Fu ufficialmente riconosciuto dalla FINA (Federazione internazionale del nuoto) come quarto sport acquatico dopo nuoto, tuffi da piattaforma e pallanuoto. A distanza di un secolo è uno degli sport più ammalianti e misteriosi per il pubblico: il nuoto sincronizzato. Nel 2017 la FINA lo ha ribattezzato nuoto acquatico. Questo quarto sport natatorio è inquadrato come disciplina tecnico-combinatoria ed unisce nuoto, elementi ginnici e danza. Gli atleti eseguono esercizi coreografici in acqua in sincronia con la musica e tra loro.

Le origini del nuoto sincronizzato

Annette Kellerman

La prima competizione si svolse a Berlino nel 1891. In quegli anni si assisteva ad esibizioni di questa disciplina all’interno dei music-hall nei teatri di varietà di Londra o Glasgow, dotati di enormi vasche di acqua poste sul palco. La nascita del nuoto sincronizzato come sport competitivo risale al 1907: la nuotatrice australiana Annette Kellerman si esibì al New York Hippodrome passando alla storia come prima ballerina subacquea. Nel 1915 Katherine Curtis sperimentò una serie di tuffi e acrobazie nell’acqua. Inoltre, fondò successivamente un club di danzatrici acquatiche, “Le Sirene Moderne“, che si esibì al Century of Progress World’s di Chicago. Durante la presentazione del suo spettacolo si utilizzò per la prima volta il termine nuoto sincronizzato, riconosciuto ufficialmente dall’Amateur Athletic Union (AAU) nel 1941. Nel 1979 Kay Curtis entra a far parte dell’International Swimming Hall of Fame in riconoscimento al suo fondamentale contributo per lo sviluppo di questo sport.

Nuoto sincronizzato come fenomeno cinematografico

Esther Williams

Annette Kellerman, con la sua dimostrazione, costituì la fonte di prima ispirazione per un vero e proprio fenomeno cinematografico. Poco dopo, la campionessa americana di nuoto Esther Williams interpretò l’australiana nel musical “Million Dollar Mermaid“, che seguì a Bathing Beauty. La Williams fu la protagonista di una serie di musical acquatici prodotti dalla MGM tra gli anni quaranta e cinquanta che stimolarono le ragazze di tutto il mondo a cimentarsi in una disciplina elegante ed affascinante. Inolte, viene considerata la fondatrice del nuoto sincronizzato vero e proprio.

Verso le Olimpiadi

Nei successivi vent’anni, il nuoto sincronizzato è andato via via sviluppandosi diventando sempre più tecnico e atletico. Fece il suo debutto come sport dimostrativo durante i Giochi di Helsinki 1952, registrando in seguito una seconda presenza durante i Giochi di Roma 1960. Infatti quell’anno, a seguito di un tour mondiale, la rappresentativa di sincro statunitense si esibì alle Olimpiadi di Roma con lo scopo di promuovere e dare visibilità ad uno sport ormai ampiamente avviato. Nel 1973 il nuoto sincronizzato entrò a far parte dei Campionati mondiali di nuoto. Divenne, invece, sport olimpico soltanto tretacinque anni fa, nel 1984, quando a Los Angeles debuttarono il solo e il duo. Attualmente le nazionali partecipano alle Olimpiadi con le specialità di squadra e duo.

Campionati mondiali

Kazan’ 2015

Dal suo ingresso ai campionati mondiali fino al 2001, le competizioni di nuoto sincronizzato consistevano in gare di singolo, duo e a squadre. Nel 2003 si aggiunse il combinato e dal 2007 le gare di singolo, duo e a squadre furono divise tra routine tecniche e libere. Nato come sport tipicamente femminile, con il passare degli anni anche gli uomini hanno cominciato ad affacciarsi a questa disciplina fino ad iniziare a gareggiare a livello ufficiale. In ambito internazionale, la prima competizione di duo misto uomo-donna, con distinte routine tecniche e libere, è avvenuta durante i Campionati mondiali di Kazan’ 2015.

Sincro al maschile

Nonostante il regolamento FINA circoscriva la pratica del nuoto sincronizzato al solo genere femminile, non sono mancati nella storia ragazzi nati e cresciuti con la passione per il sincro. Uno di questi è il francese Stephane Miermont, campione nazionale di duo. Il transalpino è stato CT delle nazionali francese e statunitense tra il 1988 e il 2000 e membro e protagonista principale del “Cirque du Soleil” dal 1997 al 2002. Più recente è la vicenda di Bill May che nell’aprile 2003 ha battuto tutte le ragazze nel solo e nel duo ai campionati USA di sincro. Inoltre, si è presentato più di una volta a “Roma Synchro” esibendosi fuori concorso con squadra, solo e duo.

Il fiocco blu italiano

Orgoglio italiano è, invece, Giorgio Minisini, sincronetto dall’età di 6 anni, che nel 2009 ha fatto il suo debutto nei campionati italiani di categoria. Nell’edizione inaugurale del duo misto ai Campionati mondiali di nuoto di Kazan’ 2015 ha vinto la medaglia di bronzo nel duo misto tecnico e nel duo misto libero. Ai campionati mondiali di nuoto di Budapest 2017 si è aggiudicato l’oro nel duo misto programma tecnico, gareggiando in coppia con Manila Flamini. Agli Europei di Glasgow 2018 ha vinto la medaglia d’argento nel duo misto, sia nel programma tecnico sia nel programma libero. Ai mondiali di Gwangju 2019 ha portato a casa la medaglia d’argento nel duo misto programma tecnico, sempre al fianco della connazionale Manila Flamini.

Competizioni e regole del nuoto sincronizzato

Dal 2007 è stata introdotta la distinzione tra esercizio tecnico ed esercizio libero. Nel primo caso, le nuotatrici devono realizzare una serie di elementi obbligatori, con relativo coefficiente di difficoltà assegnato, entro un determinato limite di tempo. I tempi variano a seconda della categoria e della fascia di età delle atlete, riducendosi al diminuire dell’età. L’esercizio tecnico può rappresentare il 50% del punteggio finale nella gara, oppure può essere valutato e premiato indipendentemente dall’esercizio libero assegnando due differenti medaglie. Nell’esercizio libero è possibile personalizzare l’esibizione senza la necessità di realizzare alcun elemento obbligatorio. Anche in questo caso, può essere valutato come il 50% del punteggio finale o essere separato dal tecnico.

Singolo e doppio

Nel singolo o solo, le nuotatrici creano degli esercizi formati dalle combinazioni di posizioni di base e transizioni, chiamate “figure”. Nell’esercizio tecnico si hanno a disposizione 2 minuti di tempo per eseguire 6 elementi obbligatori, mentre nel libero i minuti complessivi sono 3. Il duo esige, invece, una perfetta coordinazione delle due nuotatrici, oltre a una buona sincronizzazione con il corpo della compagna. Nell’esercizio libero le atlete non sono obbligate a realizzare le figure simultaneamente, ma i loro movimenti devono essere artisticamente coordinati. Inoltre, si può anche sollevare e sorreggere la compagna. Nei 2 minuti e 20 secondi del tecnico, invece, bisogna eseguire 8 elementi senza effettuare movimenti a specchio.

Esercizi in squadra

La squadra, composta da 4 a 8 nuotatrici, deve agire perfettamente sincronizzata, anche se non tutte le atlete realizzano le stesse figure. Nelle competizioni ufficiali per la categoria assoluta è previsto un esercizio tecnico di 2 minuti e 50 secondi nei quali eseguire 9 elementi e almeno una formazione circolare e una retta, ed un esercizio libero di 4 minuti. Il combinato rispetto alla squadra include delle figure realizzate in modo individuale, oltre a essere costituito da un massimo di 10 atlete. In una medesima coreografia le sincronette nuotano prima tutte insieme, alternando in seguito esercizi di singolo, duo, trio e così via finché le atlete non si riuniscono nuovamente insieme. Il combinato è un esercizio libero che dura 5 minuti.

La magia del nuoto sincronizzato

Questo è sicuramente uno tra gli sport più spettacolari che lascia incantati i suoi appassionati, ma anche i semplici spettatori occasionali. A partire dall’incredibile capacità polmonare delle sue atlete, fino all’impressionante forza fisica che permette loro di realizzare salti e spinte mozzafiato, il segreto del nuoto sincronizzato sembra incomprensibile ai più. Ore ed ore di allenamenti in acqua ed in palestra, mesi nei quali si rifanno ininterrottamente gli stessi balletti ascoltando all’infinito una base sempre uguale, sono la componente irrinunciabile per praticare questo sport. Eppure, dietro a questi due elementi si nasconde un mondo intero di sacrifici, soddisfazioni, sogni e obiettivi che mirano al raggiungimento della perfezione. Quella stessa senza la quale il nuoto sincronizzato non potrebbe esistere e a cui anela ogni sincronetta.

Monica Seminara

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