Anime Estivi 2019: “Saint Seiya: I Cavalieri di Netflix”

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La prima puntata di oggi è un po’ particolare. La volta scorsa avevamo parlato di Fire Force, ma stavolta non tratteremo di un anime inedito, ma della nuova trasposizione del celeberrimo “I Cavalieri dello Zodiaco”! Di “Saint Seiya”, è questo il titolo italianissimo dell’opera di Masami Kurumada, in questi giorni se ne è parlato molto. Il motivo principale è la scelta di rendere il Cavaliere di Andromeda Shun (Andromeda nella serie italiana) una leggiadra donzella. Non ci soffermeremo sull’argomento in questa recensione, visto che il suo personaggio non compare nel primo episodio, tuttavia questa scelta non è qualcosa su cui si può sorvolare. Ha pur sempre avuto un grande impatto nella cultura popolare oltre che nei cuori dei più appassionati.

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Dal 1986 al 2019: un successo di lunga data

La nuova serie anime, realizzata in CGI, è stata sponsorizzata da Netflix e trasmessa in anteprima mondiale il 19 Luglio 2019. Vuole ispirarsi a quella originale del 1986 composta da 114 episodi e realizzata dalla Toei Animation. Definita da molti un capolavoro, ad essa hanno partecipato anche personalità del calibro di Shingō Araki e Michi Himeno, già autori del character design de “Le rose di Versailles” (conosciuto semplicemente come “Lady Oscar” in Italia). C’è da fare una premessa prima di parlare del primo episodio: io ricordavo quello della vecchia serie. Ebbene sì! Questo è uno dei pochi casi in cui posso vantarmi di ricordarmi l’inizio di una delle opere anime e manga degli anni 80’ e 90’. Complice una videocassetta di questa prima puntata, usata e stra-usata, mi sono approcciata a questa nuova serie con un po’ di paura. “Saint Seiya” era un anime coinvolgente persino per una bambina molto piccola, tanto da farle scegliere come diario di prima elementare quello ufficiale con “I Cavalieri dello Zodiaco” stampati sopra. Tanto da portarla a richiedere infiniti modellini ed action figure ai propri parenti. Era quindi una serie adatta ad ogni età, capace di stregare sia i più grandi che i più piccini nonostante i temi filosofici e la violenza cruda presente in essi.

Il ritorno in piccolo: primo episodio smorto

Ammetto di essermi approcciata al primo episodio in modo piuttosto fiducioso. Avevo visto un pezzo della opening in giro per il web e le animazioni del combattimento mi erano sembrate fatte bene. Ero convinta che il problema del CGI fosse semplicemente dovuto ad una sorta di nostalgia nei confronti delle vecchie animazioni. Forse sorvolando sulla faccenda di Andromeda, sarebbe stato godibile ed avrebbe permesso di vedere la serie in un’ottica un po’ più moderna. Purtroppo mi sbagliavo di grosso.
La prima puntata è completamente diversa da quella dell’anime di cui vuole essere il rifacimento. Sembra chiaro il messaggio degli autori che vogliono ricordare allo spettatore che si tratta di una serie diversa. Vuole essere un’introduzione al mondo de “I Cavalieri dello Zodiaco”. Inizia infatti con un riassunto di quello che sono i Cavalieri, con tanto di prima presentazione dei nostri eroi. Stona un po’ con l’alone di mistero che avrebbero potuto trasmettere trattandosi di una serie mistica, ma è pur sempre una scelta registica che alcuni possono ritenere valida visto che si tratta di una remake.

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Nuovi personaggi e concetti

Andando avanti la narrazione si concentra sulla storia di Seiya (Pegasus nella seria italiana), mostrando prima il rapimento di sua sorella e poi l’evento che l’ha fatto venire in contatto con Mitsumasa Kido (Alman di Thule), uomo che gli rivela la sua identità di Cavaliere di Atena. Il ragazzo a quanto pare è destinato a proteggere la Dea da Ade e Nettuno che vogliono distruggere il mondo. Le spiegazioni però vengono interrotte da un personaggio completamente inedito: Vander Guraad, collega di Mitsumasa che vuole trasformare le armature in un’arma. Un personaggio molto materialista che sembra adattarsi bene a questa nuova versione della storia. La puntata si conclude con una fuga rocambolesca e la promessa di Seiya di dirigersi al Grande Tempio in Grecia per trovare la sorella.
E… basta. Uno dei numerosi problemi di questo primo episodio è infatti la pochezza della narrazione. Si susseguono un sacco di eventi anche a distanza di anni, creando una grande confusione nella testa dello spettatore. Inoltre il rallentamento del ritmo in alcune scene alcune scene noiose e superflue, rende difficile mantenere l’attenzione su di esso. Non rispecchia quindi i canoni di una prima puntata, che dovrebbe attrarre ed incuriosire il pubblico, in modo da spingerlo ad andare avanti con la visione.

Pochezze tragicamente tecniche

Parlando della parte tecnica il CGI non è nemmeno così terribile. La resa dei movimenti è stranamente fluida e i movimenti dei personaggi sono sufficientemente realistici. Tuttavia gli effetti speciali hanno un livello infimo rispetto a quello chi ci si sarebbe aspettati. Il famoso “Fulmine di Pegasus” ha la stessa qualità ma meno carica emotiva di un colpo ben assestato su “Wii Sports Resort” e gli spari sono degni del miglior gioco degli anni 90’. In generale i personaggi sembrano dei nendoroid allungati, quasi del tutto inespressivi e pronti a fare mille gag poco riuscite per divertire lo spettatore.

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Un elemento preponderante di questa nuova serie è la tecnologia: sin da subito essa si intrufola nel mondo con prepotenza, cercando forse di svecchiare l’ambientazione dell’anime originale. Il risultato non è esattamente dei migliori a primo impatto, si vede che è un dettaglio inserito postumo e non un qualcosa che era in programma sin dall’inizio. La scena dove Seiya viene ripreso da dei piccoli delinquenti mentre usa i suoi poteri ricorda vagamente lo stile di “Cloverfield”, stonando subito con il resto della storia. Inoltre la presenza di un momento durante il quale una moto si lancia da un aereo con un paracadute, sembra un riferimento a celebri film d’azione. I Cavalieri devono fronteggiare questa creazione dell’uomo, tuttavia la surclassano. Ciò è evidente nei vari scontri tra semplici umani e quelli dotati di un’armatura. Addirittura Seiya è in grado di abbattere un elicottero con le sue palline da Baseball spacciate per Fulmini di Pegasus.

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Ma a chi è rivolto?

Quello che mi è piaciuto meno di questa prima puntata, ed in generale della sensazione che mi ha trasmesso la serie, è che non si riesce ad individuare il target. Ad una prima visione sembra infatti un tentativo di avvicinare i più piccoli alla visione dell’anime: il sangue è totalmente rimosso e il massimo che si può ottenere è un po’ di sporcizia. Tuttavia questo stona con la storia de “I Cavalieri dello Zodiaco” e questo è ben visibile in alcune scene cardine. Ne è un esempio quella nella quale la sorella di Seiya viene colpita al capo da un proiettile vagante della squadra SWAT che la vuole rapire. La scena è di una violenza inaudita ma la mancanza di sangue la rende strana e confusa. Lo spettatore si domanda se per caso non si sia perso qualcosa o se non abbia visto bene. Un senso di straniamento che non si dovrebbe insinuare in quel momento, spezzando la narrazione serrata e ricca d’azione. Altra componente che probabilmente vuole rendere l’anime più giovane, è la presenza di numerose battute e situazioni comiche. Anche queste poco adatte al tenore della storia, ma che evidentemente per i creatori dovrebbe essere uno strumento per alleggerire la tensione.

Il caso Andromeda

saint seiya, cavalieri dello zodiaco, toei animation, netflix, andromedaCome annunciato prima, parlerò poco della mossa di cambiare il sesso di Shun visto che in questo episodio si è solo intravista. Ci tengo però a sottolineare come sia stata una scelta davvero di cattivo gusto e sbagliata. Il cavaliere di Andromeda ha rappresentato per trentaquattro anni un simbolo contro gli stereotipi di genere, indossando un’armatura rosa ed essendo un ragazzo sensibile. Il tutto nonostante il suo dovere di Cavaliere in lotta contro il male. La sua dolcezza e gentilezza, proiettate su un personaggio femminile, non fanno che trasmettere il messaggio che solo una donna può provare questi sentimenti così delicati e che questi non si addicono ad un uomo. Se così desiderosi di inserire un personaggio femminile ne “I Cavalieri dello Zodiaco”, perché non crearlo da zero (come l’antagonista sopracitato) o cambiare un altro dei Cavalieri? Magari proprio il fratello di Andromeda, Ikki della Fenice?

In conclusione questo primo episodio è stata una delusione per chi aveva speranze in proposito. Se voleva essere un modo per riuscire ad avvicinare grandi e piccini alla serie de “I Cavalieri dello Zodiaco”, l’obbiettivo gli è riuscito in parte. Genera sì la voglia di seguire l’anime, ma la vecchia serie di 114 episodi non certo questa nuova versione.

Elisa Rapisarda

Elisa Rapisarda

Studentessa di nome ma non di fatto, amante di tutto ciò che mi distragga dallo studio. Sono nell'ambito del volontariato dal 2016 ed ho un rapporto complicato con le ambulanze che guido. Le mie giornate si dividono tra videogiochi, scrittura creativa e parlare male di tutto ciò che guardo... soprattutto se mi piace.

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