C’era una volta nel mio computer – Star Wars: Jedi Knight: Dark Forces II

Piccolo viaggio nel retrogaming degli anni ’90 firmato Star Wars

Benvenuti nella prima rubrica videoludica di Millennials!
Accompagnati da una dolce nostalgia, ripercorreremo alcuni dei titoli di una generazione a metà tra l’attuale e il retrogaming, rispolverando titoli degli anni ’90 e dei primi 2000. Spazieremo tra diversi generi, dagli FPS (First Person Shooter) agli Hack ‘n Slash, passando per i Punta e Clicca.
Il nostro primo appuntamento è con Star Wars: Jedi Knight: Dark Forces II, sparatutto sviluppato dalla ormai scomparsa LucasArts e pubblicato nel Settembre del 1997, nonché sequel di Star Wars: Dark Forces del ‘95.

Durante i filmati, l’attore Jason Court prestava il volto al protagonista

Gli anni ’90: quando bastavano 16 MB di RAM

In quei pochi anni, grazie ad una incredibile evoluzione tecnologica, la grafica passò dal 3D Simulato ad un vero e proprio mondo tridimensionale. Nel 3D Simulato, per capirci, l’ambiente di gioco è in tre dimensioni, ma gli elementi (come oggetti e nemici) sono bidimensionali. La tridimensionalità viene simulata dagli “sprite”. Fino a titoli come Doom, Wolfenstein 3D e Star Wars: Dark Forces i nemici erano poco più che disegni (gli sprite appunto), rappresentati di spalle o di fronte a seconda che questi fossero coscienti o meno della nostra presenza. L’arrivo del vero e proprio 3D rivoluzionò i videogiochi, consentendo di creare mondi virtuali più realistici e complessi. Jedi Knight: Dark Forces II è probabilmente uno di quei titoli che incarna meglio questo passaggio. Vediamone insieme alcuni aspetti!

Recuperata la spada laser, è ora di diventare Cavalieri Jedi!

La Storia

Ambientato dopo gli eventi del sesto film, Il Ritorno dello Jedi, siamo nuovamente chiamati a vestire i panni di Kyle Katarn, mercenario ed alleato della Ribellion, già coinvolto in missioni cruciali come il furto dei piani della Morte Nera. Perché sì, all’epoca bastava un uomo armato di tutto punto e determinato a far fuori i cattivi per distruggere un intero esercito: il famoso “One Man Army”. Oggi tendiamo verso narrazioni più corali ma, soprattutto nei videogiochi, questo format narrativo mette al centro proprio il giocatore. Ma cosa innesca gli eventi di questo sequel? Uno Jedi Oscuro di nome Jerec ha ucciso il padre di Kyle nella sua folle ricerca della Valle degli Jedi, un luogo talmente impregnato di energia che amplificherebbe all’infinito i poteri di chi se ne immerge. Jerec stesso rivelerà al protagonista che, una volta immersosi nella Valle, sarà così potente da poter cancellare interi sistemi solari col solo pensiero (Thanos, meglio se prendi appunti per la prossima volta).

Il temibile Jerec compare fin dal filmato introduttivo, interpretato da Christopher Neame

Determinati a fermarlo e ad ottenere la nostra vendetta, cominceremo una caccia all’uomo che porterà il nostro eroe su numerosi pianeti e a percorrere le vie della Forza. A bloccarci la strada troveremo infatti diversi Jedi Oscuri, allievi di Jerec, che dovremo eliminare uno dopo l’altro. Il tutto sfruttando la leggendaria spada laser e svariati poteri della Forza, che cambieranno a seconda del nostro allineamento (Chiaro od Oscuro).

La Varietà dell’Universo

Uno dei punti di forza (in questo caso quella con la f minuscola) era l’incredibile varietà e complessità dei livelli, quasi sempre vertiginosamente alti e ricchi di enigmi. Questi andavano risolti sfruttando un buon mix di ingegno e poteri della Forza. All’epoca la diffusione di Internet era ancora scarsa, soprattutto in Italia, quindi non esistevano comode guide da consultare in caso si rimanesse bloccati in un livello. Le “guide” dell’epoca erano principalmente fratelli, amici o genitori che venivano convocati nella speranza di risolvere l’enigma di turno, con la formazione così di comitati per decidere quale combinazione di pulsanti premere per sbloccare il puzzle. Ma non solo: i livelli erano semplicemente vertiginosi e, con un errore da poco, si precipitava facilmente nel vuoto. 

Nelle fasi platform basta un piccolo errore per precipitare nel vuoto

Essere Jedi, oltre il mondo di Star Wars

Chiunque si sia appassionato alla creatura di George Lucas si è immaginato almeno una volta con i poteri dei cavalieri jedi. La bellezza di Jedi Knight stava soprattutto in questo: renderci cavalieri Jedi o temibili Sith, scegliendo proprio i poteri del Lato Chiaro o del Lato Oscuro della Forza. Tutto ciò si traduceva anche in risvolti narrativi opposti, regalando così al giocatore due partite diverse sia nelle abilità a disposizione che nella storia. Per quanto oggi possa essere comune, nel ’97 era piuttosto raro trovare uno sparatutto con un sistema di abilità simil-ruolistico ed una trama semplice ma fedele all’atmosfera di Star Wars. Negli anni, poi, Kyle Katarn è diventato uno dei personaggi più sfaccettati di Star Wars grazie alla lunga saga di Jedi Knight, cui seguì Mysteries Of The Sith, Jedi Outcast ed infine Jedi Academy che passava il testimone ad una nuova generazione di padawan, apprendisti proprio del nostro buon protagonista.

Non fatevi ingannare dalla spada arancione, Kyle è ancora uno Jedi qui

L’importanza del dialogo

A costo di farvi uno spoiler, parlando di Star Wars Jedi Knight: Mysteries Of The Sith non si può non riflettere sul suo finale e su quella che probabilmente è la migliore “battaglia” finale di un videogioco. Dopo aver scoperto che Kyle Katarn è stato corrotto dal Lato Oscuro, Mara Jade parte alla sua ricerca nella speranza di salvarlo. Mara segue così le tracce del suo Maestro per tutta la galassia ed infine lo trova su Dromund Kaas, all’interno di un tempio Sith. La battaglia finale, nelle profondità oscure del pianeta, è in realtà senza speranza: Kyle è più forte di Mara ed è assolutamente impossibile batterlo. L’unico modo per vincere il duello è agire come uno jedi e soprattutto come un’amica, non iniziando affatto alcun combattimento.

Spegnendo la spada e deponendo così le armi, comincerà un dialogo nel quale convinceremo Kyle a tornare in sé, abbandonando così oscurità e violenza.

Esistono ostacoli che possono essere superati solo col dialogo.

Per quanto la situazione sia impossibile, quindi, non sono le armi a risolvere le cose. Ma umanità, logica e dialogo.
Un tema che è e sarà sempre attuale.

Se volete recuperare questa perla videoludica, la trovate su Steam a questo link: https://store.steampowered.com/app/32380/STAR_WARS_Jedi_Knight_Dark_Forces_II/

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