Tredici – Stagione 3: ne vale davvero la pena?

Thirteen Reasons Why, titolo italiano Tredici, è una serie prodotta da Netflix che vede il suo inizio nel 2017.
Velocemente ha ottenuto pubblico e consensi positivi, lasciando indietro le critiche di chi la accusava di manipolare le menti dei più deboli.

Il filo rosso di Hannah Baker

La prima stagione è del 31 marzo 2017 e il 18 maggio 2018, Netflix rilascia la seconda. Entrambe hanno mantenuto ed incentrato gli episodi sulla protagonista: Hannah Baker. Adolescente suicida, morta per cause non chiare, ma che la ragazza ha ben pensato di registrare su 7 cassette, ogni lato “dedicato” ad ogni persona che, anche solo in piccola parte, ha contribuito al suicidio di Hannah. Suicidio che non viene esaurito come argomento in 13 puntate, ma che continua ad essere il fulcro della seconda stagione, dove i ragazzi affrontano il processo intentato dai genitori della ragazza contro la scuola. Zach Dempsey, Bryce Walker, Justin Foley, Jessica Davis, Alex Standall, Tyler Down e il protagonista, Clay Jensen, sono profondamente toccati dalla morte di Hannah. È un vuoto incolmabile, soprattutto per Clay, che non riesce a darsi pace sulle motivazioni che l’hanno spinta a togliersi la vita.

La terza stagione: il declino

Ma poi, il 28 agosto 2019, Netflix ha rilasciato una terza stagione.
Il 1 agosto 2019 la piattaforma di streaming rilascia il trailer e le immagini trailer dei vari personaggi, e la casa produttrice lancia così uno spoiler senza precedenti: qualcuno ha ucciso Bryce Walker.

Così, senza mezzi termini, Netflix setta il tono della stagione quasi un mese prima dalla sua pubblicazione.

Una mossa di marketing azzeccata, che non ha scoraggiato il pubblico nel guardarla ma anzi, ha alimentato discussioni sui vari social network. Eppure, già da queste poche informazioni, era ormai chiaro che il tono della serie stava virando. Era davvero necessario? Era davvero necessario sforzare un brand come Thirteen Reasons Why e portarlo fuori dai binari? Basti pensare che lei, Hannah Baker, la protagonista di tutto l’universo Tredici, viene menzionata meno di 10 volte in 13 puntate. È meno di una volta a puntata, per una serie iniziata “grazie” a lei.

Qualche considerazione:

Tredici è una serie che focalizza il proprio range di pubblico tra gli adolescenti, di modo che possano rivedersi nei personaggi, nei loro disagi. Una serie che parla apertamente di bullismo, di sessismo, di double-standard e di stupro durante gli anni adolescenziali.

Quegli anni dove tutto è “passeggero” (quando invece non lo è) ha un potenziale non indifferente.

Potenziale completamente sprecato dalla terza stagione. Se le prime 26 puntate hanno cercato di insegnare a non giudicare una persona a primo impatto; a cercare di capire sempre cosa può esserci dietro ogni individuo con cui veniamo a contatto, ma soprattutto non aver paura di chiedere aiuto, vengono spazzati via da questa pseudo Pretty Little Liars – stagione 3. Marinare la scuola, coprire gli altri mentendo, cercare conforto nella droga, uccidere, sono gli insegnamenti che questa stagione ha lasciato, fallendo miseramente nell’intento che lo scrittore Jay Asher ha messo nel romanzo che ha dato vita a tutto questo, “Tredici”.

La stagione 3 e le due precedenti sono tuttora su Netflix.

Tredici

Ilaria Caiazzo

Studente a tempo pieno, interprete e traduttrice a tempo perso. Scrivo di cinema, serie tv e libri. Ossessionata dal make-up e dai serial killer.

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